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Cabala

Da Esopedia, l'Enciclopedia dell'[[Ordine Martinista Antico e Tradizionale|O.M.A.T.]] per gli Iniziati.
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L'Albero della vita, rappresentazione simbolica delle leggi dell'universo nella Cabala

La cabala, qabbaláh, kabbalah o cabbala è il termine usato per indicare quegli insegnamenti "esoterici" e "mistici" propri dell'ebraismo già diffusi a partire dal XII secolo, in un suo significato più ampio esso intende quei movimenti esoterici sorti in ambito ebraico con la fine del periodo del Secondo Tempio[1]. In ebraico Qabbaláh (ebr. קבלה) è l'atto di ricevere, la tradizione (la parola ebraica designa anche la ricevuta, ad esempio in una transazione commerciale, e la funzione di ingresso del sabato, la maggiore festa ebraica); secondo questi insegnamenti essa rappresenta il livello più elevato e profondo dell'ebreo poi manifesto nel metodo d'interpretazione esegetica ebraica della Torah definito in ebraico Sod, segreto. La Cabala, secondo i suoi "culto-ri", venne trasmessa da Dio anche ad Adamo e ad Abramo. La cabala ebraica non va confusa con la cabala o le cabale di tradizione occidentale, anche se queste sono ad essa direttamente ispirate.


Aspetti del pensiero cabalistico ebraico

La Cabala non si discosta dagli insegnamenti tradizionali ebraici e dalla pratica della Torah, di cui ne sarebbe l'espressione "interna" come l'anima in rapporto al corpo e lo studio della Torah rispetto alle Mitzvot: essa è quindi parte integrante della religione ebraica. Gershom Scholem pur sottolineandone la tipicità ebraica ha notato gli elementi comuni e le connessioni storiche tra questo misticismo e quello greco e cristiano[2]. Base del pensiero cabalistico è la Bibbia ebraica o Tanakh (acronimo per "Torah, Profeti, Scritti"). La secolare esegesi del Tanakh, già contenuta nella halakháh (Mizvot e presentazione della casistica giuridica), nella haggadáh (sotto forma narrativa), nei due Talmudím, il babilonese e il gerosolimitano, e nei molti midrashím, aveva ormai da secoli posto l'interpretazione del testo sacro al centro della vita dell'Israelita.
Si fa risalire l'inizio della diffusione della visione cabbalistica alla pubblicazione del libro Zohar (splendore), pubblicato intorno al XIII secolo ma, secondo la tradizione ebraica, scritto da Rabbi Shimon bar Yohai nel II secolo, o al precedente Sépher Yetziràh (Libro della formazione) attribuito ad Abramo che però è, secondo alcuni, un'opera più esegetica che filosofica; la più importante diffusione del pensiero della Cabala anche tra la gente sorge con il Chassidismo inizialmente grazie al Besht.
Nell'era messianica essa è facilmente a disposizione di tutto il popolo d'Israele ( cfr Alleanza (Bibbia)), pervaso dallo spirito profetico come previsto anche nei testi Neviim del canone ebraico della Torah (cfr anche Anima e Ruach haQodesh).

Origine profetica della Cabala

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Filosofia ebraica, Profezia e Torah celeste.

La Cabala deve essere considerata rivelazione divina della verità più profonda della Torah tramite spirito profetico o attraverso la saggezza con la concessione del Ruach haQodesh; non si tratta quindi di sola deduzione logica, passibile di errore, è infatti verità eterna come parola divina della Torah: fuoco nero su fuoco bianco. Si ritiene infatti che ogni aspetto della Torah sia stato rivelato anche a Mosè sul monte Sinai. Ancora confermata la sua sapienza nell'esperienza mistica profetica consapevole; la parte dello Zohar sulle porte sante degli Heikhalot rappresenta il raggiungimento delle porte d'intelligenza anche per lo Zaddiq Rabbi Shimon bar Yohai. Dunque la Cabala fa' parte della Torah orale e scritta ed è definita appunto anche Nistar.

La Cabala e le corone d'intelligenza per le donne

Sebbene il Talmud affermi che le donne hanno ricevuto da Dio una "corona spirituale d'intelligenza connaturata" quantitativamente superiore a quella degli uomini, esse non concepiscono i pensieri della Cabala, perfino nel caso delle profetesse ebree come furono anche le Matriarche del popolo d'Israele: le donne possono comprendere la Torah secondo il livello d'interpretazione letterale, Pshat. Nemmeno i bambini possono comprendere la Qabbalah (cfr comunque Mosè). Anche gli uomini hanno ricevuto corone spirituali d'intelligenza.

