Fratellanza di Myriam

Da Esopedia, l'Enciclopedia dell'[[Ordine Martinista Antico e Tradizionale|O.M.A.T.]] per gli Iniziati.

Dal Dizionario dei Termini Ermetici de "LA SCIENZA DEI MAGI" di Giuliano Kremmerz (Edizioni Mediterranee - Roma):

"La Fratellanza di Myriam è una palestra o scuola istituita per esercitare, nei primi rudimenti delle forze risvegliate in noi, la propria azione in campo effettivo e pratico di realizzazioni sotto un simbolo unico di studiosi delle attività psichiche, influenzando gli infermi che vengono a contatto con essi e tentandone la guarigione o il miglioramento e raddolcendone i dolori."

• ACCADEMIA ERMETICA DI ROMA "G.KREMMERZ"

Fratellanza di Myriam

L’Accademia Ermetica di Roma “G. Kremmerz” parte con i suoi lavori nell' aprile del 2014 come conseguente evoluzione della precedente Accademia Hermetica di Cortona che si determinò a sua volta come libera associazione culturale il 21 dicembre 2008, al Solstizio d’inverno. I suoi studiosi scelsero di intraprendere il cammino ermetico secondo J.M. Kremm-Erz nei primi anni '80, in seno all'Accademia Kremmerziana Napoletana, tutt'ora operante, con l'intento di proseguirlo. L’ Accademia Ermetica di Roma "G. Kremmerz" dunque raccoglie l’eredità dei suoi predecessori e ne porta avanti il progetto semplice che Giuliano Kremmerz additò ai suoi discepoli con le parole spese negli ultimi anni della sua esistenza terrena. Lontani da quanti amano fantasticare sui libri di magia e filosofeggiare chiaccherando, tentiamo umilmente la prova della realizzazione pratica delle teorie magiche che Kremmerz illustrò ne Il Mondo Secreto. L' Accademia Hermetica di Roma "G. Kremmerz" raccoglie gli insegnamenti lasciati da ermetisti quali: Mario Hahaiah Parascandolo[1], Carlo Lehaiah Coraggia e Giovanni Eiael Pica, appartenuti alla Fratellanza di Myriam che faceva capo a Lehaiah, nonchè Hahasiah, Mahasiah, e Eiael.

Le origini e il pensiero

Giuliano Kremmerz (ieronimo di Ciro Formisano, Portici, 1861 - Beausoleil, 1930), allievo di un misterioso iniziato di nome Izar (al secolo Pasquale De Servis, connesso a sua volta con un antico centro che custodiva i misteri racchiusi nelle antiche tradizioni egizie, caldee ed italiche), fu il fondatore di una fratellanza ermetica che si proponeva di conferire le indicazioni necessarie per percorrere un cammino di conoscenza ed autorealizzazione magica. La riprova pratica delle ipotesi di lavoro teorizzate in opere come Il mondo secreto (1897), veniva cercata nella terapeutica, tentando la cura gratuita dei bisognosi.

Secondo la visione propalata da Kremmerz, l'uomo (o microcosmo) è un campo di energia che si estende dalle sue modalità percettive più dense (il corpo fisico, fatto di pelle, ossa, muscoli, ecc.), fino alle più sottili ed impalpabili (l'anima, ove albergano emozioni e pensieri, e l'intelligenza spirituale). Analogicamente l'universo (macrocosmo) passa dai modi di esistenza più tangibili (dagli atomi alle stelle ed alle galassie), fino ai più eterei (la materia astrale, le forze, gli enti). La malattia è sempre espressione di uno squilibrio del campo energetico, che il terapeuta può sanare o alleviare secondo la sua capacità di amare in maniera pura e disinteressata. L'amore, vera materia creatrice e trasmutante, consente a chi opera nella catena orante di richiamare a sè forze benefiche da comunicare agli organismi malati [1].

