Johann Valentin Andreae

Da Esopedia, l'Enciclopedia dell'[[Ordine Martinista Antico e Tradizionale|O.M.A.T.]] per gli Iniziati.
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Biografia

Johann Valentin Andreae [1586-1654] nacque a Herrenberg, il 17 agosto del 1586.

Suo nonno fu Jakob Andreae, chiamato il Lutero del Württemberg per il suo impegno nella negoziazione, nel 1577, dell'unione delle città protestanti. Rettore dell'Università di Tubinga, Jakob riuscì ad eliminare con un taglio netto le contraddizioni, reali o apparenti, rilevate tra la dottrina di Lutero e quella di Melantone, garantendo in questo modo un'indiscussa egemonia al luteranesimo tedesco.

Il padre di Jhoann Valentin, Jhoann Andreae, era un modesto pastore, meno sensibile ai problemi legati alla riforma, e più attento all'osservazione del mondo naturale, dei segreti rapporti tra micro- e macro cosmo. Si dedicò a studi alchemici e all'occultismo e fu da lui che Jhoann Valentin trasse le sue inclinazioni per l'arte chimica, l'astrologia e tutti gli aspetti dell'esoterismo.

Alla morte del padre, nel 1601, il quindicenne Jhoann Valentin si trasferì con sua madre ed i suoi sei fratelli a Tubinga, dove riuscì a sistemarsi grazie all'aiuto di amici e parenti. La sua curiosità era istintiva e divorava i libri più vari della biblioteca del suo amico Christoph Besold, di nove anni maggiore di lui. La sua preparazione fu completata da lezioni private ricevute da Balthasar Plessinger, di cui sposerà la sorella. La teologia era la disciplina che l'attraeva di meno, e mostrava una viva passione per la letteratura. In giovane età si cimentò, infatti, nella composizione di piccoli drammi sull'imitazione di quelli inglesi, e si dice che nello stesso periodo scrisse anche "Il matrimonio chimico di Christien Rosenkreutz" che a voler dar fede a queste ricostruzioni, dovrebbe dunque essere datato attorno al 1604.

Si dedicò allo studio di astronomia, ottica, filosofia e matematica. Per quest'ultima seguì gli insegnamenti di Maestlin, maestro di Keplero, che conoscerà in seguito personalmente e da cui sarà molto stimato. Nel 1605, con un'applicazione infaticabile agli studi, ottenne il titolo di magister e potè così contribuire al sostentamento della famiglia insegnando nei villaggi vicini.

Ma di lì a poco si verificò un evento che cambierà la sua vita. Il rettore dell'Università, Mathias Enslin, fautore dell'assolutismo monarchico, era in aperta lotta con la borghesia cittadina, e con le grandi famiglie di teologi, che sostenevano l'ideologia luterana e delle quali anche gli Andreae erano rappresentanti. Jhoann Valentin fu così allontanato dal chiericato e dalla facoltà, essendo stata (seppur ingiustamente) messa in dubbio la sua moralità. Si recò quindi a Strasburgo, ove conobbe il matematico e poligrafo Bernegger, autore di interessanti scritti sull'Alsazia, ma all'epoca ancora studente. Nell'anno seguente tornò a Tubinga, ove si avvicinò al mondo del lavoro artigiano, imparò a suonare la chitarra ed il liuto, e ove conobbe Tobias Hess e Abraham Hölzel. Questi erano parte di un movimento d'illuminati la cui attività principale si concretava nella diffusione di testi mistici per le varie facoltà universitarie. Era questo un modo silenzioso per protestare contro l'aridità del luteranesimo ufficiale, ma fu fraintesa e arrivò alle orecchie del nuovo rettore, Johann Friedrich. Si aprirono una vera e propria inchiesta ed un processo d'opinione che coinvolse anche Andreae ed il suo amico Besold. Si trovò in questo modo un pretesto per estrometterlo definitivamente dal chiericato, e la condanna formale gli fu risparmiata solo per l'intervento diretto del principe Federico di Württenberg.

La vicenda gli costò però la possibilità di entrare all'Università come aveva sempre sognato.

Allora decise di abbandonare definitivamente la teologia. Accettò un posto di precettore in Baviera ed entrò in contatto con i gesuiti della città di Dilligen. Fu questa un'altra delle vicende che contribuirono alla sua crisi di coscienza. Estraneo al cristianesimo di matrice romana, la cui corruzione gli appariva evidente e oltraggiosa, era alla ricerca di una religione che fosse evangelica, pura e radicale. Dopo aver viaggiato in Francia, Italia e Spagna, visitò le città di Losanna e di Ginevra nel 1611, ove ebbe contatti con gli ambienti calvinisti. Si trovò in sintonia con una tale impostazione di pensiero e ritenne che il calvinismo potesse essere la giusta via per l'imitazione di Cristo, a differenza del luteranesimo tedesco, chiuso nel dogmatismo e nell'aridità pragmatica. Proprio a Ginevra, Jhoann individuerà lo scopo della sua vita: "iuvare re christiana", sostenere il cristianesimo.

Dalla Svizzera si recò in Francia, e risedette a Parigi per un certo periodo. Poi, avendo imparato un po' di italiano tra un viaggio e l'altro, varcò le Alpi per appurare la veridicità di quanto si raccontava circa la dissolutezza e la religione del clero romano. Ciò che vide lo disgustò al punto, che decise di abbandonare definitivamente il cattolicesimo e di rinforzare il suo coinvolgimento nella religione d'ispirazione luterana.

Tornò a Tubinga e nel 1614 fu nominato diacono a Vaihingen, una piccola città del Württenberg. Sembrava aver raggiunto finalmente una certa stabilità, quando ebbe diffusione il manifesto del movimento rosacrociano che gli fu attribuito. Come abbiamo già visto, Andreae non rinnegò "Il Matrimonio chimico" ma nella sua Autobiografia volle ridimensionarne la portata attribuendolo alla sua penna d'adolescente. Sappiamo del resto che non avrebbe mai ammesso pubblicamente il suo reale coinvolgimento nel movimento dei Rosacroce.

Nel contempo si impegnò, forse per confondere le acque, in un nuovo movimento di carattere innovatore, una sorta di "città cristiana", Christianopolis infatti era il suo nome, come una Nuova Gerusalemme libera da qualsiasi influenza clericale, ma posta diretta sotto la protezione di Dio.

Nel 1620 fu posto a capo dell'abbazia di Calw, al centro della guerra che divampava, e che fu interessata da un grande rogo, in cui Andreae perse molti dei suoi manoscritti, tra cui un "Teofilo" che andava ultimando. Essendo il suo progetto di una nuova città cristiana troppo ambizioso e obbiettivamente irrealizzabile, fondò un'associazione di soccorso per aiutare lavoratori, studenti, malati e poveri. In linea, possiamo aggiungere, con lo Statuto dei Rosacroce.

In seguito, essendo migliorata la situazione politica e militare, nel 1628 promosse un nuovo manifesto dal titolo "Christo specimen", ma non ebbe alcun risultato e comprese che era tempo di passare la mano. Dalla lettura di questi manifesti, è possibile individuare lo scopo reale e prioritario della Confraternita dei Rosacroce.

Morì il 24 giugno del 1654, poco dopo la sua nomina a capo dell'abbazia di Adelberg. In questo periodo, prostrato nel corpo e nello spirito, scrisse la sua biografia, rimasta incompiuta.



Opere di Johann Valentin Andreae

  • Teofilo
  • Christo specimen
  • Le nozze chimiche di Christian Rosenkreutz

Bibliografia

Note

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