Si può studiare Cabala solo dopo i 40 anni di età?

Anche Cordovero afferma che l'ebreo con grandi capacità e doti precipue può iniziare a studiare Cabala già dall'età di 20 anni, in rari casi anche prima, purché con cuore puro e che il divieto di tale studio prima dei 40 non sussiste (Or Ne'erav, La Luce Gradita). Viene ammesso che alcuni ebrei raggiungono la "vera comprensione" di questa "scienza" persino prima della rivelazione in altri approcci di studio meno approfonditi o elevati, anche se sempre riguardanti la Torah; anche se questo succede, essi non trascurano nemmeno lo studio del Talmud.

Testi principali

Frontespizio della prima edizione dello Zohar, 1558
Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Cabbalista di Safed, Ebraismo rabbinico, Esegesi mistica ebraica e Yeshivah.

Tra i testi principali si annoverano il Séfer yetziráh, il Sefer ha-Bahir[3], il Séfer ha-Zóhar. Anche Shir haShirim, il "Cantico dei Cantici".

Sephirah

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Séfer yetziráh, Sephirot e Shekhinah.

Il fulcro dell'elaborazione delle dottrine mistiche riguardanti l'aspetto segreto del creato è un'opera composta verosimilmente in Éretz Yisraél nel VI o VII secolo ma secondo la Tradizione ebraica scritto da Avraham, il Sépher Yetziráh. Nel Sépher Yetziràh, che tratta delle forze segrete del cosmo, si trova la prima menzione di un termine che diventerà centrale nella successiva speculazione: la nozione di sephiráh. Letteralmente sephirah o sefiráh (plur. sephiroth o sefirót) significa "calcolo, numerazione". Nel Sépher Yetziràh il termine acquisisce un significato più ampio: le Sephiroth sono ipostasi o manifestazioni allusive dell'energia divina. Gli autori cabalistici amano paragonare le sephiroth a zaffiri, partendo da un'assonanza dei due termini. Tra la fine del XII secolo e l'inizio del XIII fa la sua comparsa una vasta letteratura mistica già ben organizzata sulla dottrina delle sephiroth; queste si possono definire gradi per mezzo dei quali Dio agisce nel creato. Praticamente tutti i mistici affermano che esse sono in numero di dieci.

I nomi delle Sephiroth

Le Sephiroth hanno anche dei nomi propri:

  • Keter (corona), la più alta e più vicina a Dio;
  • Binah (scienza o conoscenza);
  • Chokhmah o Hokmah o Chochmah (saggezza) a un livello inferiore;
  • Ghevurah o Gheburáh (forza);
  • Khessed, Chessed o Héssed (misericordia o pietà) al terzo livello;
  • Tiferet (bellezza) al quarto;
  • Hod (gloria) e Nezakh (eternità o vittoria) al quinto;
  • Yessod (fondamento o fondazione) al sesto;
  • Malkhut (regno), la più prossima all'uomo.

Questi sono i nomi più frequentemente usati. A volte Ghevurah viene chiamata Din (giudizio) o Pachad (paura), Chessed può essere chiamata Ghedulláh (grandezza), Tiferet Rakhamím (misericordia).
Le sephirot vengono rappresentate secondo uno schema detto "Albero della vita". Inoltre esiste anche una "undicesima" (anche se impropriamente detta) Sephirah: Daat, che si colloca tra Binah, Chokhmah e Chessed e rappresenta il divario tra l'Uomo e Dio.

"L'Albero della vita"

L'albero della vita

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Albero della vita (Cabala) e Cabala lurianica.

Nel diagramma dell'albero della vita al centro si trova la colonna dell'equilibrio che da Keter, attraverso Tiferet e Yessod, raggiunge Malkhut. A Destra e sinistra di Keter si dipartono altre due colonne: quella della Grazia, attraverso Khokhmah, Chessed e Nezakh; quella della severità risalendo attraverso Hod, Ghevurah e Binah.

Le 32 vie

Le 10 Sephiroth sono collegate fra di loro da 22 sentieri, associati alle lettere dell'alfabeto ebraico. In vari autori sono presentate varie maniere di associazione. La più diffusa fa partire la alef da Keter in direzione di Chokhmah e si conclude con la tav che sta fra Yessod e Malkhut. I 22 sentieri e le dieci Sephiroth insieme formano le 32 vie di cui parla il Sépher Yetziráh.

