Moire (mitologia)

Da Esopedia, l'Enciclopedia dell'[[Ordine Martinista Antico e Tradizionale|O.M.A.T.]] per gli Iniziati.
Le Moire Cloto e Lachesi intente a tessere il filo del fato. La Moira Atropo siede nell'attesa inesorabile di reciderlo - John Strudwick, A Golden Thread (Un filo prezioso), 1885 (olio su tela)

Le tre Moire, assimilate anche alle Parche romane e alle Norne norrene, sono figure appartenenti alla mitologia greca. Figlie di Zeus e Temi, erano la personificazione del destino ineluttabile. Il loro compito era tessere il filo del fato di ogni uomo, svolgerlo ed infine reciderlo segnandone la morte.

Il mito

Le Moire il nome dato alle figlie di Zeus e di Temi o secondo altri di Ananke[1].

I nomi

Erano tre:

  • Cloto, nome che in greco antico significa "io filo", che appunto filava lo stame della vita.
  • Lachesi, che significa "destino", che lo avvolgeva sul fuso.
  • Atropo, che significa "inevitabile", che, con lucide cesoie, lo recideva, inesorabile.

La lunghezza dei fili prodotti può variare, esattamente come quella della vita degli uomini. A fili cortissimi corrisponderà una vita assai breve, come quella di un neonato, e viceversa. Si pensava ad esempio che Sofocle, uno dei più longevi autori greci (90 anni), avesse avuto in sorte un filo assai lungo. Si tratta di tre donne dall'anziano aspetto che servono il regno dei morti, l'Ade, la loro dimora (da cui non si allontanano mai) è situata vicino l'entranta dell'oltretomba.
Il sensibile distacco che si avverte da parte di queste figure e la loro totale indifferenza per la vita degli uomini accentuano e rappresentano perfettamente la mentalità fatalistica degli antichi greci. Pindaro, in epoca più tarda, le indicò invece come le ancelle di Temi, al suo matrimonio con Zeus. Esse agivano spesso contro la volontà di Zeus. Ma tutti gli dei erano tenuti all'obbedienza nei loro confronti, in quanto la loro esistenza garantiva l'ordine dell'universo, al quale anche gli dei erano soggetti. Nonostante molti pensino che le Moire avessero un solo occhio e che se lo passassero vicendevolmente, bisogna dire che si tratta di una convinzione errata. Questa caratteristica, infatti, è propria delle Graie, come si può ben notare nel mito di Perseo, dove quest'ultime vengono descritte con un solo occhio e un solo dente, dei quali fanno uso a turno. E sarà proprio questa loro debolezza che permetterà a Perseo di scoprire il nascondiglio delle Gorgoni.

Citazioni

« Notte poi partorì l'odioso Moros e Ker nera
e Thanatos, generò il Sonno, generò la stirpe dei Sogni;
non giacendo con alcuno li generò la dea Notte oscura;
e le Esperidi che, al di là dell'inclito Oceano, dei pomi
aurei e belli hanno cura e degli alberi che il frutto ne portano;
e le Moire e le Kere generò spietate nel dar le pene:
Cloto e Lachesi e Atropo, che ai mortali
quando son nati danno da avere il bene e il male,
che di uomini e dei i delitti perseguono;
né mai le dee cessano dalla terribile ira
prima d'aver inflitto terribile pena, a chiunque abbia peccato. »
(Teogonia di Esiodo, vv. 211-222)
« Ma perché lei che dì e notte fila,
non gli avea tratta ancora la conocchia,
che Cloto impone a ciascuno e compila... »
(Divina Commedia, Purgatorio, Canto XXI, 25-27)

Delle Moire (o Parche) parla anche Virgilio nell'Eneide, nel famoso verso: "Sic volvere Parcas" ("Così filano le Parche"). In "Ultimo canto di Saffo" (vv. 40-44), Leopardi dice: "In che peccai bambina, allor che ignara / di misfatto è la vita, onde poi scemo / di giovanezza, e disfiorato, al fuso / dell'indomita Parca si volvesse / il ferrigno mio stame?". La Parca in questione dovrebbe essere Lachesi.

Voci correlate

Note

  1. Platone Repubblica X,135,34 "Altre tre donne sedevano in cerchio a uguale distanza, ciascuna sul proprio trono: erano le Moire figlie di Ananke, Lachesi, Cloto e Atropo, vestite di bianco e col capo cinto di bende; sull'armonia delle Sirene Lachesi cantava il passato, Cloto il presente, Atropo il futuro."

Nella "cultura" popolare

Nel primo album omonimo degli Emerson, Lake & Palmer (1970) è presente il brano The Three Fates (Emerson): 1. Clotho; 2. Lachesis; 3. Atropos. Nel videogioco per PS2 God of War II le Moire (dette "Sorelle del destino") sono boss da sconfiggere alla fine del gioco, prima dello scontro con Zeus. Lachesi è dipinta come una giovane donna alata armata di una lancia magica, Atropo come una creatura dotata di artigli affilati e Cloto come un'orrenda e immensa creatura (simile per certi versi a un Baco da seta), con seni e braccia multipli, impegnata a tessere il filo della vita. In Loom, videogioco per Amiga e PC dei primi anni 90, Clotho, Lachesis e Atropos sono i tre membri del "Consiglio degli Anziani" della gilda dei tessitori. Nel romanzo di Stephen King, Insomnia, le tre Parche sono presenti sotto forma di tre "dottorini calvi", i quali svolgono, nell ambito del libro, la stessa funzione alla quale sono adibiti nella mitologia; l'unica differenza si evidenzia nell'essere morale dei tre personaggi: infatti, Cloto e Làchesi sono aiutanti del personaggio principale, mentre Atropo è uno degli antagonisti. Probabile spiegazione è collegata proprio alla loro funzione mitologica. A queste divinità è riferito il nome della misteriosa malattia presente nel film d'animazione Black Jack - La sindrome di Moira (1996). Nel film Disney Hercules è Atropo a comunicare ad Ade che Ercole gli rovinerà il piano di conquista. Nel fumetto The Five Star Stories tre fatima (computer biologici) si chiamano come le tre Moire. Nel fumetto Sandman di Neil Gaiman Morfeo, re del Sogno, protagonista della serie, si rivolge più volte alle Moire usando ogni volta appellativi diversi per invocarle. Una suggestiva versione delle Moire è visibile nel video "Bleed" tratto dall'album "ObZen" (2008) del gruppo metal svedese Meshuggah; in particolare è rappresentata Atropo nell'atto di recidere il filo della vita. Le Moire vengono citate anche in Xena - Principessa guerriera. Probabilmente per il fatto che rappresentano la nascita, la vita e la morte, nel telefilm vengono rappresentate Cloto come una bambina, Lachesi come una donna nel pieno degli anni e Atropo come una donna anziana.

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