Differenze tra le versioni di "Ordine Sovrano dei Cavalieri del Tempio"

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Ad esso è associata l'''Associazione dei Cavalieri Templari Cattolici d'Italia'' con sede presso la chiesa di San Fermo Maggiore (Verona).
 
Ad esso è associata l'''Associazione dei Cavalieri Templari Cattolici d'Italia'' con sede presso la chiesa di San Fermo Maggiore (Verona).
 
== Storia ==
 
== Storia ==
Dopo la ricostituzione dell'[[Cavalieri templari|Ordine Templare]] da parte di Filippo d'Orléans nel 1705, alla grande adunanza indetta tra gli appartenenti alle famiglie i cui antenati avevano militato nell'ordine, parteciparono anche tre cavalieri italiani dell'area di Parma e Piacenza.<ref name="OET">{{cite book|title=Templari - I poveri cavalieri di Cristo|first=Mauro Giorgio|last=Ferretti|publisher=Editore: Centro Culturale "E. Manfredini"|location=Piacenza|year=2006|pages=pag.4}}</ref>
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Dopo la ricostituzione dell'[[Cavalieri templari|Ordine Templare]] da parte di Filippo d'Orléans nel 1705, alla grande adunanza indetta tra gli appartenenti alle famiglie i cui antenati avevano militato nell'ordine, parteciparono anche tre cavalieri italiani dell'area di Parma e Piacenza.<ref name="OET">Templari - I poveri cavalieri di Cristo, Mauro Giorgio Ferretti, Centro Culturale "E. Manfredini", Piacenza, 2006</ref>
Fra il 1737 e il 1748 il conte parmigiano Francesco Ventura, venne incaricato da Louis-François di Borbone-Conti, divenuto nel 1741 Gran Maestro dell'"Ordine dei Templari Francesi" , di costituire una commanderia dell'Ordine<ref name="OET">{{cite book|title=Templari - I poveri cavalieri di Cristo|first=Mauro Giorgio|last=Ferretti|publisher=Editore: Centro Culturale "E. Manfredini"|location=Piacenza|year=2006|pages=pag.4}}</ref>.  
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Fra il 1737 e il 1748 il conte parmigiano Francesco Ventura, venne incaricato da Louis-François di Borbone-Conti, divenuto nel 1741 Gran Maestro dell'"Ordine dei Templari Francesi" , di costituire una commanderia dell'Ordine<ref name="OET">Templari - I poveri cavalieri di Cristo, Mauro Giorgio Ferretti, Centro Culturale "E. Manfredini", Piacenza, 2006</ref>.  
  
L'incarico venne in seguito confermato al figlio del conte, Giovanbattista Ventura, dal nuovo Gran Maestro, il duca Luigi Timoleone de Cossè de Brissàc.<ref name="OET">{{cite book|title=Templari - I poveri cavalieri di Cristo|first=Mauro Giorgio|last=Ferretti|publisher=Editore: Centro Culturale "E. Manfredini"|location=Piacenza|year=2006|pages=pag.4}}</ref>  
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L'incarico venne in seguito confermato al figlio del conte, Giovanbattista Ventura, dal nuovo Gran Maestro, il duca Luigi Timoleone de Cossè de Brissàc.<ref name="OET">Templari - I poveri cavalieri di Cristo, Mauro Giorgio Ferretti, Centro Culturale "E. Manfredini", Piacenza, 2006</ref>
  
 
Dopo la morte di questi, tuttavia, la successione alla carica magistrale fu oggetto di controversie, anche a causa dello scoppio della Rivoluzione francese.
 
Dopo la morte di questi, tuttavia, la successione alla carica magistrale fu oggetto di controversie, anche a causa dello scoppio della Rivoluzione francese.
Il 1 marzo del 1815 il conte Giovanbattista Ventura convocò il Capitolo Generale d'Italia, dal quale venne riconosciuto come "''summus rector''", e proclamò l'indipendenza del Gran priorato italiano, con il nome di "Ordine Sovrano dei Cavalieri del Tempio Italiano, ''Supernus Ordo Equester Templi''".<ref name="SOET">{{cite book|title=Templarismo - Fede e Vanità|first=Fabio Giovanni|last=Giannini|publisher=Editrice New Style|location=|year=1998|pages=pagg. 46-49}}</ref> Dopo la morte del conte Ventura, nel 1816 gli successero nella carica di "reggente"<ref name="SOET">{{cite book|title=Templarismo - Fede e Vanità|first=Fabio Giovanni|last=Giannini|publisher=Editrice New Style|location=|year=1998|pages=pagg. 46-49}}</ref>
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Il 1 marzo del 1815 il conte Giovanbattista Ventura convocò il Capitolo Generale d'Italia, dal quale venne riconosciuto come "''summus rector''", e proclamò l'indipendenza del Gran priorato italiano, con il nome di "Ordine Sovrano dei Cavalieri del Tempio Italiano, ''Supernus Ordo Equester Templi''".<ref name="SOET">Templarismo - Fede e Vanità, Fabio Giovanni Giannini, Editrice New Style, 1998</ref> Dopo la morte del conte Ventura, nel 1816 gli successero nella carica di "reggente"<ref name="SOET">Templarismo - Fede e Vanità, Fabio Giovanni Giannini, Editrice New Style, 1998</ref>
 