Tutto ciò si basava su esercizi spirituali, senza porsi in contrasto con le prescrizioni del medico ufficiale[2]. L'ammissione a partecipare ai lavori era concessa a tutti coloro i quali, sentendosi smarriti in un'epoca come quella moderna, nella quale la fede nelle grandi religioni monoteiste o le magnificenti promesse della scienza materialista-meccanicista non sono più sufficienti ad alleggerire l'uomo dai suoi dissidi e dalle sue domande interiori («Chi sono? Da dove vengo? Dove vado?»), percepivano il desiderio di indirizzarsi verso una conoscenza diversa e, potendo, di votarsi ad agire secondo il sommo bene. La via proposta dal Kremmerz non prevedeva atti di rinuncia e mortificazione, ma si proponeva di esercitare la temperanza e l'equilibrio per ristabilire l'armonia fra le due facce della stessa medaglia che compongono l'enigma-uomo: l'intelligenza spirituale ed il corpo materiale. Infatti l'origine della sofferenza umana era vista, in tale ottica, come risultato della scissione fra scienza sacra e scienze profane, fra anima e corpo, fra amore ed istinti carnali[3].

Su questi presupposti nacque così la cosiddetta Fratellanza Terapeutico Magica di Miriam. Dopo un periodo iniziale di esperimenti e tentativi, questa si costituì definitivamente attorno agli articoli della Pragmatica Fondamentale(1909): un testo normativo riservato ai soli iscritti, contenente sia aspetti sostanziali, imperituri ed immutabili perchè legati alla simbologia ermetica, che formali, cioè relativi alle necessità ed alle contingenze del momento storico. L'iniziativa procedette con l'inaugurazione di varie accademie; il rito quotidiano era considerato il vero ligamen che unisce sottilmente tutti gli operatori in seno alla catena ermetica. Questo sodalizio, almeno secondo il progetto iniziale, era dunque organizzato sotto forma di scuola e accademie, ma nel senso dei filosofi antichi, cioè senza maestri che insegnavano concetti da ritenere per veri in virtù della loro autorità. Ai discepoli non veniva richiesto di credere misticamente e passivamente, ma di effettuare un lavoro di sperimentazione pratica su sé stessi, per mezzo di riti ermetici tradizionali in grado di promuovere la fioritura di intuizioni e stati di coscienza-conoscenza. In tal senso Kremmerz voleva gettare le basi per restaurare una scienza integrale dell'uomo, antica, ma che precorreva lo sviluppo delle scienze moderne fondate su una concezione soltanto materialistica della realtà e sulla mera erudizione accademica (ad esempio nei campi della fisica, della medicina, della psicologia).

Il maestro, attorno a cui pur si riuniva la rosa dei discepoli, veniva visto come colui che, più avanti nel cammino, era riuscito a conseguire realizzazioni tali da poter accendere nei neofiti lo stesso fuoco iniziatico che altri avevano a lui stesso conferito, assistendoli con discrezione durante il loro cammino, ed orientandoli, se possibile, verso il conseguimento, a loro volta, del maestrato [2]. Senonchè, dopo essersi adoperato per la divulgazione di questo sistema filosofico, il Kremmerz si ritirò progressivamente dalla direzione della scuola, affidando ai maestri miriamici, testuali parole tratte dalla Circolare del 1914, «la indipendente direzione di gruppi e circoli» per proseguire lungo la strada tracciata. Ciò avvenne nell'ultimo periodo della sua vita, in concomitanza col suo trasferimento nella francese Beausoleil. Oltre a tale circolare, restano altri documenti e lettere private scritte un anno prima della sua scomparsa [4], in cui l'ermetista manifestò la sensazione che i tempi fossero ancora immaturi, e le persone povere in umiltà, per accogliere insegnamenti di questo tipo, donati con larga manica da colui che li aveva a sua volta ricevuti, nonchè l'auspicio che in un secondo momento il disegno della fratellanza fosse semplificato e ripristinato «...come in origine avrebbe dovuto svolgersi, senza messa in scena, senza circoli, senza accademie. Ora siamo in un periodo trasformativo che assumerà la forma più possibile vicina all'ideale. Riuscirà? Non riuscirà? Si compirà il suo destino...? [...] Alla maniera antichissima dei filosofi ci vorrebbe il caposcuola a Roma, circondato da amici e in luogo comodo, o peripateticamente conversare delle nostre cose senza pose magistrali e senza gesti autoritari; discorrere, ridere, sorridere, magari mangiando fettuccine dalla sora Felicetta. Ognuno dei discepoli intelligenti, dopo un periodo di pratica, partire in missione... per qualche altro centro e fare lo stesso. Così si servirebbe Ermete in letizia». Queste le parole contenute in una delle lettere citate.

