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Manna (Bibbia)

Da Esopedia, l'Enciclopedia dell'[[Ordine Martinista Antico e Tradizionale|O.M.A.T.]] per gli Iniziati.
Il popolo d'Israele che raccoglie la manna, dipinto di James Jacques Joseph Tissot, circa 1896-1902

La manna (ebr. מן) viene citata nella Torah con riferimento al cibo di cui si nutrì il popolo d'Israele durante il cammino dei 40 anni nel deserto dopo l'uscita e la liberazione dalla schiavitù in Egitto; la manna iniziò a scendere dal cielo quando il popolo d'Israele stava avvicinandosi al Monte Sinai per ricevere la Torah.

Come afferma anche El'azar da Worms si racconta come questo pane degli angeli derivasse direttamente dal Regno celeste e spirituale e fosse prodotto dagli angeli dell'ordine delle Chayyot, usando per questo significato la metafora del sudore delle Chayyot e di una produzione effettuata da Dio, sempre con gli angeli, avvenuta attraverso delle macine celesti.

Secondo la tradizione fu per merito di Mosè che la manna scese dal Cielo per il popolo d'Israele.

Etimologia

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Minian.

Esegesi ebraica

« E, evaporato lo strato di rugiada, apparì sulla superficie del deserto qualcosa di minuto, di granuloso, fine come brina gelata in terra. A tal vista i figli d'Israele si chiesero l'un l'altro: «Che cos'è questo?» perché non sapevano che cosa fosse. E Mosè disse loro: «Questo è il pane che il Signore vi ha dato per cibo. Ecco ciò che ha prescritto in proposito il Signore: ne raccolga ognuno secondo le proprie necessità, un omer a testa, altrettanto ciascuno secondo il numero delle persone coabitanti nella tenda stessa così ne prenderete». Così fecero i figli d'Israele e ne raccolsero chi più chi meno. Misurarono poi il recipiente del contenuto di un 'òmer; ora colui che ne aveva molto non ne ebbe in superfluo e colui che ne aveva raccolto in quantità minima non ne ebbe in penuria; ciascuno insomma aveva raccolto in proporzione delle proprie necessità »   (Esodo 16.16-18)

Nel Libro di Esodo della Bibbia Ebraica vi sono altre allusioni alla manna ma è soprattutto nella tradizione orale come nel Talmud, poi messa per iscritto, la maggior presenza di commenti in merito ad essa.

Nella Torah è paragonata ad una pietra di cristallo, al coriandolo bianco e ad una frittella cotta nel miele; si racconta che il miele è 1/60 della manna, e per miele si può intendere anche il dattero o la sostanza più dolce che ad esempio si forma nei fichi. La manna compariva come un granello dopo che lo strato di rugiada si scioglieva: si doveva raccoglierla immediatamente per evitare che anch'essa si sciogliesse.
Per un miracolo chi ne raccolse di più non ne ebbe più di un omer e lo stesso avvenne per chi ne raccolse meno.
Come unico sostentamento alimentare, la manna veniva lavorata in molti modi: con essa venivano fatte anche delle focacce o torte.

Quando Dio si apprestava a far scendere la manna dal cielo essa illuminava l'atmosfera spirituale delle tappe affrontate dal popolo d'Israele nel deserto: l'origine celeste della manna favoriva questa manifestazione.

Non potendo raccoglierla durante il Sabato (giorno che secondo la tradizione ebraica è destinato al riposo), Dio donava una doppia razione di manna ogni Venerdì affinché bastasse anche per il Sabato; in ricordo di ciò gli appartenenti alla religione ebraica devono preparare i pasti del Sabato con almeno due pagnotte chiamate Challot: esse vengono custodite all'interno di due panni di stoffa, uno al di sopra ed uno sotto, per ricordare anche lo strato di rugiada che ricopriva sotto e sopra questo cibo celeste.

I Chakhamim insegnano che ogni Ebreo che assaggiava la manna poteva percepire e gustare un sapore diverso da quello degli altri Ebrei: si parla di gusti di altri cibi da loro desiderati ed assaporati mangiando la sola manna.

Il residuo della manna che si scioglieva si diffondeva poi nell'acqua in modo che il gusto della carne degli animali selvatici che si abbeveravano di quell'acqua rendesse noto agli altri popoli che la assaggiavano del cibo fornito da Dio agli Ebrei.

La manna non produceva feci in quanto cibo celeste più vicino ai reami spirituali di quanto lo fosse al mondo materiale: ché non di solo pane vive l'uomo, ma di tutto ciò che esce dalla Volontà del Signore viene commentato a proposito della manna. Vi fu un caso citato nel Tanakh in cui la manna fatta avanzare produsse vermi: questo successe appunto perché gli Ebrei ne fecero avanzare disobbedendo così agli ordini del Signore.

Il Rashbam ricorda che dopo molto tempo gli Ebrei si impegnarono molto per lavorare la manna e renderla differente proprio come avviene per le noci, in principio mature e dolci ma poi oleose se lavorate: ciò non piacque a Dio che avrebbe preferito se gli Ebrei ne avessero mantenute inalterate le qualità.

Yisaschar Bnei ricorda che i malati del popolo ebraico, usciti dall'Egitto, vennero guariti appena cibatisi della manna.

Un Midrash racconta che pietre preziose scendevano dal cielo assieme alla manna.

Una porzione di manna venne inserita nell'Arca dell'alleanza da Aronne su ordine di Mosè.

La tradizione vuole che la manna torni con l'era messianica.

Bibliografia

  • Bibbia ebraica, Firenze, La Giuntina, 2006
  • Esodo Shemot - Khumash, Milano, Mamash, 2010

Voci correlate

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Fonti

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