Amedeo Rocco Armentano

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Amedeo Rocco Armentano
Tema natale di Amedeo Rocco Armentano
Altre carte di Amedeo Rocco Armentano

Amedeo Rocco Armentano, pseudonimo ARA (Scalea, 6 febbraio 1886 – San Paolo del Brasile, 14 settembre 1966), è stato un esoterista e musicista italiano.


Armentano è stato, insieme ad Arturo Reghini, uno dei principali artefici della rinascita pagana in Italia.


Biografia

Nel 1907 conobbe Arturo Reghini e cominciò a lavorare con lui a una riforma della massoneria per darle un connotato più propriamente italico-pitagorico anziché ebraico-cristiano. In quell'anno, infatti, venne iniziato alla Loggia "Lucifero" del Rito Simbolico Italiano (Grande Oriente d'Italia), loggia della quale Reghini era stato uno dei fondatori.

Intorno al 1909-1910 affittò la Torre Talao (che acquisterà qualche anno dopo), prospiciente il mare nelle vicinanze di Scalea, per farne il luogo di ritrovo di una scuola pitagorica (la Schola Italica) che riprendesse quella antica.

Negli stessi anni venne istituito il Rito Filosofico Italiano, di cui divennero esponenti lo stesso Armentano (con lo ieronimo di Ermete Cosentino), insieme ad Arturo Reghini ed Edoardo Frosini. Il nuovo rito voleva riallacciarsi al Rito Filosofico Scozzese, ritenuto erede e continuatore della tradizione pitagorica britannica. Armentano e Reghini, riscrivendo gli statuti del Rito Filosofico, stabilirono che nel tempio della loggia dovesse tenersi una copia dei Versi Aurei di Pitagora anziché delle bibliche Tavole della Legge, come invece avveniva e avviene normalmente nelle logge massoniche.

Allo scoppio della Grande Guerra partì volontario per il fronte del Cadore. Inquadrato nel corpo degli Alpini, venne successivamente trasferito a Belluno a causa di un inizio di cardiopatia ed infine presso un'unità di Napoli, lontano dallo scenario bellico. Partirono volontari anche Arturo Reghini ed altri discepoli, come Giulio Guerrieri, mossi da spirito patriottico; spirito precedentemente palesato in attività, anche pubbliche, di stampo interventista (come la partecipazione di Reghini alla manifestazione romana del maggio 1915).

Il 18 dicembre 1923 costituì con Reghini e altri il Sodalizio Pitagorico, che riprendeva lo spirito della Schola Italica di dieci anni prima.

Studi recenti hanno fatto emergere il ruolo fondamentale che Armentano ebbe in seno al Gruppo di Ur e più propriamente alla "Catena di Ur", che sopravvisse almeno fino al 1935 sotto la guida del Reghini.[1]

Sempre più malvisto dal regime fascista[senza fonte], Armentano si imbarcò a Napoli alla volta del Brasile con tutta la famiglia, il 3 maggio 1924, e non farà più ritorno in patria. Mantenne rapporti epistolari con i suoi discepoli e collaboratori, tra cui Manlio Magnani.

È opinione diffusa negli ambienti pagani, esoterici e massonici che Armentano avesse una personalità carismatica, dotata persino di poteri psichici e si racconta che, dopo la sua partenza per il Brasile, i suoi discepoli continuassero ad avere una profonda venerazione per il loro Maestro. Negli stessi ambienti si ritiene tuttora che Armentano fosse l'ultimo esponente di una catena iniziatica pagana pitagorica che dall'antichità sarebbe giunta sino al tempo attuale.

Galleria

Note

  1. Gennaro D’Uva, La Magia e il Gruppo di Ur, contenuto nell'articolo Il Pitagorismo magico ed iniziatico di Arturo Reghini, apparso ne “La Cittadella” - Anno VI, nr. 11 -numero triplo-Nuova Serie,luglio-dicembre 2006/gennaio-marzo 2007).

Opere

Bibliografia

  • Roberto Sestito. Il figlio del Sole. Ancona, Associazione Culturale Ignis, 2003
  • A.V., Arturo Reghini. La Sapienza pagana e pitagorica del '900 (La Cittadella, Anno VI/VII n.s., n° triplo 23-24-25, MMDCCLIX a.U.c., luglio-dicembre 2006 - gennaio-marzo 2007 d.C.), I Libri del Graal.

Voci correlate

Collegamenti esterni