Nelle stesse epistole rese altresì note le sue riflessioni agli studiosi a venire: «Quelli che vogliono parlare e spiegare al pubblico con criteri assoluti l'ermetismo, come se fosse un trattato di aritmetica... danno la prima prova che non capiscono gran cosa della scienza o pretesa scienza che sia e di cui si assumono il sacerdozio. Dare pubblicamente o in privato esempio di intolleranza, di bizze, di dissidi, è la negazione del principio d'Amore. Con l'attuale diffusa cultura generale, questo benedetto ermetismo ha bisogno di essere presentato con belle parole, con erudizione, con un certo senso di autorità scientifica, ma in realtà, con poche parole ed educando con la pratica e con l'esempio dovrebbe essere insegnato. Vorrei vedere la faccia di Pitagora se redivivo...leggesse articoli che fanno supporre nel loro autore uno dei grandi maestri illuminati...Dunque per concludere bisognerebbe...sentire veramente amicizia per tutti coloro che in una maniera o nell'altra danno le loro forze intellettive con larghezza alla propaganda di questi nostri studi. In altri termini sentire per tutti l'Amore. Initium sapientiae non timor Domini sed Amor hominum (l'inizio della sapienza non è nel timore di Dio, ma nell'Amore per gli uomini, ndr)».

Dopo la seconda guerra mondiale Domenico Benno Lombardi, già stretto collaboratore di Kremmerz, tentò di riannodare le fila della fratellanza costituendo una nuova delegazione generale; egli autorizzò Mario Hahaiah Parascandolo in veste di procuratore e costui, a sua volta, trasferì il patrimonio teorico e rituale ricevuto nella struttura che in seguito farà capo a Carlo Lehaiah Coraggia: il Centro Ermetico Universale Romano, noto profanamente come Casa Editrice Universale di Roma. Parallelamente a questo progetto, nel tempo si sono mantenute in vita accademie miriamiche di diversa discendenza e gruppi analoghi per interessi ermetici. Il centro romano operò nell'ultima metà del XX secolo e prima di andare incontrò alla sospensione delle sue funzioni diede origine a numerose filiazioni in Italia ed all’estero, come l'Accademia Kremmerziana Napoletana, che all'epoca si rapportò col dottor Giovanni Eiael Pica. Curò inoltre la pubblicazione quasi integrale di tutti gli scritti divulgativi del Kremmerz, nei tre volumi (più uno, sotto forma di dizionario ermetico) attualmente editi col titolo La scienza dei Magi.

L’Accademia Hermetica di Roma “G. Kremmerz”, pur avendo adottato al suo avviamento il modello delle vecchie accademie, prosegue ciò che si costituì a Cotona nel 2008, per dedicarsi in modo particolare alla realizzazione di quel progetto semplice che Giuliano Kremmerz additò ai suoi discepoli con le parole spese negli ultimi anni della sua esistenza terrena, come ente a se stante.

Dunque l'emancipazione di un’idea che possiede una vitalità propria, perpetuatasi sotto forme diverse al di là del nome e delle vicissitudini del suo stesso fondatore e dei suoi continuatori: Miriam, secondo le indicazioni del Kremmerz, è nome simbolico che allude ad un centro universale, regolare ed arcano, non identificabile con qualsiasi scuola, accademia o fratellanza, profanamente intese, e neppure esprimibile appieno con l’umana parola, scritta o parlata[3].