Altre rappresentazioni delle Sephiroth

In alcuni manoscritti rinascimentali del Cinquecento, il diagramma delle Sephiroth, in quanto emanazione divina, si moltiplica a sua volta indefinitamente. Questa raffigurazione si trova nel testo "Otzrot chayyim (I tesori della vita)" di Chayyim Vital.

Il Talmud e la Cabala

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Pardes.

In quanto aspetto segreto e profondo della Torah, sono abbondanti i riferimenti alla Cabala anche nel Talmud e negli stessi testi del canone ebraico risalenti ai rabbini del Talmud, opera degli stessi. La Grande Assemblea era infatti composta da profeti e rabbini la cui sapienza era anche quella della Cabala.

I cinque mondi

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Cinque mondi.

All'inizio del XIV secolo si cominciarono a diffondere le teorie dei Quattro Mondi (in ebraico: עולמות ‎[?] Olamot/Olamos, sing. Olam עולם) del creato: 'Atzilút (mondo dell'emanazione), Beri'ah (mondo della creazione), Yetzirah (mondo delle forme) e 'Asiyah (mondo della produzione o della fabbricazione). Si conoscono ora anche come i Cinque Mondi dato che si conta la fase precedente, Adam Kadmon, che viene aggiunta alle quattro categorie, descritte come regni spirituali della Cabala, nella catena discendente dell'Esistenza, della Creazione e dell'atto creativo di Dio: il Seder hishtalshelus (ebraico: סדר השתלשלות) che implica "l'ordine di sviluppo" o "ordine evolutivo" della Creazione Universale, quindi nel significato letterale "il processo di concatenamento". I cinque nomi indicano il variare del tipo di influsso delle Sephiroth - il quinto mondo primordiale, Adam Kadmon, è spesso escluso a causa della sua trascendenza e ci si riferisce quindi solo ai Quattro Mondi successivi. La componente materiale aumenta man mano che ci si allontana dall'Emanatore. Tutte le dieci Sefirot possono essere conosciute e studiate in ciascuno dei 4 Mondi ed anche nella concezione dell'Adam Qadmon.

Corrispondenze

Anche se non visibili agli occhi le sefirot sono percepite dal mistico che si eleva dalle inferiori alle superne attraverso la contemplazione e lo studio delle corrispondenze cosmiche: p.es. ad Avraham può essere associata Ghedullah, a Isacco Ghevurah, a Giacobbe Tiferet. Tutte le componenti del cosmo hanno le loro corrispondenze: Tiferet è il sole, Yessod la luna, Malkhut la terra, e così via. Anche i XXII sentieri vengono associati alle lettere dell'alfabeto ebraico, ai segni zodiacali, pianeti e elementi, ecc. L'esistenza di queste associazioni risale alla gnosi e a una visione spirituale e santa dell'universo in cui ogni parte è collegata ad un'altra. Ciò che non è conoscibile è quello che sta oltre la sefirah più alta, cioè l'Altissimo che, essendo incommensurabile, non può venir percepito dall'uomo.

Emanazioni

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Ein Sof.

Si pone il problema di come possa Dio, un ente infinito, quello che anche Isacco il Cieco chiamò l'Ein Sof (non-fine), emanare aspetti di sé in un mondo finito. Secondo Mosè Cordovero Dio si "contrasse" per poter emanare la sua energia nel Chalal per la formazione successiva del mondo creato al fine di avere un Luogo in Basso in cui abitare per "mostrare la Sua gloria alle genti". La contrazione di Dio (tzimtzum) è al centro della speculazione di Isaac Luria. In conseguenza dell'emanazione, secondo Luria, si crearono dei vasi per contenere l'energia divina. I vasi superni, i più forti, resistettero bene alla pressione della luce ma gli inferiori si ruppero e dispersero l'energia. I frammenti dei vasi rotti contengono ancora particelle di luce: queste sono spesso miste alle Qelipòth (gusci), le forze del male.

La Cabala dei nomi

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Ghimatriah.

Gli esegeti ebrei, abituati a permutare le lettere del Tanakh, possono avere la possibilità di scoprire significati reconditi e più veri.

