Menippo di Gadara

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Menippo in un dipinto di Diego Velázquez

Menippo di Gadara (Gadara, 310 a.C. – 255 a.C.) fu un filosofo cinico e scrittore di satire greco che, dal suo nome, sono chiamate menippee.


Secondo Diogene Laerzio (Vite, VI, 99) fu uno schiavo di origine fenicia, vissuto nel Ponto che, dopo la liberazione, si trasferì a Tebe dove ammassò una fortuna grazie ai prestiti a usura ma, rubatogli tutto il suo denaro, per disperazione si suicidò.

Fu allievo del cinico Metrocle e scrisse opere, tutte perdute, in un misto di prosa e poesia, ove attaccava le opinioni epicuree e stoiche. I suoi scritti esercitarono una notevole influenza: uno dei dialoghi attribuiti a Luciano, che lo cita spesso, è intitolato Menippo. Ma questo dialogo è guardato con sospetto, e poiché il sottotitolo ("L’oracolo dei morti") ripete quello dell’opera attribuita a Menippo da Diogene Laerzio, si pensa che sia opera di Menippo stesso, o un’imitazione della sua Necromanzia, fatta da Luciano o da altri. È noto che le satire menippee di Marco Terenzio Varrone, i cui frammenti danno un’idea di un tal genere di imitazione, derivano da Menippo di Gadara.

Bibliografia

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