A ciascun uomo di buona volontà resta il compito e la possibilità del suo rinvenimento, del raggiungimento di una purezza tale da permettere progressivamente, in via isiaca, all'anima o corpo lunare di rispecchiare limpidamente le forze intelligenti, fino all'alba del sole spirituale. Allora si verificherà, per colui che vi giunga, la conoscenza interiore di ulteriori passi che schiudono le porte della successiva opera trasmutatoria alchimica. [5] [6]

IL SACERDOZIO DI HERMES

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"Ieri leggevo Hermete Trismegisto e mi colpirono queste parole: «Ricordandoti questi principi, ti ricorderai facilmente delle cose che ti ho esplicato ampliamente e che si trovano riassunte. Ma evita di parlarne alla folla, non perché io voglia impedirle che le conosca, ma nonvoglio esporti alle sue canzonature». Dunque il sacerdozio di Ermes non credeva che la folla potesse partecipare serenamente e intelligentemente ai suoi insegnamenti, e allora gli insegnamenti del tempio erano filosofici e scientifici insieme. Per Ermes il popolo non era fatto per intendere la verità di cui avrebbe fatto un’indigestione vomitante beffe. «Queste lezioni devono avere un piccolo numero di ascoltatori o ben presto non ne avranno più uno. Esse hanno questo di particolare: che spingono i cattivi verso il male... bisogna dunque guardarsi dalla folla... L’umana specie è portata al male, il male è la sua natura e le piace». Questa volta vuol dire che le verità non sono per la folla e il popolo sovrano è trattato male come un ammasso di malfattori: che differenza dalla concezione della cultura popolare contemporanea! «Se l’uomo impara che il mondo è creato e tutto si fa secondo la Provvidenza e la Necessità, che la necessità e il destino governano tutto, riuscirà a disprezzare l’insieme delle cose perché sono create, attribuirà il vizio al destino e non si asterrà da alcuna opera malvagia. Bisogna dunque guardarsi dalla folla, perché l’ignoranza la renda cattiva facendole temere l’ignoto». Da questo spunto si può conoscere la interferenza tra l’antica superstizione sacerdotale teocratica ereditata dalle religioni successive che limitarono la ricerca in ogni campo e il carattere moderno della scuola laica, profana, redentrice della coscienza plebea dalle catene delle antiche cognizioni aforistiche e dogmatiche che sono ancora profondamente ribadite nella coscienza popolare.

Ermes dice a Thot:

«Tutto è sommesso al destino, o figlio mio, e nelle cose corporali niente succede fuor di esso, né bene né male... è fatale che colui che ha fatto male sia punito e agisca in modo da subire la punizione della sua colpa. Tutto è prodotto dalla natura e dal destino e non vi è luogo vuoto di provvidenza. La provvidenza è la ragione libera del Creatore celeste, vi sono due forze spontanee: la necessità e il destino. Il destino è sottomesso alla provvidenza e alla necessità; alla necessità sono sottomessi gli astri. Essi sono gli strumenti del destino e per esso compiono tutto nella natura e nell’umanità».

