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Lista di preghiere e benedizioni ebraiche

Da Esopedia, l'Enciclopedia dell'[[Ordine Martinista Antico e Tradizionale|O.M.A.T.]] per gli Iniziati.
Nota disambigua.svg Disambiguazione – "Berakhot" rimanda qui. Se stai cercando l'omonimo trattato, vedi Berakhot (Talmud).
Preghiera Kol Nidre dello Yom Kippur (1825)
Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Benedizione e Preghiera ebraica.

Si elencano qui appresso alcune preghiere e benedizioni (sing. berakhah, plur. berakhot) in lingua ebraica che fanno parte dell'ebraismo e vengono recitate dalla maggioranza degli ebrei. Tali preghiere e benedizioni si possono trovare nel Siddur, il libro di preghiere ebraico.[1] Questa voce tratta delle benedizioni liturgiche ebraiche che solitamente iniziano con la seguente formula:

in ebraico: ברוך אתה ה' א‑לוהינו מלך העולם...‏ [2][?]

Traslitterazione: Barukh atah Adonai Eloheinu, melekh ha'olam...

Traduzione: "Benedetto sei Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo..."

Preghiere comuni

Amidah
עמידה
"Preghiera in piedi", nota anche come Shemoneh Esreh ("i Diciotto"), è una componente essenziale del servizio liturgico ebraico. Viene detta tre volte al giorno (quattro volte nelle festività e cinque volte durante lo Yom Kippur).
Mizmor Shir
מזמור שיר
Salmo 30. Recitato all'inizio di Pesukei Dezimra.
Baruch Sheamar
ברוך שאמר
Prima benedizione di Pesukei Dezimra, serve da transizione nel servizio liturgico di preghiera. Viene quindi cantata in melodia fissa, comunemente derivata dalla Hatikvah.[3] Ci sono sette aspetti di Dio citati in Barukh she'amar:[4] 1) Dio parlò ed il mondo venne ad essere; 2) Dio parla, fa, decreta e compie; 3) Dio è misericordioso; 4) Dio premia coloro che lo temono; 5) Dio è eterno; 6) Dio salva e redime il popolo; 7) Benedetto è il Nome di Dio.
Cantici di Ringraziamento Serie di paragrafi di Pesukei Dezimra. Include Salmo 100 e Hodu o Hodu Lashem Kir'u Bishmo (da 1 Cronache 16:8-36). Questa non è più una delle preghiere di ringraziamento: fu prima recitata da Davide dopo che ebbe recuperato l'Arca dai filistei. Dopo tale evento, divenne una preghiera standard.[5]
Yehi kevod
יהי כבוד
Serie di versetti recitati durante Pesukei Dezimra, prima di Ashrei. La preghiera è una rappresentazione dell'esaltazione dei Nomi di Dio sia in cielo che in terra.[6][7] La sequenza di Yehi kevod con Ashrei è significativa: simbolizza la connessione di una relazione interiore dove Dio aiuta e conforta e la Cui benevolenza ci è sempre accanto.[8]
Ashrei
אשרי
Recitata tre volte al giorno: durante Pesukei Dezimra, dopo Uva Letzion e all'inizio di Mincha (Ne'ila nello Yom Kippur). La preghiera è composta principalmente del Salmi 145 nella sua interezza, con un versetto da Salmi 84 e 144 aggiunti all'inizio e un versetto da Salmi 115 aggiunto alla fine. I primi due versetti che sono aggiunti entrambi iniziano con la parola ebraica "ashrei" (che si traduce in "felice" o "lodevole" o "fortunato"), da cui il titolo della preghiera stessa.
Hallel (pesukei dezimra)
הלל
Include Ashrei e Salmi 146, 147, 148, 149 e 150. Questi salmi sono recitati perché sono dedicati interamente alla lode di Dio.[9]
Baruch Hashem L'Olam (Shacharit)
ברוך ה לעולם
Recitato come benedizione dopo la conclusione di Hallel e consiste di versetti che iniziano con la parola Baruch (ברוך), ebraico di Benedetto, che afferma che Dio è fonte di benedizioni. Il paragrafo consiste di quattro versetti: v. 53 da Salmi 89, v. 21 da Salmi 135 e vv. 18-19 da Salmi 72.
Vayivarech David
ויברך דוד
Dal Libro delle Cronache Libro I, Capitolo 29, versi 10-13 (29:10-13). I quattro versetti che compongono questa preghiera furono declamati da Davide in uno dei più drammatici momenti della sua vita, quando gli fu negato il diritto di costruire Tempio Santo (Beit Hamikdash), ma gli fu permesso di metter da parte le necessarie risorse affinché fosse poi costruito da suo figlio Salomone.[10]
Ata Hu Hashem L'Vadecha Dal Libro di Nehemia, Capitolo 9, vv. 6-11 (9:6-11). La tradizione di recitare questi versetti, insieme a Vayivarech David (da Cronache) prima della Canzone del Mare, è per commemorare i miracoli che Dio fece al Mar Rosso].[11] Nella maggioranza dei siddurim questa preghiera appare in due paragrafi separati. La separazione avviene nel mezzo del terzo versetto (Neemia 9:8), a significare il cambiamento del nome da Abram ad Abramo, elevando la sua condizione da padre di Aram a padre di una moltitudine di nazioni.[12]
Az Yashir (Canzone del Mare)
אז ישיר
Da Esodo 15:1-18. Il poema è seguito dai versetti 15:20-21 che rappresentano una canzone cantata da Miriam e le altre donne. La Canzone del Mare fu cantata dagli israeliti dopo l'attraversamento del Mar Rosso e celebra la distruzione dell'esercito egiziano durante il passaggio, con il preannuncio di future conquiste a Canaan.
Yishtabach
ישתבח
Tradotto "[Dio] sia lodato" , benedizione finale di Pesukei Dezimra. Il tema del numero "quindici" gioca un ruolo essenziale nella benedizione: ci sono quindici espressioni di lode all'inizio della prima metà del paragrafo e quindici parole nella benedizione conclusiva (dopo "Benedetto sei Tu, o Dio..."). Il numero quindici è un'allusione sia al Nome Divino יה (la cui ghematria è quindici) e ai quindici Canti delle Ascensioni composti da Davide, Salmi 120–134. Due temi si trovano in Yishtabach: 1) la potenza e immensità di Dio meritano la nostra lode e adorazione, 2) si deve continuamente lodare Dio.[13]
Yotzer ohr
יוצר אור
Prima benedizione recitata durante Shacharit, nota anche come Birkat yotzer, "Benedizione della creazione":

