Rituale Emulation

Da Esopedia, l'Enciclopedia dell'[[Ordine Martinista Antico e Tradizionale|O.M.A.T.]] per gli Iniziati.

Il rituale Emulation è il più diffuso per i primi tre gradi di Apprendista, Compagno e Maestro nelle Logge inglesi. Esso è il risultato dell’esperienza rituale di molteplici fonti, e rappresenta la pacificazione fra l’antica e la nuova Massoneria[1]. Esso non è un Rito Massonico ma un vero e proprio rituale.

Nel Rituale Emulation si riconcilia l’antica Massoneria, con le sue connotazioni operative e deistiche, e quella moderna, teista e più marcatamente esoterica e misterica. La confluenza delle due correnti ne designa correttamente l’attuale regolarità e validità dell’Iniziazione massonica e della sua filiazione tradizionale, ambedue dubbie all’origine Andersoniana.


La prima Loggia di Miglioramento era formata da soli Maestri, e si costituì nel 1823. Suo scopo era di insegnare il preciso Rituale approvato nel 1816 dalla Gran Loggia Unita d’Inghilterra. Principio base del sistema era che nessuno avesse il diritto di alterare o modificare, sia nel testo che nelle usanze, questo particolare Rituale. Questa particolare Loggia d’Istruzione cessò di esistere allorché venne raggiunta la piena unificazione dei Rituali in uso.


Deviazioni della moderna Massoneria speculativa

Joseph De Maistre, nel XVIII secolo, affermava: “Tutto rivela che la Libera Muratoria volgare sia un ramo staccato e forse corrotto di un tronco antico e rispettabile”[2].


Alla fine del XVII secolo si trovavano a Londra molte Logge dove predominava l’elemento operativo, ed altre in cui dominava l’elemento speculativo.

Dalla Loggia di Anderson, la “Groose and Gridiron”, l’unica speculativa delle quattro che hanno dato vita alla Gran Loggia, sono derivate, direttamente o indirettamente, tutte le Logge massoniche nel mondo. René Guénon riprese questo fatto affermando: “Si ha troppo presente sovente il torto di pensare soltanto alla Massoneria moderna, senza riflettere sul fatto che quest’ultima è semplicemente il prodotto di una deviazione”[3].


Secondo De Maistre questa deviazione consiste nell’abbandono della matrice cristiano-cattolica dell’antica Massoneria operativa. De Maistre fu uno degli ideologi della Restaurazione europea, e vedeva nella visione tollerante e cosmopolita della Massoneria un potente strumento di riunificazione delle varie sette cristiane. La sua tesi era che la divisione del cristianesimo, e la conseguente caduta di autorità del Papa, avevano prodotto da una parte il dispotismo dei regnanti, meno legati all’etica cattolica che all’egoismo privato, e dall’altra la reazione rivoluzionaria dei popoli.

La proposta del De Maistre era quella di una federazione teocratica dei regnanti attorno al Papa, di cui la Massoneria doveva farsi tramite. Le sue caratteristiche di cultualità senza dogmi, di religiosità senza intermediari, di ritualità sacramentale senza adorazioni né venerazioni, ne facevano un unicum che non abbisognava di alcun contesto exoterico esterno.

Le ricerche dei Fratelli Clementi Edwin Stretton e Thomas Carr provarono che James Anderson era Cappellano di Loggia. È da notarsi che i Cappellani nella Massoneria operativa officiavano, su richiesta, su questioni puramente religiose e non appartenevano alle Logge se non esternamente. Non essendo Anderson Maestro di Loggia, non poteva quindi trasmettere l’iniziazione massonica e fondare una Loggia.

Le attività ambigue di Anderson attirarono l’attenzione degli operativi. Nel settembre del 1715 alcuni di essi si recarono presso Anderson, richiedendogli la parola di passo che avrebbe permesso loro di frequentare i lavori della sua Loggia alla Taverna dell’Oca e dello Spiedo, ma Anderson la rifiutò. Il rifiuto allertò la comunità operativa di Londra, che interdisse la Loggia illegittima. Anderson e gli altri sette irregolari ricostituirono immediatamente una nuova Loggia, la “Lodge of Antiquity”, che fondò altre Logge, tutte irregolari come la prima.


Oltre alle gravissime irregolarità iniziatiche, si addebitarono ad Anderson le seguenti alterazioni della Massoneria primitiva[4]:


  • - di aver creato un Gran Loggia nazionale, pratica sconosciuta nell’ambito della Massoneria operativa;
  • - di aver ridotto a due (Apprendista e Maestro) gli antichi gradi operativi, che erano sette;
  • - di aver iniziato un Apprendista senza il noviziato di sette anni, od al minimo cinque, passandolo al grado di Compagno un mese dopo;
  • - di aver cambiato l’orientazione della Loggia, mettendo il Venerabile all’Oriente, mentre la tradizione operativa lo metteva all’Occidente;
  • - di avere (ma solo nel 1730) introdotto il grado di Maestro Massone con il rituale della morte di Hiram, che gli operativi non conoscevano affatto e che sembrava loro un rituale necromantico;
  • - di aver introdotto il grado di Maestro Ex-Venerabile, di cui non si vedeva l’utilità, facendo inoltre ombra all’autorità del Secondo Maestro, ossia il Primo Sorvegliante.