Dunque la cultura e l’idea critica della direttiva nuova è un parto del destino umano? oppure anche esso è una dominazione della sapienza che s’impone? Oggi crediamo invece opera altamente civile quella d’indirizzare al popolo un’opera attiva prettamente scientifica, prettamente umana, specificatamente antisuperstiziosa. Noi vogliamo far capire a voi, lettori di oggi e di domani, che senza l’intercessione di spiriti di morti, il pensiero psichicamente inteso è una forza. Non una forza morale che si converte in materiale quando si fa tradurre dalla parola di un oratore o di uno scrittore, ma una forza e potere in sé e per sé, che agisce sulle cose vicine, sulle più lontane, sulle lontanissime, che vi arriva con mezzi di comunicazione visibili o senza mezzi visibili di comunicazione, come nelle due telegrafie: con fili o senza. Noi vogliamo concorrere a questa dimostrazione con un’applicazione pratica che entri nella categoria generale dei benefici da dare in copia maggiore al popolo migliorato dalla cultura generale e sottrarlo alla superstizione di qualunque origine: additargli la fonte del bene e del male che è la mente umana e fargli intendere come sia elemento principale in ogni idea civile e di interesse principale per tutti, che la nostra mente si educhi al bene e la volontà diventi buona volontà, attivamente buona. Voi, o lettori, sappiate che la mano aperta è simbolo di liberalità e di franchezza e ai nostri compagni di studio che la parola accompagnano alla pratica, noi non ci stanchiamo mai di ripetere che, come cittadini, devono essere sempre esempio costante di rettitudine e, come uomini, di solidarietà e altruismo, inteso nel senso classico di carità e amore, nella vita privata e pubblica, onde nella serena concezione della vita, possano trovare l’equilibrio che apra nell’animo la parola di quell’Ermete misterioso e divino che porta la luce e il potere di una buona volontà, attiva nel bene, tollerante della inferiorità morale dei meno evoluti e perpetuamente pronti a soccorrerli col pensiero, l’azione, la parola, senza speranza di un premio anche morale, perché i bambini e gli uomini inferiori sono essenzialmente ingrati. Queste nostre parole non sono dei predicozzi untuosi fatti per le anime pie; sono pensieri che i discepoli della buona idea devono vivere e praticare; è questa pratica che prelude alla iniziazione dei primi poteri o virtù terapeutiche.

Virtù è un altro dei nomi abusati e denaturati. Virtù proviene da vir, maschio, uomo forte; vis è forza in latino e in greco significa eroe, cioè forte quanto un dio; l’astrazione della forza maschia attiva è virtù, e per dire astrazione voglio indicare una qualità del mentale umano, e ciò è una della potestà di spiritualizzazione dell’uomo e di tutte le cose di origine materiale e inferiore. Le astrazioni, ridotte a parole, essenzialmente rappresentano l’intuizione mentale dello SPIRITO della cosa o azione praticamente bruta. Amore, bellezza, crudeltà, ferocia, libertà, sono spiriti mentali dell’azione di amore, della cosa bella, dell’animale crudele o feroce, della cosa libera, cioè non costretta. La virtù di fare o pensare o concedere il bene, non è che spirito della mente o anima, attivo e gestante e la sua radice è nel centro o nucleo mentale, o anima o spirito. Se la fonte in cui lo spirito prende radice vuol diventare VIRTÙ, cioè vuol diventare agente o attiva, efficace e realizzante, deve permutarsi in buona, cioè – nell’intima sua costituzione – permanentemente concepente il bene.

Vedete che io insegno la magia bianchissima e semplice senza misticismo, la magia dell’amore che diventa virtù essenziale. Praticarla è diventar mago... ma bisogna praticarla e sentirla, non farvi su una bella chiacchierata e poi mettere tutto a dormire. Sciocchi quelli che vogliono tutto ottenere dai circoli magici, dai caratteri geroglifici, dalle formule evocatorie e dagli scongiuri... nonché dalla sola cibazione dei cavoli e delle barbabietole. Il primo fondamentale strumento magico è il bene o la bontà diventata costituzionale dell’animale uomo. I nostri misti o novizi sono intenti e invitati a questa preparazione; affinché acquistino o realizzino la VIRTÙ terapeutica e la trasmettano. Per questo cumulo di ragioni abbiamo pregato tutti i critici di professione di darci il tempo di mutare e preparare gli elementi e non farci abortire per intossicazione al quarto mese. La nostra scuola è pubblica in questa esposizione pratica di dottrina e chi non fa che seguire e praticare i nostri consigli, toccherà con mano che... diamo a mano aperta."

Giuliano Kremmerz

Note

1. ↑ La parola in corsivo che compare tra nome e cognome delle persone defunte è, tradizionalmente, il loro nome iniziatico; nel caso di individui ancora in vita è d'uso invece riportare il solo nome sacro, senza le generalità profane.