in ebraico: רוךְ אַתָּה יְיָ אֱלֹהֵנוּ מֶלֶךְ הָעוֹלָם, יוֹצֵר אוֹר וּבוֹרֵא חשֶׁךְ, עֹשֶֹה שָׁלוֹם וּבוֹרֵא אֶת הַכֹּל. בָּרוךְ אַתָּה יְיָ, יוֹצֵר הַמְּאוֹרוֹת‎[?]

  • Traduzione: Benedetto sei Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, che formi la luce e crei l'oscurità, che innalzi la pace e crei tutte le cose. Benedetto sei tu, o SIGNORE, che formi la luce.

Secondo un Midrash, Adamo ed Eva furono i primi a recitare questa benedizione quando si trovavano nel Giardino dell'Eden.[14] L'Ebraismo riconosce che il sole è il fulcro della vita, emanatore della luce necessaria per tutta la vita sulla Terra, e Birkat Yotzer Or è una benedizione del sole.[15]

Maariv Aravim
מעריב ערבים
Prima benedizione recitata durante Maariv. È una lode di Dio perché fa arrivare l'oscurità, controllando il giorno e la notte, ordinando le stelle nel cielo e le stagioni sulla Terra.[16] È preferibile recitare Maariv dopo il crepuscolo ed è permesso recitarla comunque in qualsiasi momento dopo il tramonto del sole, anche se il crepuscolo non è ancora iniziato.[17]
Ahava Rabbah
אהבה רבה
Seconda benedizione recitata durante Shacharit. Questa preghiera è un'espressione di ringraziamento per l'amore che Dio ha dato al Suo popolo.[18] Si ringrazia Dio per il dono della Torah, che dà vita.[19] e per aver fatto degli ebrei il popolo eletto.[20]
Ahavat Olam
אהבת עולם
Seconda benedizione recitata durante Maariv, parallela con Ahava Rabbah che viene recitata durante Shacharit e similmente è un'espressione di ringraziamento a Dio per il dono della Torah.[21]
Shema Israel
שמע ישראל
Al centro dei servizi di preghiera ebraica, afferma fede e fiducia in un Unico Dio ed è composta da tre sezioni tratte dalla Torah.
Kaddish
קדיש
Preghiera aramaica che si concentra sull'idea di magnificazione e santificazione del Nome di Dio. Questa preghiera è normalmente recitata a conclusione di un periodo di studio o una sezione del servizio di preghiera. Poiché le persone in lutto sono tenute a recitare la versione funebre del Kaddish, a volte è vista come preghiera per i defunti, ma in realtà non menziona affatto la morte.
Birkat Kohanim
ברכת כהנים
La "Benedizione sacerdotale", recitata dai Kohanim durante le Festività ebraiche (quotidianamente in Israele).
Avinu Malkenu
אבינו מלכנו
"Nostro Padre, Nostro Re": cfr. Zaddiq. Preghiera recitata durante i servizi liturgici di Rosh haShanah e Yom Kippur, come anche nei "Dieci Giorni di Pentimento"[22] da Rosh haShanah fino a Kippur. Nella tradizione aschenazita viene recitata in tutti i giorni di digiuno (Ta'anit); nella tradizione sefardita solo perché è recitata nei Dieci Giorni di Pentimento, cade durante i giorni di digiuno di Yom Kippur e del Digiuno di Gedaliah.[23]
Ein Keloheinu
אין כאלהינו
Preghiera lirica recitata alla fine delle funzioni dello Shabbat e delle Festività, che loda l'Unicità di Dio.
Aleinu
