Enneade

Da Esopedia, l'Enciclopedia dell'[[Ordine Martinista Antico e Tradizionale|O.M.A.T.]] per gli Iniziati.
Enneade

Con Enneade

N10
t
R8A
variante
psI10
N10 t
Z2
Z2
Z2

(p s d t)
si intende un gruppo di nove dei che stanno alla base della cosmogonia egizia. Nella religione egizia si distingue una Grande Enneade, composta da Atum e da quattro coppie di dei: Shu e Tefnut, Geb e Nut, Osiride e Iside e Seth e Nefti;[1] ed una Piccola Enneade, nella quale, oltre ai precedenti, o talvolta in sostituzione, sono presenti Anubi, Horo, Thot e Maat.[1]
Il centro di culto originario dell'Enneade fu a Eliopoli (dal greco: città del sole), uno dei maggiori luoghi di culto di tutto l'Egitto.[1]

Il mito della creazione legato all'enneade narra che:
in principio vi era il Nun, Caos incontrollato, elemento liquido e turbolento, il non creato. Dal Nun emerse una collinetta dalla quale nasce Atum (visto come Atum-Ra). Quest'ultimo sputando diede vita a Shu (l'aria) e Tefnut (l'umido), i quali a loro volta generarono Geb (la terra) e Nut (il cielo). Il mito racconta che questi ultimi se ne stavano sempre uniti e impedivano alla vita di germogliare, così Atum ordinò al loro padre, Shu, di dividerli. Con le mani Shu spinse Nut verso l'alto facendole formare la volta celeste e con i piedi calpestò Geb tenendolo sdraiato. In questo modo l'aria separò il cielo dalla terra. Geb e Nut, a loro volta, generarono quattro figli: Osiride, Iside, Nefti e Seth.

Note

  1. 1,0 1,1 1,2 Mario Tosi, Dizionario enciclopedico delle divinità dell'antico Egitto, pag. 154

Bibliografia

  • Mario Tosi, Dizionario enciclopedico delle divinità dell'antico Egitto, Ananke, ISBN 88-7325-064-5