2. ↑ Terza conversazione al Circolo Virgiliano del 13 Gennaio 1921: Ora bisogna chiarire la cosa: noi aiutiamo i malati, ma non ci mettiamo a far concorrenza ai medici, operiamo in altro modo, per mezzo della forza psichica. In alcuni casi coadiuviamo anche l'opera del sanitario. Mi spiego: non possiamo dare medicine, perché non dobbiamo sostituirci ai medici, soltanto in alcuni casi possiamo dare dei rimedi semplici, come, ad esempio, un pizzico di sale, una midolla di pane, i quali costituiscono il veicolo della forza guaritiva. La nostra opera non è dunque invadente, ma coadiuvante quella del medico ufficiale.

3. ↑ Giuliano Kremmerz, La porta ermetica, Roma, Edizioni Mediterranee, 1982. ISBN 8827207201. - pagine 20-35.

4. ↑ AA.VV. - Elixir numero 5 del 2007 - pagine 18-21 - Edizioni Rebis.

5. ↑ G. Kremmerz - La porta ermetica - pagine 48-49 - Edizioni Mediterranee.

6. ↑ Lettera del 1917 "Ai discepoli della Grande Arte" oggi in "La scienza dei magi" - vol. 1 - pag. 9-12: «Il lettore comprenda, leggendo il mio libro, che io ho voluto indicare agli studiosi non la via unica per arrivare, ma una via per INTUIRE l'esistenza di un secreto (arcano) - un secreto fisico (cioè naturale), che pochissimi uomini hanno conosciuto, un numero ristrettissimo lo conosce, e che pur essendo tale da rendere l'uomo più potente di qualunque semidio, non si trova chi lo venda, nè fa apparentemente felice chi lo possiede. [...] Due o tre società di studiosi che si suppone posseggono questo arcano, non danno che l'iniziazione al neofito. Iniziare vuol dire cominciare. Initium, principio. Nessuno dà la fine. Perchè l'arcano è di natura tale che chi più lo ha intravisto da presso non può comunicarlo. Può conferirlo nei limiti dei poteri, darlo intero, no. [...] Gli alchimisti hanno proposto un problema... nelle parti meno in rilievo, tra esempi presi a prestito dalle femminucce, qualche maestro dell'arte vi ha presentato la ricetta bella e fatta. Ricordate che innanzi al Grande Arcano dei Maghi esiste il piccolo arcano naturale che ne è la chiave facile di cui potrebbe anche una fantesca servirsi con facilità. Gli uomini pazienti e umili e di buona volontà troveranno la via. Dopo troveranno la chiave.»

Bibliografia

 G. Kremmerz in Pier Luca Pierini (a cura di), Il mondo Secreto (Avviamento alla Scienza dei Magi) – Ristampa integrale della rivista pubblicata nelle annate 1897-1899, Viareggio, Edizioni Rebis. ISBN 8804612843.

 G. Kremmerz, La Porta Ermetica, Edizioni Mediterranee, Roma, 2000.

 G. Kremmerz, La scienza dei Magi, 3 volumi (contenenti tutti gli scritti fondamentali di G. Kremmerz), Edizioni Mediterranee, Roma.

 U. D. Cisaria (a cura di), Dizionario dei Termini Ermetici dell'Opera Omnia di Giuliano Kremmerz, in La scienza dei Magi, 4° volume, Edizioni Mediterranee, Roma.

 G. Maddalena Capiferro – Cristian Guzzo - L’Arcano degli Arcani, Edizioni Rebis.

 G. Maddalena Capiferro – Cristian Guzzo - Riflessi d’iride nell’Acqua, Giordano Editore.

 AA.VV. - Elixir, Scritti della Tradizione Iniziatica e Arcana, Edizioni Rebis.

 Anonimo (a cura di Paolo Perugini), Racconto intorno ai successi del Signor Federico Gualdi - Composizione della Medicina Universale, Parma 1704, SeaR Edizioni, Borzano (R.E.) 1994

 Paolo Perugini (a cura di) , Due Antichi Trattati Alchimici : Il Trattato teorico-pratico di Teodoro Nadasti, 1718 - La Esposizione di Geber Filosofo, 1562 - Edizioni Rebis 2009

Argomento

ERMETISMO

Giuliano Kremmerz

Collegamenti esterni

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Censur e l'Ermetismo Kremmerziano