עלינו
L'Aleinu loda Dio per aver permesso al popolo ebraico di servirLo ed esprime la speranza che tutto il mondo riconosca Dio e abbandoni l'idolatria
An‘im Zemirot
אנעים זמירות
Formalmente nota come "Il cantico di Gloria" - Shir HaKavod in ebraico: (שיר הכבוד‎[?], questa canzone viene cantata alla fine delle preghiere mattutine nello Shabbat. Tradotta con "Canterò dolci canzoni", questo poema liturgico ebraico viene declamato nella sinagoga nella maniera dei responsa, col primo versetto letto ad alta voce dallo shaliach tzibbur (שליח ציבור, lett. "messaggero della congregazione"), il secondo versetto recitato dalla congregazione all'unisono e così via. Il poma si pensa sia stato scritto da Rav Yehudah haChassid, studioso del movimento pietista Chassidei Ashkenaz del XII secolo.
Hallel
הלל
Salmi 113–118, recitati come preghiera di lode e ringraziamento durante le Festività ebraiche. Hallel viene detto in due modi: "Hallel completo" e "Hallel parziale"
Kol Nidre
כל‑נדרי
Preghiera recitata in sinagoga all'inizio del servizio serale durante lo Yom Kippur (יום כיפור), Giorno dell'Espiazione. È una dichiarazione di assoluzione da voti fatti, per liberare l'orante dalla colpa dovuta all'inadempimento di voti fatti nell'anno precedente (e quello a venire)
Shehecheyanu
שהחיינו
Benedizione per occasioni speciali (una volta all'anno)
Birkat Hamazon
ברכת המזון
Benedizione dopo i pasti, per ringraziare Dio del cibo e del Suo aiuto in generale
Tefilat HaDerech
תפלת הדרך
Preghiera del viaggiatore per un viaggio sicuro
Birkat HaBayit
ברכת הבית
Benedizione della casa, posta (o incisa) dentro una targa commemorativa o una khamsa.
Ma Tovu
מה טובו
Preghiera di venerazione per la sinagoga, recitata al mattino entrando (anche in altri luoghi sacri).
LeShem Yichud
לשם יחוד
Brano introduttivo alle Tefillot, ad alcune preghiere e/o Benedizioni ed ad alcune Mitzvot (cfr Benedizione, Shekhinah, Tetragramma biblico e Tiqqun).
Preghiera prima di addormentarsi
קריאת שמע שעל המטה
Include preghiere varie, anche della tradizione della Qabbalah ebraica, tra cui il terzo Shemà del giorno, perdono per offese subite, richiesta per evitare incubi e/o pensieri "molesti" ed altro (cfr Siddur).
Preghiere personali nell'Amidah
... א-להי
In una parte dell'Amidah, quando desiderato e/o necessario, è permesso aggiungere preghiere personali (cfr Mitzvah e Siddur)

Festività

Candele dello Shabbat

Shabbat

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Qiddush.

Shabbat (ebraico), (Sabato in italiano)

Benedizione per l'accensione delle candele

N.B.: Le candele dello Shabbat vengono accese il venerdì, almeno diciotto minuti prima del tramonto.

in ebraico: ברוך אתה ה' א‑לוהינו מלך העולם, אשר קדשנו במצותיו וצונו להדליק נר של שבת.‏[?]

Traslitterazione: Barukh atah Adonai Eloheinu melekh ha'olam, asher qiddeshanu b'mitzvotav v'tzivanu lehadliq ner shel Shabbat.

