Martinismo Napolitano

Da Esopedia, l'Enciclopedia dell'[[Ordine Martinista Antico e Tradizionale|O.M.A.T.]] per gli Iniziati.

Citando il Maestro Francesco Brunelli alias Nebo (liberamente tratto e adattato da "Il Martinismo e l'Ordine Martinista" - Ed. Volumnia), il nome di “Martinisti Napoletani” indica un gruppo di cittadini del Regno delle Due Sicilie, allievi del Maestro Eliphas Levi, fra i quali principalissimo il Barone Nicola Spedalieri, che era «napoletano»...di Catania e cioè siciliano, e come tale cittadino del Regno di Napoli «al di là del Faro», come allora si diceva. Oltre allo Spedalieri, va ricordato l'avvocato Giustiniano Lebano di Torre Annunziata, rifugiatosi in Francia per motivi politici concernenti le sue attività risorgimentali ed iniziato a Parigi da Eliphas Levi. Rientrato in Italia dopo l'Unità, rifiutò cariche ed onori e si ritirò per dedicarsi ai suoi studi e ad istruire numerosi discepoli, alcuni dei quali pervennero all'arte Trasmutatoria, come Vincenzo Gigante che, assai longevo, visse sino ai nostri giorni. Un altro fu Pasquale de Servis, napoletano di Portici, figlio naturale di Francesco I di Borbone Due Sicilie, il quale, emigrato a Parigi per motivi di lavoro, venne pur'esso accolto nella cerchia di Eliphas Levi. Suo interesse predominante fu l'astrologia ed alcuni lo identificarono con l' «anonimo napoletano» autore delle «Lunazioni» pubblicate dal noto Giuliano Kremmerz. Il de Servis (alias Izar), rientrato povero dall'emigrazione, fu infatti ospitato in casa del piccolo Ciro Formisano - il futuro Giuliano Kremmerz, ne fu il primo maestro e successivamente lo indirizzò a Gerard Encausse alias Papus, che lo fece accogliere nella cerchia dei martinisti francesi.

Il Kremmerz in realtà fu e restò un «martinista napoletano» e la sua Scuola può essere considerata una delle varianti dell'Ordine Martinista. Basti sfogliare l'indice dei nomi della sua Opera per controllare quante volte sono citati Martinez de Pasqually, Claude de Saint Martin, Eliphas Levi, Stanislao de Guaita, Papus e via dicendo, o meglio ancora, leggere nel testo che cosa il Kremmerz ne scrive per avere la prova del suo "martinismo". Nella rivista "Nova Lux" di Roma, Kremmerz venne appellato Superiore Incognito martinista, mentre nella rivista "O' Thanatos", all'epoca bollettino dell'Ordine Martinista diretto dal Banti, figurava nel comitato di redazione. Da documenti del fondo Papus di Lione risulta che Kremmerz fu “Delegato speciale” dell'Ordine Martinista per la Campania.

Oltre al Kremmerz un altro porticese, comunemente ritenuto figlio di Ferdinando II delle Due Sicilie, Gaetano Petriccione alias Morienus, fu discepolo prima del Lebano e poi dello Spedalieri, che conosceva la sua origine regale e lo stimò degno dell'Arte Regia iniziandovelo. Discepoli di Morienus furono a loro volta Philaletes Jatricus e molti altri martinisti dell'Italia meridionale e della Sicilia quali Filippo CostaIshabel, Don Eduardo PetriccioneGeber dei Duchi Giordano d'Oratino, figlio naturale di Don Gaetano PetriccioneMorienus, Don Vincenzo GiganteAr Por Krat, Don Luigi Ciardiello de BourbonL'Argonauta, dei Borbone Francia ed il Gran Maestro Don Luigi PetriccioneCaliel dei Duchi Giordano d'Oratino, figlio di Eduardo PetriccioneGeber, detentore e custode dell'ininterrotta Catena Iniziatica del Martinismo Napolitano, di tutte le Patenti ed i Saperi, tornato alla Montagna Eterna da Nozzano S.Pietro (Lucca) il 29-3-1995.