Berith

Da Esopedia, l'Enciclopedia dell'[[Ordine Martinista Antico e Tradizionale|O.M.A.T.]] per gli Iniziati.

Era il nome di una divinità venerata prima dai Fenici e poi a Cartagine. Veniva invocata a testimone delle alleanze. Il suo nome veniva utilizzato nei giuramenti più solenni.

Demonologia

Come per la stragrande maggioranza delle divintà che non vennero trasformate dal cristianesimo a suo favore, anche Berith, ancorpiù perchè divinità mediorientale, venne resa nemica del cristianesimo e resa demone. Presente nella descrizione dettagliata dei settantadue demoni più potenti del Lemegeton. Wierus afferma che questi è chiamato anche Beal, mentre altri negromanti lo indicano con Bofri o Bolfri. Nell'inferno gli viene attribuito il grado di Duca e il comando di oltre ventisei legioni. La sua rappresentazione allegorica lo ritrae in uniforme militare con un acorona d'oro in testa ed in sella ad un destriero rosso.

Può essere evocato senza danno solo con l'aiuto di anelli magici che portano impresso il suo speciale sigillo. La voce è chiara e persuasiva, ma egli è notoriamente bugiardo: si deve vagliare accuratamente qualunque cosa dica. Berith ha il potere di trasmutazione dei metalli perciò è considerato il protettore degli alchimisti disonesti. Se generosamente ricompensato è in grado di garantire al suo beniamino importanti incarichi pubblici e abbondanti ricchezze. Infine possiede il singolare potere di dare chiarezza di suono e facilità di parola alla voce. Nei libri di ricette magiche un modo per evocare Berith è sotto l'aspetto di mandragora: di lunedì notte si dissangua un pollo nero presso un crocicchio e invocando "Berith farà tutto il mio lavoro per venti anni ed io lo ricompenserò". Oppure si può scrivere la formula magica col sangue del pollo su una pergamena mai usata. Il demone apparirà il giorno stesso mettendosi a completa disposizione dell'evocatore, ma dopo vent'anni reclamerà il compenso per i suoi servigi.

Ebraismo

In semitico Berit o berith significa "alleanza", "patto di alleanza".

Nella religione ebraica il termine ricorre in molte espressioni per ricordare l'alleanza tra Dio e il suo Popolo o tra Dio e l'umanità (per esempio quando, dopo il diluvio universale, Dio fa il patto di non sterminare più l'umanità con le inondazioni, e a riprova di ciò indica l'arcobaleno come simbolo di tale patto). Il termine viene poi usato correntemente a proposito del Brit milà, il "patto del taglio", simboleggiato dalla circoncisione.