Traduzione: "Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, Tu che ci hai santificato coi Tuoi comandamenti e ci hai comandato di accendere le luci di Shabbat."

Quando un giorno di Chanukkah capiti di Shabbat bisogna prima accendere i lumi della prima e poi quelli di Shabbat, entrambi prima del tramonto come l'Halakhah prescrive.

Havdalah (Cerimonia della "Separazione")

(Havdalah si recita il sabato sera, di solito un'ora dopo il tramonto, misurata col momento in cui tre stelle appaiono in cielo, che indica la fine dello Shabbat)[24]

Havdalah è una cerimonia che comporta quattro benedizioni.

Poiché la havdalah si recita sopra una coppa di vino, per prima si benedice il vino:

in ebraico: ברוך אתה ה' א‑לוהינו מלך העולם, בורא פרי הגפן.‏[?]

Traslitterazione: Barukh ata Adonai Eloheinu melekh ha‑olam, bo're p'ri hagafen.
Traduzione: "Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, Tu che crei il frutto della vite."
Rituale della Havdalah, Spagna XIV secolo

Poi si odorano le spezie, recitando la benedizione mentre le si odorano:

in ebraico: ברוך אתה ה' א‑לוהינו מלך העולם, בורא מיני בשמים.‏[?]

Traslitterazione: Barukh ata Adonai Eloheinu melekh ha‑olam, bo're minei b'samim.
Traduzione: "Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, Tu che crei le varietà degli aromi."

Si passano le spezie in giro tra gli astanti che a loro volta le odorano.

Successivamente, si guarda una candela con molti stoppini, già accesa, dicendo la benedizione:

in ebraico: ברוך אתה ה' א‑לוהינו מלך העולם, בורא מאורי האש.‏[?]

Traslitterazione: Barukh atah Adonai Eloheinu melekh ha'olam, bo're m'orei ha'esh.
Traduzione: "Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, Tu che crei le luci del fuoco."

La candela viene sollevata in aria e gli astanti guardano il riflesso delle fiammelle sulle loro unghie.

Infine si recita una benedizione di lode a Dio che ha separato il sacro dal profano:

in ebraico: ברוך אתה ה' א‑לוהינו מלך העולם, המבדיל בין קודש לחול, בין אור לחושך, בין ישראל לעמים, בין יום השביעי לששת ימי המעשה. ברוך אתה ה', המבדיל בין קודש לחול.‏ [?]

Traslitterazione: Barukh atah Adonai Eloheinu melekh ha'olam, ha'mavdil bein kodesh l'hol, bein or l'hoshekh, bein yisra'el la'amim, bein yom ha'sh'vi'i l'sheshet y'mei ha'ma'a'se. Barukh atah Adonai, ha'mavdil bein kodesh l'hol.
Traduzione: "Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, Tu che distingui tra il sacro ed il profano, tra luce e tenebre, tra Israele e le nazioni, tra il settimo giorno e i sei giorni di lavoro. Benedetto sii Tu o SIGNORE, che distingui tra il sacro ed il profano."

Hanukkah

Le regole per l'accensione del lumi, le benedizioni ed i canti in uso nella comunità ebraica di Roma
Menorah d'argento della Hanukkah

Due benedizioni vengono recitate mentre si accendono le candele della Hanukkah[25] La prima sera si recita anche la benedizione sheheheyanu.Vedi sotto

Le Benedizioni vengono recitate prima di accendere i lumi con il lume dello Shamash, la candela accessoria.

Benedizione all'accensione delle candele

in ebraico: ברוך אתה ה' א‑לוהינו מלך העולם, אשר קדשנו במצותיו וצונו להדליק נר של חנוכה.‏[?]
Traslitterazione: Barukh atah Adonai Eloheinu melekh ha'olam, asher qiddeshanu b'mitzvotav v'tzivanu lehadliq ner shel Hanukkah.
Traduzione: "Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, Tu che ci hai santificato coi Tuoi comandamenti e ci hai comandato di accendere le luci di Hanukkah."

Benedizione per i miracoli della Hanukkah

in ebraico: ברוך אתה ה' א‑לוהינו מלך העולם, שעשה נסים לאבותינו בימים ההם בזמן הזה.‏ [?]
Traslitterazione: Barukh atah Adonai Eloheinu melekh ha'olam, she'asa nisim la'avoteinu ba'yamim ha'heim ba'z'man ha'ze.
Traduzione: "Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, Tu che hai fatto miracoli per i nostri antenati in quei giorni in questo momento..."

