Chilone

Da Esopedia, l'Enciclopedia dell'[[Ordine Martinista Antico e Tradizionale|O.M.A.T.]] per gli Iniziati.

Template:Carica pubblica Chilone, noto anche come Chilone di Sparta (Sparta, ca. 549 a.C.Pisa (Grecia), ca. 470 a.C.), fu uno dei Sette saggi greci.


Riferendo della sua nascita, Diogene Laerzio scrive nella "Vita di Chilone" che egli nacque a Sparta da Damageto (Damagetas), e che era già vecchio durante la 52ª Olimpiade (572 - 569 a.C.), tanto che morì nella città greca di Pisa, dopo aver abbracciato il figlio (Chilone di Patrasso) vincitore nella gara di pugilato ad Olimpia.
Erodoto ne parla come un contemporaneo di Ippocrate di Atene, padre di Pisistrato.

Sulla sua tomba sarebbe stato inciso l'epigramma:

Incoronata di lance, Sparta generò questo Chilone
che dei Sette Sapienti quanto a sapienza fu il primo

Diogene Laerzio scrive anche che fu eletto Eforo di Sparta durante la 56a Olimpiade (556 - 555 a.C.). Alcidamante riporta che fu giudice e che fece parte dell'assemblea di Sparta.

Gli si attribuisce il merito di aver contribuito a rovesciare la tirannia nella città di Sicione, che diventò in seguito alleata di Sparta. La sua influenza fu anche decisiva per la svolta nella politica isolazionista di Sparta che portò alla formazione della lega del Peloponneso nel VI secolo a.C.. Contribuì ad isolare politicamente e militarmente Argo, preparando così le future vittorie contro questa città.

Uomo di poche parole, sosteneva di non mai aver commesso nulla di illegale nella sua vita, ma di avere dei dubbi riguardo a un episodio: quando era giudice, per parte sua condannò un amico, applicando la legge, ma convinse gli altri giudici ad assolvere l'imputato, in modo che fossero salvi sia la legge, sia l'amico.

Si dice anche che, parlando dell'isola di Citera, desiderasse che quell'isola non fosse mai esistita, o che il mare l'avesse sommersa, prevedendo che sarebbe stata la rovina degli Spartani. Infatti accadde poi che l'ex re agiade di Sparta Damarato, esiliato dopo la destituzione e rifugiatosi in Persia, consigliasse al re persiano Serse, durante la seconda guerra persiana, di fare dell'isola una base navale da cui attaccare la Grecia. Molti anni dopo, durante la guerra del Peloponneso, gli Ateniesi, guidati da Nicia, conquistarono Citera, che usarono come caposaldo per rivolgere ulteriori attacchi agli Spartani.

Aforismi

Alcuni studiosi gli attribuiscono il famoso detto "Conosci te stesso", che secondo altri sarebbe dovuto a Talete.

Diogene Laerzio gli attribuisce i seguenti aforismi:

  • "Non parlare male dei morti."
  • "Rispetta la vecchiaia."
  • "Preferisci il castigo al guadagno illecito; perché il primo è doloroso solo una volta, ma il secondo è doloroso per tutta la vita."
  • "Non ridere di una persona caduta in disgrazia."
  • "Evita di gesticolare quando parli, ciò è indice di stoltezza."
  • "Se sei forte, sii anche misericordioso, così che il tuo prossimo ti possa rispettare anziché temere."
  • "Impara ad essere un buon padrone nella tua casa."
  • "Non permettere alla tua lingua di vincere il tuo buonsenso."
  • "Limita la tua ira."
  • "Non essere avverso alla divinazione."
  • "Non desiderare ciò che ti è impossibile ottenere."
  • "Non affrettarti troppo sulla tua strada, impara ad apprezzare il riposo."
  • "Obbedisci alle leggi."

Bibliografia

  • Diogene Laerzio, Vite e dottrine dei più celebri filosofi, Milano, 2005.

Template:Politici spartani