  • La permutazione numerica è un metodo della ghimatréyah o ghematriah: ogni lettera dell'alfabeto ebraico indica un numero o più, dunque ciascuna parola della Bibbia ha un proprio valore numerico, somma dei valori numerici delle lettere che la compongono.
  • Una parola si può confrontare con un'altra dello stesso valore numerico (cfr anche Siddur).
  • L'"arte" del notariqón permette di scoprire parole nascoste dentro altre parole.
  • L'atbash consiste nello scambio alfabetico, ad esempio la prima lettera dell'alfabeto con l'ultima, la seconda con la penultima, ecc.

Ancora:

  • le lettere di una parola come rivelazione di altre parole (cfr Sefer Yetzirah).

Esempi

  • 1)EChaD in ebraico significa "unità/Uno" ed è uguale a 13 (A = 1 + Ch = 8 + D = 4).
Anche la parola "Amore", Ahavah ha lo stesso numero (A=1, H=5, V=2, H=5).
In questa maniera come in un'equazione si può dire che:
AChaD = AHVH
  • 2)La parola ebraica "tseraf" risulta dalla trasmutazione secondo l'interscambio delle lettere dell'alfabeto (questo è un metodo ulteriore).

L'alchimia cabalistica

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Elementi (filosofia).

Già nel Séfer ha-Zóhar si trovano spunti alchemici legati al simbolismo delle sefirot e dei metalli. I sette tipi di oro menzionati nella tradizione diventano una metafora delle sette sefirot inferiori, mentre Binah è chiamata "l'oro superno". L'anonimo trattato di alchimia Esh metzaréf (Il fuoco del fonditore) ebbe notevole diffusione, tanto che non ci è giunto nell'originale ebraico ma in traduzioni latine.

La Cabala rifiuta ogni forma di magia e di stregoneria

« non c'è magia in/contro Giacobbe »

Secondo la tradizione ebraica, nel Talmud come nella Cabala, la magia riguarda il lato dell'impurità infatti è spesso associata a manifestazioni di distruzione: secondo la Cabala, anche per questo, Dio ha posto la magia come atto da cui non bisogna essere tentati, ulteriore parametro per gli individui delle Nazioni dinanzi al libero arbitrio. Figure bibliche ad essa legate sono Labano ed il suo discendente il profeta Balaam; grazie all'intervento divino essi non poterono imporsi, il primo contro Giacobbe ed il secondo contro il popolo ebraico. La Cabala ritiene che chi usò la magia se ne servì per ottenere cose in dati momenti non realizzabili. Anche i miracoli non riguardano la magia, ma sempre l'intervento divino: si ricordi infatti l'opposizione divina dei miracoli, operati con Mosè ed Aronne, ai maghi egizi. I riferimenti del Talmud alla magia o alla stregoneria sono prevalentemente interpretati secondo il livello Sod, quindi secondo il metodo della Cabala, ma questo non presuppone che lo stesso Talmud e la Cabala ne accettino la pratica o le teorie infatti una delle punizioni per alcuni tipi di magia e di stregoneria è la perdita della propria parte nel Mondo futuro. Gli amuleti, quando validi e citati anche nel Talmud, non esprimono magia o stregonerie, ma preghiere e Tiqqunim.

Il bene ed il male

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Etica ebraica, Messia, Mondo Superiore, Tiqqun e Zaddiq.

Non v'è male in Dio, come disse anche Re David:

« ...il male non "dimora" presso di Te... »
(Libro dei Salmi)
Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Adam, Albero della conoscenza del bene e del male, Altro lato, Hester Panim e Peccato originale.

Elenco di voci correlate

Dio:

Mondo:

Uomo:

Interesse attuale per la Cabala

Escludendo dottrine false o con argomentazioni e concezioni deviate, immorali o peccaminose, l'interesse di oggi per la Cabala e l'Ebraismo in genere di molta parte dell'umanità, come mai successo nella storia passata, sembra la realizzazione di molte profezie ebraiche non potendo negare molte opinioni ebraiche contrarie all'avvicinamento alla Cabala, ad esempio non vissuta unitamente alla volontà di compiere ed osservare le Mitzvot secondo una sincera Teshuvah; non si possono altresì negare le profezie sullo spirito che nell'era messianica investe molti ebrei e persino alcuni dei loro servi ed ancora l'insegnamento profetico sulla competenza in Halakhah e nei metodi di interpretazione della Torah, nell'era messianica presente in tutti gli ebrei, prima o dopo: viene profetato infatti che nell'era messianica nessun ebreo ha bisogno di direttive di Maestri (ma non può stare senza essi e senza la loro guida) perché, come citato poc'anzi, ognuno è esperto nella Legge. Secondo altre opinioni lo studio della Cabala risulta attraente e illuminante anche per la stessa osservanza delle Mitzvot e per l'amore di Dio e della Torah, seppur con i limiti concessi: esse accettano infatti che l'anima viene illuminata e brilla di salvezza tramite tale studio finanche preparata per l'era messianica completa e per il Mondo futuro.
Resta quindi innegabile l'impossibilità di comprendere o concepire i concetti e le idee mistiche ebraiche per la maggioranza dell'umanità nonché il divieto di trasmetterne oralmente i principi a chi non preparato interiormente e spiritualmente.
Quanto all'avvicinamento di coloro che non appartengono al popolo ebraico o non Gher, è possibile la comprensione "letterale" dei testi e degli insegnamenti "Sinai-tici" - anche su livelli differenti per la totalità del popolo ebraico essi furono inizialmente trasmessi per intero appunto anche poi Mosè che fu comunque anche Profeta ebreo e Zaddiq di elevati livelli - e rabbinici (cfr anche Ebraismo rabbinico) o di alcuni di essi: tale livello esegetico è definito Pshat in ebraico e, pur se considerato livello "semplice", esso non è raggiungibile da tutti. Mosè Cordovero ammonì (Or Ne'erav: La Luce gradita, edito anche in italiano) contro coloro che non hanno fede o non credono nell'esistenza della Qabbalah ebraica.

Cabala moderna

Nei tempi moderni la Cabala esoterica tende a coincidere con la "cabala ermetica". Storicamente l'inizio della Cabala Ermetica può essere posto nella società inglese della Golden Dawn. I suoi fondatori fra cui Samuel Liddell MacGregor Mathers e William Wynn Westcott crearono un sistema in cui elementi della tradizione occidentale erano armonizzati sotto l'ombrello dell'Albero della Vita. Il lavoro della Golden Dawn fu tenuto segreto fino a quando non fu pubblicato prima da Aleister Crowley e successivamente da Israel Regardie. Il testo di referenza sulla Cabala esoterica è stato scritto da Violet Firth Dion Fortune e porta il nome di Cabala Mistica. Aleister Crowley, considerato uno dei fondatori del moderno occultismo, diede la seguente definizione di Cabala:

« La Cabala è:
  1. Un linguaggio atto a descrivere certe categorie di fenomeni, e a esprimere certi tipi di idee che sfuggono alla normale fraseologia. Puoi paragonarla alla terminologia scientifica della chimica.
  2. Una terminologia multiforme ed elastica mediante la quale è possibile mettere a confronto processi mentali che appaiono diversi a causa delle costrizioni imposte dalle peculiarità delle varie espressioni letterarie. Puoi paragonarla a un lessico, o ad un trattato di religione comparata.
  3. Un simbolismo che consente a chi pensa di formulare le proprie idee con assoluta precisione, e uno strumento per interpretare simboli il cui significato è divenuto oscuro, è stato dimenticato, o è mal compreso, stabilendo le necessarie connessioni fra l'essenza delle forme, i suoni, le idee semplici (come i numeri) ed i loro equivalenti spirituali, morali o intellettuali. Puoi paragonarla alla interpretazione delle arti antiche mediante considerazioni estetiche determinate da fatti fisiologici.
  4. Un sistema di classificazione di idee multiformi che rende in grado la mente di aumentare il suo vocabolario di pensieri e di fatti mediante la loro organizzazione e correlazione. Puoi paragonarla alla tavola pitagorica.
  5. Un sistema per procedere dal noto all'ignoto mediante principi simili a quelli della matematica. Puoi paragonarla all'uso della radice quadrata di meno uno, o del numero « e », eccetera.
  6. Un criterio sistematico mediante il quale l'esattezza delle corrispondenze può essere verificata grazie all'esame delle scoperte nuove alla luce della loro coerenza con l'intero corpo della dottrina. Puoi paragonarla all'esame del carattere e della posizione di un individuo in base alle convenzioni educative e sociali. »

L'interesse odierno per la Cabala è causato dai suoi sottili riferimenti psicologici che, secondo gli appassionati, ne fanno un ottimo strumento di riflessione e indagine dell'animo umano, addirittura paragonato per potenza alla mitologia greca.