Rosh Hashanah e Yom Kippur (Le Grandi Festività)

Accensione delle candele

Non si accendono le candele con la berakha (benedizione) per yom tov di Rosh haShana ma per gli altri Yom tov vige l'obbligo con la Benedizione come per i lumi di Shabbat ma terminando con le parole ner shel yom tov.

Mele e miele per Rosh haShanah presso gli Ashkenaziti

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Seder.

Alla vigilia di Rosh haShanah, all'inizio del pasto festivo, è tradizione intingere delle mele crude nel miele come maniera simbolica di chiedere a Dio di concedere un dolce anno nuovo.

Benedizione sulle mele e sul miele:

in ebraico: ברוך אתה ה' א‑לוהינו מלך העולם, בורא פרי העץ.‏[?]
Traslitterazione: Barukh atah Adonai, Eloheinu, melekh ha'olam, bo're p'ri ha'etz.
Traduzione: "Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, Tu che crei la frutta degli alberi."

Si mangia un morso di mela intinta nel miele, recitando subito dopo:

in ebraico: יהי רצון מלפניך, ה׳ א‑לוהינו וא‑לוהי אבותינו, שתחדש עלינו שנה טובה ומתוקה.‏[?]
Traslitterazione: Y'hi ratzon mil'fanekha, Adonai Eloheinu velohei avoteinu, shet'hadesh aleinu shana tova um'tuka.
Traduzione: "Sia la Tua volontà o SIGNORE, nostro Dio e Dio dei nostri avi, di rinnovarci un anno buono e dolce."

Sukkot

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Sukkot.
in ebraico: ברוך אתה ה' א‑לוהינו מלך העולם, אשר קדשנו במצותיו וצונו לישב בסכה.‏[?]
Traslitterazione: Barukh atah Adonai Eloheinu melekh ha'olam, asher kid'shanu b'mitzvotav v'tzivanu leishev ba'sukah.
Traduzione: "Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, Tu che ci hai santificato coi Tuoi comandamenti e ci hai comandato di dimorare nella sukkah."

Mezuzah

Mezuzah della Sinagoga Yochanan ben Zakai a Gerusalemme
Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Mezuzah.

La seguente benedizione viene recitata quando si attacca la mezuzah allo stipite della porta:

in ebraico: ברוך אתה ה' א‑לוהינו מלך העולם, אשר קדשנו במצותיו וצונו לקבוע מזוזה.‏[?]
Traslitterazione: Barukh atah Adonai Eloheinu, melekh ha'olam, asher kid'shanu b'mitzvotav v'tzivanu likbo'a m'zuza.
Traduzione: ""Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, Tu che ci hai santificato con i Tuoi comandamenti e comandato di affiggere la mezuzah."

Ogni abitazione ebraica dovrebbe avere una mezuzah all'entrata e sugli stipiti delle stanze con l'esclusione dei bagni, dei corridoi, delle cantine e della cucina quando non vi si soggiorni usualmente.

Sheheḥeyanu ("Tu che ci hai tenuto in vita")

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Shehecheyanu.

Questa benedizione è detta quando capita un evento piacevole, che non è capitato da qualche tempo: si includono tutte le festività eccetto lo Shabbat; si recita la prima sera di Hanukkah, ma non le sere successive; la benedizione viene detta anche in occasione di affissione di mezuzah (specialmente in una nuova abitazione), di acquisto di un vestito nuovo o nel mangiare un frutto nuovo che non si sia ancora mangiato dall'inizio di Rosh haShana, appunto il capodanno.[26]

in ebraico: ברוך אתה ה' א‑לוהינו מלך העולם, שהחינו וקימנו והגענו לזמן הזה.‏[?]
Traslitterazione: Barukh atah Adonai Eloheinu melekh ha'olam, she'hehiyanu v'kiy'manu v'higi'anu la‑z'man ha‑ze.
Traduzione: "Benedetto sii Tu, o SIGNORE, nostro Dio, Re dell'universo, Tu che ci hai tenuto in vita e permesso di arrivare a questo momento".

Preghiere e benedizioni quotidiane

Svegliandosi

in ebraico: מודה אני לפניך מלך חי וקיים שהחזרת בי נשמתי בחמלה, רבה אמונתך.‏[?]
Traslitterazione: Modeh ani lifanekha melekh hai v'kayam shehehezarta bi nishmahti b'hemla, raba emunatekha.
Traduzione: "Ti rendo grazie, o Re Vivente ed Eterno, per avermi restituito l'anima con compassione; abbondante è la Tua fedeltà!"

Lavaggio delle mani

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: