Eliphas Levi

Da Esopedia, l'Enciclopedia dell'[[Ordine Martinista Antico e Tradizionale|O.M.A.T.]] per gli Iniziati.
Eliphas Lévi
Tema natale di Eliphas Lévi

Eliphas Lévi, pseudonimo di Alphonse Louis Constant (Parigi, 8 febbraio 1810 – Parigi, 31 maggio 1875), è stato un esoterista, teosofo e occultista francese.


Fu il più famoso studioso di esoterismo dell'Ottocento e da molti ritenuto il padre dell'Occultismo moderno.


Biografia

Gli studi sull'occulto, che nel Settecento erano stati parzialmente abbandonati a causa dello scetticismo illuministico, ripresero vivacissimi nell'Ottocento soprattutto ad opera di Alphonse Louis Constant, che col nome di Eliphas Levi divenne il più famoso mago del secolo.

Nato a Parigi nel 1810 da una famiglia molto modesta (il padre era un povero ciabattino, che stentava a sbarcare il lunario), si dimostrò subito tanto intelligente e sveglio che fu avviato al seminario, l'unico modo in cui un ragazzo di umili origini poteva studiare.

Non ci volle molto perché il giovane Alphonse scoprisse di non essere affatto tagliato per il sacerdozio; raggiunto il semplice grado di diacono, fu costretto a lasciare il convento di Saint Sulpice dopo essere stato sorpreso a baciare una ragazza: una sciocchezza, di solito ben tollerata, che nel suo caso non era che l'ultima goccia, che andava ad aggiungersi ai numerosi e ben più gravi atti di ribellione verso i superiori, che il giovane aveva fatto durante i suoi anni di noviziato. Entrò quindi a far parte del piccolo seminario di Saint-Nicolas du Chardonnet di cui il Frère-Colonna ne era Direttore, e lì incontrò il suo futuro Maestro ed Iniziatore, il napoletano Don Antonio Marino, esponente del corpo insegnanti e profondo studioso del pensiero massonico egizio, gioachinita e swedenborghiano. Don Antonio Marino avviò agli studi ermetici ed alla magia trasmutatoria il giovane Alphonse Louis Constant, destinato negli anni a venire ad acquisire notorietà imperitura nell’orbe iniziatico col “nom de plume” di Eliphas Levi Zahed. Per vivere Alphonse cercò di arrabattarsi alla meglio, dando lezioni e scrivendo qualche pezzo per vari giornali; nel 1838 conobbe Alphonse Esquiros, uno scrittore molto eccentrico, che in seguito sarebbe diventato autore di un celebre romanzo, Le magicien. Esquiros apparteneva ad una società segreta che sosteneva i discendenti del defunto re Luigi XVI e di sua moglie Maria Antonietta, combattendo la dinastia dei Bonaparte, considerati usurpatori.

Tramite lo scrittore, Levi conobbe un tal Ganneau, che diceva di essere la reincarnazione del defunto re; l'uomo fece ad Alphonse una grande impressione, tanto che egli, divenuto seguace della setta, scrisse la Bibbia della libertà, un trattato politico a sostegno delle teorie anti–bonapartiste. Il libro fu censurato e lo fece finire anche in carcere per attività antigovernativa ed incitamento alla sedizione.

Perse le illusioni su Ganneau, rivelatosi un volgare imbroglione, Alphonse si dedicò allo studio delle dottrine dei mistici cristiani, della Cabala e degli antichi Grimori: questi ultimi furono per lui una vera rivelazione.

La magia divenne il suo interesse principale; egli riassunse le nozioni apprese durante i suoi studi, dando loro forma organica, e le pubblicò, con lo pseudonimo di Eliphas Levi, nel Dogma dell'Alta Magia, che uscì nel 1854; a questa parte teorica seguì, due anni più tardi, il Rituale dell'Alta Magia, parte pratica operativa.

Appena pubblicato il Dogma, che ebbe un buon successo di pubblico, Levi si recò in Inghilterra dall'amico Edward Bulwer Lytton, che nel 1842 aveva scritto il romanzo esoterico Zanoni, storia di un maestro di magia rosacrociano.

Lo scopo di Levi era di dare lezioni di "occultismo", un termine da lui stesso coniato, sfruttando la fama del suo libro di magia.

Purtroppo, malgrado gli sforzi dell'amico Lytton per lanciarlo nel giro dei suoi conoscenti della buona società, tutti appassionati di esoterismo, i suoi allievi restavano pochini, certamente non sufficienti a dargli da vivere.

