Avatar

Da Esopedia, l'Enciclopedia dell'[[Ordine Martinista Antico e Tradizionale|O.M.A.T.]] per gli Iniziati.
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Presso la religione Induista, un Avatar è l'assunzione di un corpo fisico da parte di Dio, o di uno dei Suoi aspetti. Questa parola deriva dalla lingua sanscrito, e significa "disceso"; nella tradizione religiosa induista consiste nella deliberata incarnazione di un Deva, o del Signore stesso, in un corpo fisico al fine di svolgere determinati compiti. Questo termine viene usato principalmente per definire le diverse incarnazioni di Vishnu, tra cui si possono annoverare Krishna e Rama.

A differenza del Cristianesimo e dello Shivaismo, i Vaishnava affermano che Dio si incarni ogni qualvolta avviene un declino dell'etica e della giustizia, unitamente all'insorgere delle forze demoniache.

Il Signore Krishna, Avatar di Vishnu, è famoso per aver pronunciato queste parole:

"Per la protezione dei giusti, per la distruzione dei malvagi e per ristabilire i princìpi della Giustizia Divina, Io mi incarno di era in era|Bhagavad Gita, IV, 8)"

Questa frase è stata utilizzata anche da Maestri spirituali appartenenti a religioni diverse, per riferirsi a incarnazioni di Dio, in particolar modo nel Cristianesimo con Gesù.

Credenze e significati

La filosofia che si riflette nell'epica induista è la dottrina dell'Avatar (incarnazione di Vishnu o Dio in forma umana). I due principali avatar di Vishnu che appaiono nell'epica induista, sono Rama, l'eroe del Ramayana, e Krishna, amico e parente dei Pandava nel Mahabharata. Diverso dai deva o deità della Samhitas Vedica, e dalle astratte Upanishad che concepiscono il tutto come un essere senza forma (Brahman), gli Avatar in questa era epica induista sono intermediari umani, tra l'Essere Supremo, rappresentato come Ishvara (o Saguna Brahman), e i mortali.

Questa dottrina ha avuto un grande impatto sulla vita religiosa degli Induisti; questo perché Dio ha manifestato Sé Stesso in una forma che può essere compresa e apprezzata persino dalle persone più indifferenti. Nel corso di migliaia di anni, Rama e Krishna sono state la manifestazioni del Divino più adorate e venerate tra gli Induisti. Il concetto estratto dalle Upanishad, di sottomissione e rispetto verso l'unità di Brahman, è considerata la massima espressione del pensiero induista, e ha fornito la base teologica alla religione, per generare nella manifestazione, in aiuto all'umanità nelle epoche oscure, la più elevata divinità, l'avatar. Il ciclo di creazione e distruzione contiene l'essenza dell'idea di "avatar" e fa veramente affidamento sull'avatar decisivo di Vishnu, chiamato Kalki, come colui che darà l'ultima spallata al degrado etico dell'umanità.

Rama e Krishna non sono assolutamente gli unici avatar della tradizione induista, la quale vuole che il Divino abbia preso forma umana in diverse epoche storiche, anche prima che l'uomo comparisse sulla Terra. Si conoscono molti avatar legati a Vishnu ma poco quelli legati a Brahma o Shiva. Alcune tradizioni Indù, in base al Ramayana, affermano che Shiva si è incarnato solo una volta come l'uomo-scimmia Hanuman, il devoto di Rama per eccellenza.
ll filosofo Adi Shankara, il primo grande unificatore dell'Advaita Vedanta, è considerato un avatar di Shiva.

I Dieci Avatar di Vishnu, o Dasavatara

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Varaha, il cinghiale, terzo avatar di Vishnu.

I Maha Avatara (Grandi Avatar) di Vishnu sono dieci. Popolarmente questo insieme di Avatar è conosciuto come Dasavatara (dasa in Sanscrito significa dieci):

  1. Matsya, il pesce
  2. Kurma, la tartaruga o la testuggine
  3. Varaha, il verro o il cinghiale
  4. Narasimha, l'uomo-leone (Nara = uomo, simha = leone)
  5. Vamana, il nano
  6. Parashurama, Rama con la scure (o accetta), o l'abitante della foresta
  7. Rama, Sri Ramachandra, il principe del regno di Ayodhya
  8. Krishna (significa scuro o nero)
  9. sia Balarama o Buddha (vedi sotto)
  10. Kalki ("Eternità", o "tempo", o "Il Distruttore della Malvagità"), che la tradizione Indù attende alla fine del Kali Yuga, l'era contemporanea.

Tuttavia, alcune scritture Indù elencano almeno 23 avatar.

Simbolismo

Molti sostengono che i dieci Avatar di Vishnu rappresentano l'evoluzione della vita e dell'umanità.

  1. Matsya, il pesce, rappresenta la vita negli oceani primordiali.
  2. Kurma, la tartaruga, rappresenta il passo successivo, gli anfibi.
  3. Varaha, il cinghiale, simbolizza la vita sulla terraferma.
  4. Narasimbha, l'uomo-leone, simbolizza il principio dello sviluppo dell'uomo.
  5. Vamana, il nano, simbolizza invece l'incompleto sviluppo dell'essere umano.
  6. Parashurama, l'abitante della foresta, suggerisce il concetto dello sviluppo fisico completo, dell'umanità
  7. Rama, il re, Rama il signore, rappresenta l'abilità umana a governare le Nazioni.
  8. Krishna, un esperto in 64 settori della scienza, in accordo con la religione Induista, rappresenta l'evoluzione culturale dell'umanità.
  9. Buddha, l'Illuminato, simbolizza l'illuminazione e l'evoluzione spirituale dell'uomo.
  10. Kalki, l'avatar dal cavallo bianco, rappresenta la finale liberazione dell'uomo e il ritrovamento della propria natura divina.

Gli avatar comunque rappresentano l'ordine, e non il tempo di questi avvenimenti, secondo certe confessioni Indù.

Buddha è considerato un avatar?

Balarama è il nono avatar secondo la tradizione Puranica. Tuttavia con l'aumento della popolarità del Buddhismo in India, verso la metà del primo millennio D.C. si credette che Buddha fosse il nono avatar promesso (questo è un esempio della fenomenale abilità dell'Induismo di assimilare altre idee e culture, che ha contribuito al declino del Buddhismo in India). Secondo il punto di vista prevalente nel Nord dell'India, Balarama è l'incarnazione del serpente di Vishnu Adi Sesha, piuttosto che di Vishnu stesso.

Tuttavia i Buddisti non considerano Buddha un avatar. Un insigne pensatore Indù contemporaneo, Sarvepalli Radhakrishnan, considera Buddha come un avatar.

Fra le credenze diffuse nella sottocultura della New Age vi è anche quella secondo cui anche Gesù sarebbe un avatar (o "un avatar di Buddha").

Collegamenti esterni

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