Cabala cristiana

Durante il Rinascimento l'interesse per la cabala crebbe fra i cristiani, alcuni dei quali pensavano potesse perfettamente inserirsi nel contesto di quella religione. Il risultato differisce in molti punti dalla cabala ebraica e si avvicina maggiormente all'esoterismo. Una introduzione alla moderna cabala cristiana, da un punto di vista mistico, è il libro cabala mistica di Dion Fortune. La cabala cristiana usa procedure simili a quella ebraica come la gematria ma utilizza, oltre che la lingua ebraica, il greco o il latino. Scopo principale della Cabala Cristiana era dimostrare la verità del cristianesimo usando questi metodi. Un esempio è il Pentagrammaton (nome a 5 lettere) IHSVH che rappresenta il nome segreto di Gesù. La lettera Shin che rappresenta lo spirito santo scende nel nome di Dio a comporre il nome del figlio. Il più famoso esponente della Cabala Cristiana è Pico della Mirandola che la espose nel suo Conclusiones philosophicae, cabalisticae et theologicae (Conclusioni filosofiche, cabalistiche e teologiche).

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Canone della Bibbia.

Esponenti della Cabala

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Neviim e Zaddiq.

Diversi gli approcci alla Cabala e ciò secondo l'attitudine di chi vi ci si avvicini. Le differenze variano anche perché essa può essere confrontata con tutti i testi della tradizione canonica ebraica: in quanto anima della Torah, di essa sono molte le idee fondamentali diffuse ampiamente nel popolo d'Israele tra gli accademici, gli ebrei osservanti o coinvolti nella Teshuvah, gli studiosi religiosi definiti Mequbbalim o nella sapienza del Mekaven, livello più alto del Mequbbal, tra i rabbini, spesso con doti mistiche, ed infine tra gli Ebrei mistici stessi; queste ultime due categorie presentano uomini con una maggiore predisposizione alla percezione intellettuale ed all'esperienza mistica spesso associate alla manifestazione di miracoli.
Gli stessi profeti del popolo d'Israele hanno sempre avuto familiarità con la parte più interna e segreta della Torah e dello stretto rapporto con Dio, non mancando infatti testi mistici ascritti a loro; inoltre i testi profetici del canone ebraico esprimono pienamente l'attitudine mistica degli stessi.

Rabbini, Maestri di Cabala e personalità dell'ebraismo

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Lista di cabalisti ebrei.

Noti legati alla Cabala

Accademici

Personalità controverse

Personalità legate alla Cabala

Diverse sono anche le personalità dello spettacolo che hanno aderito alla Cabala sia pure in forme rigettate dalla quasi totalità dei cabalisti; fra di essi ricordiamo la cantante italo-americana Madonna e l'attrice Lindsay Lohan.

Artisti

La Qabbaláh nella letteratura contemporanea

Il romanzo Il Golem (1915) di Gustav Meyrink contiene numerosi riferimenti a tradizioni cabalistiche, in particolare al mito della creazione di un essere d'argilla (come fece Dio con Adamo) al quale, secondo una leggenda risalente al Medioevo, può essere conferita la vita scrivendogli sulla fronte la parola ebraica emeth (verità), mentre per toglierli la vita è sufficiente cancellare la e iniziale, in modo che rimanga meth (morte). Giungiamo in questo modo ai nostri giorni e alla diffusione di questa dimensione magica a livello della cultura popolare per effetto della musica rock che tanto ha celebrato Aleister Crowley, ultimo esponente della tradizione della Golden Dawn, che ha pubblicato tutti i rituali di questo ordine e che ha dato un'interpretazione della Qabbalah così libera e potente da costringere i maestri della dottrina ebraica (come nel caso di Gershom Scholem) a dover fuoriuscire dal loro perimetro interno e spiegare il punto di vista ebraico su cosa debba intendersi per קבלה rivelando una tensione tra la Cabala come corrente esoterica del pensiero e del misticismo ebraico ed una Cabala moderna, secolarizzata, come quella che proviene dalla controtradizione della Golden Dawn. Da qui in avanti i riferimenti diventano interminabili. Anche la favola I Tarocchi degli Gnomi (1990) di Giordano Berti si ispira alla Cabala: i nomi delle ventidue lettere ebraiche sono distorti in modo da formare i nomi di altrettanti personaggi, mentre le 10 sephiroth sono i luoghi in cui si svolge la vicenda. In pratica, sotto il velo di un racconto per l'infanzia si nasconde un vero e proprio percorso iniziatico lungo l'Albero della Kabala. Il racconto sette lunedì contenuto nella raccolta La prima indagine di Montalbano, scritta da Andrea Camilleri ha come motivo portante della storia l'interpretazione distorta (dalla follia) della cabala da parte di uno dei personaggi. In particolare tale personaggio distorce l'interpretazione della cabala di Mosè Cordovero e Isaac Luria. Nel romanzo Cefa di Daniele Trucco (2007) parte della narrazione è costituita da un'indagine che porterà il protagonista a ricercare i legami tra cabala ed ermetismo. Il romanzo Pendolo di Foucault di Umberto Eco utilizza, come artificio narrativo, la simbologia cabalistica e alchemica; curiosità: il nome attribuito al computer che custodisce "il Piano" è Abulafia. Il romanzo Il Cabalista di Lisbona (1998) di Richard Zimler contiene numerosi riferimenti a tradizioni cabalistiche. Nell'anime Neon Genesis Evangelion, anime tra l'altro costruito sulla Cabala stessa e pieno di riferimenti biblici, nel film The End of Evangelion (finale della serie animata), nove unità Evangelion, riconducibili alle figure delle Sephirot, insieme all'Unità 01, riconducibile alla Sephirot Tiferet, formano la Cabala in cielo. Inoltre, l'Unità 01, che ormai possiede il frutto della vita e della conoscenza (altro riferimento biblico), ritorna al "principio", ovvero all'"Albero della Vita".

Teorie storico-fenomenologiche sulla Cabala in Occidente

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Cabala (esoterismo).

La Tradizione della Qabbalah riverbera nel genere letterario dell'apocalittica. Prima di giungere in età neo-testamentaria e trovare il famoso Libro dell'Apocalisse (che chiude la Bibbia nella forma in cui la conoscono i moderni), si dovranno ricordare testi fondamentali di questa tradizione tra cui i libri apocrifi (non inclusi nel canone biblico) di Enoch e il canonico Libro del profeta Ezechiele (il cui primo capitolo è la base della dottrina della Merkavah), scritto al tempo dell'uscita dalla cattività in Babilonia e la ricostruzione del Tempio di Gerusalemme. Gli scavi archeologici di Qumran e Nag Hammâdi hanno rivelato quanto fosse viva questa tradizione e quanti altri scritti l'abbiano arricchita prima di svanire con la distruzione del secondo Tempio e la Diaspora. Nel Medioevo, questa tradizione tornò visibile mediante la pubblicazione (soprattutto in Spagna, ad opera degli Ebrei Sefarditi) di scritti come il Bahir (Libro della Chiarezza) e lo Zohar (Libro dello Splendore), che furono le basi della penetrazione della Qabbalah nel pensiero occidentale. Tuttavia, l'espulsione degli ebrei dalla Spagna ad opera di re Ferdinando il Cattolico eclissò nuovamente questa tradizione, che riparò a Saféd, in Galilea. Qui attecchirono nuove importantissime opere, tra le quali svetta Etz Chaim "L'Albero della Vita", in cui sono riportati gli insegnamenti di Isaac Luria, che aprì la Qabbalah al pensiero moderno. Dagli insegnamenti di Isaac Luria derivò la dottrina di Nathan di Gaza, che individuò in Shabbatai Tzevi, un ebreo di Izmir, il nuovo Messia che avrebbe dovuto riportare gli ebrei della diaspora in Israele. Su questa operazione investirono ingenti risorse molti ebrei europei, soprattutto i banchieri d'Olanda e Germania; tuttavia non andò a buon fine e, addirittura, Shabbetai Tzevi si convertì all'Islam. Questo paradosso fu accolto come necessità di comprendere la Diaspora. La conversione forzata al cattolicesimo che avevano dovuto subire gli ebrei d'Europa si apriva adesso anche all'Islam (trovando nella dottrina Sufi l'equivalente analogo della Qabbalah). In ogni caso, la dottrina di Isaac Luria (che contiene elementi di interpretazione della trasmigrazione delle anime e del significato profondo della vita), venne importata in Europa – soprattutto da Jakob Frank – e in Germania, dove divenne riferimento dottrinale di alcuni ambienti massonici presso i quali l'Ordine degli Illuminati aveva influenza. Soprattutto a questa connessione si deve il distacco di alcune ruote massoniche dall'alveo tradizionale occidentale del cristianesimo esoterico per entrare nella dimensione pienamente cabalistica. Per via dei contatti tra ambienti tedeschi e inglesi (precisamente: tra Theodor Reuss e William Wynn Westcott), dobbiamo considerare come la dottrina della Qabbalah abbia fatto il suo ingresso nel moderno mondo occidentale per mezzo della controtradizione della Golden Dawn.

Critiche alla Cabala

Fra i problemi, direttamente o indirettamene presenti nella speculazione della Cabala ebraica, sta anche quello sull'origine del male, in cui si concepisce il male come una qualità di Dio o, come avviene nell'idealismo di Hegel, che il negativo entra nella costituzione stessa dell'Assoluto e che l'Assoluto ne ha quindi bisogno per essere quello che è[5].

Note

  1. « Kabbalah is the traditional and most commonly used term for the esoteric teachings of Judaism and for Jewish mysticism, especially the forms which it assumed in the Middle Ages from the 12t century onward. In its wider sense it signifies all the successive esoteric movements in Judaism that evolved from the end of the period of the Second Temple and became active factors in the history of Israel. »
    (Gershom Scholem. Kabbalah in Enciclopaedia Judaica vol.11. New York, Gale, 2007, pag.587)
  2. « It is this emphasis, together with the historical association already hinted at in the term “kabbalah” (something handed down by tradition), that points to the basic differences between the Kabbalah and other kinds of religious mysticism which are less closely identified with a people’s history. Nevertheless, there are elements common to Kabbalah and both Greek and Christian mysticism, and even historical links between them. »
    (Gershom Scholem. Kabbalah in Enciclopaedia Judaica vol.11. New York, Gale, 2007, pag.587)
  3. cfr Midrash ed Esegesi mistica ebraica
  4. vedi anche Avraham Ibn Ezra
  5. Cfr. Piero Cantoni, Demonologia e prassi dell'esorcismo e delle preghiere di liberazione, Fides Catholica 1 (2006).

Bibliografia

  • Gershom Scholem, Le grandi correnti della mistica ebraica, Einaudi, Milano, 1965
  • Gershom Scholem, Sabbetai Tzevì, il Messia Mistico, Einaudi, Milano, 2001
  • Francis Warrain, La Teodicea della Qabalah, cur. Mauro Cascio, Federico Pignatelli, HT, Latina 1999
  • Aleister Crowley, Magick, Astrolabio, Roma, 1976
  • Dion Fortune, La Qabalah Mistica, Astrolabio, Roma, 1979
  • Mistica ebraica. Testi della tradizione segreta del giudaismo dal III al XVIII secolo, a cura di Giulio Busi ed Elena Loewenthal Torino, Einaudi, 1995. ISBN 88-06-13712-3 ISBN 88-06-15360-9
  • Giulio Busi, La Qabbalah, Roma-Bari, Laterza, 1998. ISBN 88-420-5620-0
  • Abramo Alberto Piattelli, Sefer Yetzira, Atanor, Roma, 2000
  • Giulio Busi, Catalogue of the Kabbalistic Manuscripts in the Library of the Jewish Community of Mantua, Fiesole, Cadmo, 2001.
  • Giulio Busi, Mantova e la Qabbalah, Ginevra-Milano, Skira, 2001.
  • The Great Parchment. Flavius Mithridates' Latin Translation, the Hebrew Text, and an English Version, a cura di Giulio Busi, Simonetta M. Bondoni e Saverio Campanini, Torino, Aragno, 2004. ISBN 88-8419-189-0
  • Giulio Busi, Qabbalah visiva, Torino, Einaudi, 2005. ISBN 978-88-06-16568-0
  • Giulio Busi, Hebrew to Latin, Latin to Hebrew. The mirroring of two cultures in the age of Humanism, Berlin-Torino, Aragno, 2006. ISBN 88-8419-261-7
  • Giulio Busi, L'enigma dell'ebraico nel Rinascimento, Torino, Aragno, 2007. ISBN 88-8419-292-7
  • Zohar, a cura di Giulio Busi, Torino, Einaudi, 2008. ISBN 978-88-06-17549-8
  • Abbate Gian Piero - Romano Gioia, I 72 Nomi celesti della nostra vita, Udine, Il Segno, 1999. ISBN 978-88-6138-157-5

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