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Metaetica

Da Esopedia, l'Enciclopedia dell'[[Ordine Martinista Antico e Tradizionale|O.M.A.T.]] per gli Iniziati.

Il termine metaetica deriva dal greco τὰ μετὰ τὰ ἠθικὰ e fu coniato in origine nel mondo anglosassone per designare la riflessione sulla natura e sullo status dell'etica stessa. La metaetica è fondamentalmente uno studio logico sul linguaggio morale. Il termine, dunque, designa il discorso sui discorsi etici.

Per i seguaci della filosofia analitica la metaetica è l'unico approccio possibile all'etica, e consiste in un approccio formale ai problemi morali, basato su una definizione non ambigua del linguaggio dell'etica.

Non si pone, in sostanza, la questione di "cosa sia buono", ma di "cosa buono sia". In questa prospettiva teorica vengono messi da parte i problemi etici concreti e le questioni classiche quali "cosa dobbiamo fare?" oppure "come dobbiamo agire?", per occuparsi piuttosto di fornire in primo luogo un'analisi e un significato dei termini e dei concetti etici ("cosa vuol dire giusto, buono, cattivo? che cosa si intende per responsabilità, volontà, intenzione?"). In secondo luogo distingue quelli che sono gli usi morali di tali termini da quelli non morali (ossia privi di morale da un punto di vista ontologico, da non confondere con immorali, che indica piuttosto un termine o un concetto opposto ad una morale). Infine si occupa di proporre un'analisi inerente alla possibilità di verificare, giustificare o dimostrare i giudizi etici e di valore.