Inoltre un piccolo gruppo si era coalizzato per convincerlo a fare qualche evocazione. Dopo settimane di insistenti e pressanti richieste, egli si decise a tentare.

Evocato lo spirito di Apollonio di Tyana, famoso mago dell'antichità, gli pose due domande e ne ebbe due risposte, una delle quali era "morte".

Lungi dal trovare l'esperienza gratificante, Levi ne uscì terrorizzato e giurò che non ci avrebbe riprovato mai più.

Levi tornò in Francia; dopo il Rituale pubblicò il suo libro più noto, la Storia della Magia, un testo di grande interesse, che ha fatto scuola, per così dire, ed al quale si sono ispirati tutti gli autori posteriori, malgrado sia poco attendibile dal punto di vista storico. Oggi viene pubblicato dalle Edizioni Mediterranee di Roma.

Con La Chiave dei Grandi Misteri Eliphas Levi si fece conoscere in tutta l'Europa; i suoi libri gli fecero attribuire la qualifica di "più grande mago vivente", anche se alla luce della logica può sembrare incredibile, dato che in tutta la sua vita egli compì un solo rituale magico.

Iniziato al martinismo da H. Delaage in realtà, egli era un abile curatore di testi scritti da altri, soprattutto dei Grimori medievali e rinascimentali, da lui romanticizzati e drammatizzati con l'aggiunta di particolari foschi e spettacolari, degni di un romanzo d'appendice. Nel corso degli anni con il suo Maestro ed Iniziatore Don Antonio Marino, mantenne rapporti epistolari ed occultistici creando un Cenacolo Napolitano, che raccoglieva le meilleur del Martinismo, della Massoneria Egizia e del pensiero esoterico delle Due Sicilie.

I suoi libri cominciarono a rendergli moltissimo denaro; inoltre le sue lezioni di occultismo, da lui definite "scienza sacra", erano richiestissime dai rappresentanti del bel mondo parigino. Morì nel 1875, ricco, felice, stimato e famoso.

Opere

  • Dogme et rituel de la Haute Magie, 1855-56 (trad. it. in 2 voll. Il Dogma dell’Alta Magia e Il rituale dell’Alta Magia, Atanor, rist. 1991)
  • Histoire de la Magie, 1860 (trad. it. La storia della Magia, Atanor, rist. 1989; anche Edizioni Mediterranee)
  • La Clèf des Grands Mystères, 1861 (trad. it. La chiave dei grandi Misteri, Atanor, rist. 1990)
  • Le sorcier de Meudon, 1861, romanzo
  • Fables et Symboles, 1861

Pubblicazioni postume

  • La Science des Esprits, 1894
  • Clèfs majeures et Clavicules de Salomon, 1895 (trad. it. Chiavi maggiori e Clavicole di Salomone, Atanor, rist. 1992; anche Edizioni Il Basilisco)
  • Le Catechisme de la Paix, 1896
  • Le Grand Arcane, 1898 (trad.it. Il grande Arcano, Atanor, rist. 1992)
  • Le Livre des Sages (trad. it. Il Libro degli Splendori, Atanor, rist. 1993)
  • Les Mystères de la Kabbale, 1921 (trad. it. I Misteri della Cabala, Atanor, 1990)
  • Paradoxes de la Science Supreme, 1925 (trad. it. Paradossi della Scienza Suprema, Atanor, 1994)
  • Correspondance d'Eliphas Levi avec le Baron Spedalieri, 1930
  • The magical ritual of Sanctum Regnum, London, 1896 (trad.it. Il rituale magico del ‘Sanctum Regnum’, Atanor (1992). Quest'opera, pur essendo solitamente attribuita a Levi, in realtà è apocrifa; come afferma lo storico dell'esoterismo Giordano Berti (Storia dei Tarocchi, pp.142-143), ne fu autore l'esoterista inglese William Wynn Westcott (1848-1925), solitamente ricordato per essere stato tra i fondatori dell'Ordine Ermetico dell'Alba Dorata, o Golden Dawn.

Bibliografia

  • Paul Chacornac, Eliphas Levi, Paris, 1926
  • Charles McIntosh, Eliphas Levi and the Frenc occult revival, London, 1972
  • Alain Mercier, Eliphas Levi, Paris, 1974
  • Claude Buissett, Eliphas Levi: sa vie, son oeuvre, ses pensées, Paris, 1984
  • Giordano Berti, Alphonse Louis Constant (1810-1875), in Il Tarocco esoterico in Francia, Faenza, 1987

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Collegamenti esterni


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