Sovrano grande ispettore generale

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Busto di Simón Bolívar, uno fra i più noti massoni insigniti del 33º grado.

Il sovrano grande ispettore generale è il 33° e massimo grado nell'organizzazione massonica del rito scozzese. Il suo motto è Deus meumque ius ("Dio e il mio diritto").

Il titolo viene conferito all'unanimità dal supremo consiglio, l'organo di governo del rito scozzese il cui nome completo è appunto "Supremo consiglio dei sovrani grandi ispettori generali del 33º ed ultimo grado". Quanti lo ricevono, infatti, ne entrano a far parte in qualità di membri "onorari" e successivamente è fra di loro che vengono scelti i membri "effettivi" del Supremo Consiglio.

Il grado viene assegnato ai membri del rito solo per meriti speciali, come riconoscimento per il lavoro svolto vuoi all'interno dell'organizzazione vuoi nella vita pubblica, e non può essere concesso su richiesta. Gli insigniti assumono la denominazione di "ispettori generali onorari".[1]

Nomi noti di persone insignite del 33° grado

Fra di essi si possono ricordare alcuni nomi di Italiani particolarmente noti, come Giuseppe Garibaldi (1807-1882)[2], il suo amico e medico personale Timoteo Riboli (1809-1895), i presidenti del Consiglio dei ministri Agostino Depretis (1813-1887) e Francesco Crispi (1818-1901), il Gran maestro del Grande Oriente d'Italia Lodovico Frapolli (1815-1878), il patriota Francesco Raffaele Curzio (1822-1901), il generale Giacomo Sani (1833-1912), i poeti Giosuè Carducci (1835-1907) e Olindo Guerrini (1845-1916), il medico igienista Luigi Pagliani (1847- 1932), i generali Giovanni Ameglio (1854-1921) e Luigi Capello (1859-1941), il grande ammiraglio Paolo Emilio Thaon di Revel (1859-1948), il poeta Gabriele D'Annunzio (1863-1938), il Gran maestro del Grande Oriente d'Italia Ugo Lenzi (1875-1953), il compositore Franco Alfano (1876-1954), il neuropsichiatra Ugo Cerletti (1877-1963), il matematico, pitagorico ed esoterista Arturo Reghini (1878-1946), il generale Ugo Cavallero (1880-1943), l'esoterista Marco Egidio Allegri (1897-1949), l'endocrinologo pisano Franco Franchi (1926-2002)[3], lo scrittore e giornalista siciliano Bent Parodi (1943-2009), e di stranieri come Miguel José de Azanza (1746-1826), Vicerè della Nuova Spagna, Cambacérès (1753-1824), Arci-Cancelliere del Primo Impero francese, l'eroe sudamericano Simón Bolívar (1783-1830), il politico spagnolo Juan Álvarez Mendizábal (1790-1853), il ministro spagnolo Antonio Romero Ortiz (1822-1884), il generale statunitense Albert Pike (1809-1891), il vescovo della Chiesa cattolica liberale Charles Webster Leadbeater (1854-1934), il presidente degli Stati Uniti d'America Harry Truman (1884-1972), e tra gli Italiani viventi, gli scrittori Luigi Pruneti (1948) e Michele Moramarco (1953), e Antonio Binni (1937)[4], Gran maestro della Gran Loggia d'Italia degli Alam.

Note

  1. "XXXIII sovrano grande ispettore generale" sul sito del Supremo consiglio. URL consultato il 17 febbraio 2012.
  2. "Cronaca contemporanea... Il Garibaldi, capo de' Framassoni italiani, li chiama ad assemblea in Palermo", La Civiltà Cattolica, n. 10, 1864, p. 746. Consultabile anche su Google libri.
  3. "Franco Franchi" sul sito Gran Loggia d'Italia. URL consultato il 17 febbraio 2012. Necrologio su Il Tirreno del 1º dicembre 2002.
  4. I nostri Gran Maestri: Antonio Binni, sul sito della Gran Loggia d'Italia degli Alam. URL consultato il 15 dicembre 2015.

Bibliografia

  • Leonardo Bigliocca, Massoneria scozzese. Il primo rituale completo dal quarto al trentatreesimo grado, Ponte San Giovanni, Perugia libri, 2008. ISBN 88-959690-1-4.