Ocello Lucano

Da Esopedia, l'Enciclopedia dell'[[Ordine Martinista Antico e Tradizionale|O.M.A.T.]] per gli Iniziati.
« Tutte le cose non hanno né principio né fine »
(Occello Lucano[1])

Occello Lucano (V secolo a.C. – ...) è stato un filosofo greco antico esponente della Scuola pitagorica in Lucania.


Biografia

Occello era probabilmente originario di Grumentum in Lucania[2]. Insieme al fratello Ocillo e la sorella Bindaice, è stato forse un allievo di Pitagora, che si era fermato a Metaponto, in fuga da Crotone.

Il suo pensiero risulta per molti studiosi affine a Plotino e al neoplatonismo[3], tanto da indurre alcuni storici a voler posticipare la sua esistenza dopo la nascita di Gesù Cristo. Del suo lavoro filosofico ci restano solamente i titoli: Della natura dell'universo, Del regno, Delle leggi e Della giustizia e alcuni frammenti. Ocello sosteneva che l'universo è eterno e increato, non ha origine e non ha fine, è di forma circolare e secondo giri ciclici torna sempre su se stesso [4].

Pensava che la triade è l'origine di tutto, fa a proposito tre grandi divisioni che corrispondono ai tre tipi di esseri gli dèi, gli uomini e i demoni. Gli uomini si basano su delle istituzioni la famiglia, il matrimonio e simili che sono eterne. Le creature sono individualmente soggette alla morte, mentre la loro specie è immortale, si rigenera continuamente.

La forza rigeneratrice è l'amore, su cui deve fondarsi la famiglia. Quindi l'amore, pur accompagnato dal piacere, non ha come fine il piacere, ma ha scopo la continuità eterna della specie. Il matrimonio non può essere combinato, perché deve essere fondato esclusivamente sull'amore e non sulla convenienza economica. La famiglia è il nucleo fondamentale della società, infatti se sono infelici le famiglie, è infelice anche la società. Nella famiglia il ruolo educativo spetta alla donna che deve formare l'individuo e il cittadino. Nella famiglia la regola fondamentale è l'amore nella società è la legge.

Di Occello parlano Giovanni Stobeo Sesto Empirico (in Adversus Mathematicos) e Filone di Alessandria.

Note

  1. Oliver Goldsmith, Il curato di Wakefield, 1832, p.92
  2. Giovanni Caserta, Storia della letteratura lucana, Osanna, 1993, p.4
  3. (EN) Platonism - Middle Platonism (80 B.C.E.-c. 250 C.E.), in Encyclopedia of Classical Philosophy, Westport, Greenwood, 1997.
  4. De eternità del mondo di Filone di Alessandria.
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