L’antica Massoneria inglese, di origine e mentalità non solo cristiana, ma soprattutto cattolica, per quanto usasse la tradizione biblica per analogizzare i propri rituali e sapesse quindi sia di Hiram che di Hiram Abif, non ne conosceva il mito di resurrezione, attribuito fra l’altro solo al Cristo. Lo scandalo era manifesto sia fra i cattolici che fra i protestanti.

Le novità rituali lentamente introdotte nei circa trenta anni che intercorrono fra il 1717 ed il 1750 furono una creazione spontanea di alcune Logge e non una creazione ex-novo imposta dalla Gran Loggia di Londra .

Le differenze erano tali che la Massoneria inglese era già, dalle sue origini, divisa su due fronti: uno che aderiva alla Gran Loggia di Londra ed un altro aderente alle altre varie Massonerie dell’epoca, che decise di formare, il 17 giugno 1731, un Comitato di riorganizzazione amministrativa unitaria che inizialmente si denominò “La Molto Onorevole Società degli Antichi ed Accettati Muratori”, fino a che Robert Turner fu eletto Gran Maestro e creò una nuova Gran Loggia, la Gran Loggia degli Antichi ed Accettati Muratori delle Antiche Istituzioni, detta poi semplicemente degli Antichi, mentre quella Andersoniana della Gran Loggia di Londra si denominò dei Moderni.


La rivalità fra le due anime massoniche durò decenni nonostante i numerosi tentativi di pacificazione, fino a che il Duca di Kent ottenne la Gran Maestranza degli “Antichi” e il Duca di Sussex, suo fratello, quella dei “Moderni”. I due rappresentanti delle Gran Logge, nel corso della Grande Assemblea dei Liberi Muratori per l’Unione della Massoneria inglese del 1813, ed esattamente il 25 novembre, firmarono un patto d’unificazione della nuova Gran Loggia Unita d’Inghilterra, con alla sua testa il Duca di Sussex come Gran Maestro.


Fra gli articoli del patto d’unione ve ne era uno che imponeva una perfetta unità di rituali. In realtà rituali diversi venivano e verranno tollerati, ma l’unificazione sottintendeva mutuamente l’inserimento della nuova ritualità e del nuovo esoterismo nel corpo dell’antica Massoneria.

Fu questo il compito della “Emulation Lodge of Improvement”, che venne chiamata a verificare le fonti e proseguire la ricerca, come pure a mantenere rigidamente il rituale approvato: la cattiva esperienza della divisione fraterna, pur tuttavia, portò alla considerazione che non esistendo, né in via teorica che pratica, un rituale perfetto ed originale, una ragionevole e saggia convenzione ne rappresentava la miglior sostituzione.


Situazione attuale

  • La più importante Loggia d’Istruzione inglese si riunisce attualmente ogni venerdì alla Freemason’s Hall di Londra, ed i Lavori sono condotti in Primo Grado per consentire l’accesso a tutti i Fratelli Massoni.

Dal 1830 ha sostituito le originali istruzioni rituali-simboliche con la prova dei vari rituali; il suo sistema, definito “Emulation Working”, è universalmente considerato assai prossimo alle procedure più antiche della Massoneria speculativa.

  • Le Grandi Logge estere hanno tutte, nel loro seno, il Rituale Emulation, a cui è riservata inoltre la funzione di installare i Maestri Venerabili di ogni Loggia e Rito.

Questa facoltà, di rigida applicazione, fa sì che nelle Grandi Logge estere non sia riconosciuta la qualifica di Venerabile a chi non è stato installato secondo il Rituale Emulation, in cui viene inoltre trasmessa la parola di passo di Maestro installato ed i relativi segni di riconoscimento.

  • In Italia il Rito Emulation fu introdotto dopo che, durante la Gran Maestranza Salvini, la Massoneria italiana venne riconosciuta dalla Gran Loggia Unita d’Inghilterra.

L’annuario americano della Massoneria Universale riporta che circa venticinque Logge italiane - all’Obbedienza del Grande Oriente d’Italia - seguono il Rituale Emulation. La ritualità Emulation è stata autorizzata dal Grande Oriente d’Italia nel 1972, per essere poi adottata da alcune Logge italiane in sostituzione del rituale ufficiale. L’Oratore viene sostituito dal Fratello Cappellano che ha il compito di leggere la preghiera invocatoria prima dell’apertura dei Lavori, che vengono poi dallo stesso conclusi con una preghiera di ringraziamento.

Per quanto si escluda qualsiasi allusione confessionale o religiosa, nello svolgimento del rituale le invocazioni al Grande Architetto dell'Universo ne dimostrano la sacralità deista, che in Massoneria non è una formalità di principio, ma ne rappresenta l’aspetto exoterico, necessario supporto di quello esoterico. Questa caratteristica, spesso carente nelle Obbedienze italiane ed estere, ne forma l’intima essenza, unica possibilità forse, per l’uomo moderno, di esplicare sia un ruolo tradizionale, che un impegno civile e umanitario.


Note

  1. cfr. www.montesion.it
  2. cit. da un articolo di Eduardo Allodoli, tratto da Massoneria Oggi, Anno IV, n.5 Settembre – Ottobre 1997.
  3. Guénon René, Scritti sulla Massoneria, su “Rivista di Studi Tradizionali”, n. 54-55, gennaio 1981.
  4. Vanni Vittorio, Il Rito Emulation, www.esonet.it