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*Alvise Venier, patrizio veneto e Cavaliere di San Marco (1816-1827);
 
*Alvise Venier, patrizio veneto e Cavaliere di San Marco (1816-1827);
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Il 13 marzo del 1867 il capitolo generale dei cavalieri italiani, tenutosi a Venezia ribadì la legittimità della successione di Ventura dalla linea che si richiama agli statuti di Versailles del 1705 e l'indipendenza da qualsiasi altra formazione [[Neotemplarismo|neotemplare]]<ref name="OET2">{{cite book|title=Templari - I poveri cavalieri di Cristo|first=Mauro Giorgio|last=Ferretti|publisher=Editore: Centro Culturale "E. Manfredini"|location=Piacenza|year=2006|pages=pag.5}}</ref>. Gli statuti subiscono leggere modifiche per adattarsi alle mutate condizioni politiche del tempo, mantenendo i principi originari.
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Il 13 marzo del 1867 il capitolo generale dei cavalieri italiani, tenutosi a Venezia ribadì la legittimità della successione di Ventura dalla linea che si richiama agli statuti di Versailles del 1705 e l'indipendenza da qualsiasi altra formazione [[Neotemplarismo|neotemplare]]<ref name="OET">Templari - I poveri cavalieri di Cristo, Mauro Giorgio Ferretti, Centro Culturale "E. Manfredini", Piacenza, 2006</ref>. Gli statuti subiscono leggere modifiche per adattarsi alle mutate condizioni politiche del tempo, mantenendo i principi originari.
  
  
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Dopo il 1880 si successero nella reggenza ancora:<ref name="OET">Templari - I poveri cavalieri di Cristo, Mauro Giorgio Ferretti, Centro Culturale "E. Manfredini", Piacenza, 2006</ref>
 
*Angelo Duodo, nobile del Sacro Romano Impero (1880-1905);
 
*Angelo Duodo, nobile del Sacro Romano Impero (1880-1905);
 
*il marchese Luigi Borselli (1905-1925);
 
*il marchese Luigi Borselli (1905-1925);
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Prima di morire – ma sulla vicenda esistono versioni diverse, e non poche controversie – avrebbe affidato il destino dell'Ordine a cinque cavalieri, uno solo dei quali – [[Gastone Ventura]] (1906-1981), su cui si troveranno maggiori informazioni nella sezione dedicata al [[Martinismo]] – sopravvive alla guerra, ma attende fino al 1964 per “risvegliare” l'Ordine<ref name="cesnur">[http://www.cesnur.org/religioni_italia/t/templari_02.htm Sezione sul neotemplarismo nel sito del Cesnur]</ref>. I Templari Cattolici d'Italia riconoscono come ultimo Reggente cattolico Alessandro Vettori, disconoscendo le posizioni di Gastone Ventura e riconoscendo invece la continuità della linea cattolica tramandata da un altro Cavaliere.  
 
Prima di morire – ma sulla vicenda esistono versioni diverse, e non poche controversie – avrebbe affidato il destino dell'Ordine a cinque cavalieri, uno solo dei quali – [[Gastone Ventura]] (1906-1981), su cui si troveranno maggiori informazioni nella sezione dedicata al [[Martinismo]] – sopravvive alla guerra, ma attende fino al 1964 per “risvegliare” l'Ordine<ref name="cesnur">[http://www.cesnur.org/religioni_italia/t/templari_02.htm Sezione sul neotemplarismo nel sito del Cesnur]</ref>. I Templari Cattolici d'Italia riconoscono come ultimo Reggente cattolico Alessandro Vettori, disconoscendo le posizioni di Gastone Ventura e riconoscendo invece la continuità della linea cattolica tramandata da un altro Cavaliere.  
L'ordine è quindi rimasto riservato fino al 2000 quando Mauro Giorgio Ferretti (cavaliere di gran croce ed attuale Magister dell'Ordine) l'ha fatto tornare alla luce. Il nome venne modificato nel 2006 durante il gran convento dei cavalieri e delle dame  tenutosi presso l'abbazia di Chiaravalle della Colomba in '''''Ordo Equester Templi''''' - ''Ordine dei Cavalieri Templari Cattolici d’Italia'' (con acronimo OET) e nel quale si confermò unilateralmente il proprio affiancamento al Papa.<ref name="OET3">{{cite book|title=Templari - I poveri cavalieri di Cristo|first=Mauro Giorgio|last=Ferretti|publisher=Editore: Centro Culturale "E. Manfredini"|location=Piacenza|year=2006|pages=pag.6}}</ref>  
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L'ordine è quindi rimasto riservato fino al 2000 quando Mauro Giorgio Ferretti (cavaliere di gran croce ed attuale Magister dell'Ordine) l'ha fatto tornare alla luce. Il nome venne modificato nel 2006 durante il gran convento dei cavalieri e delle dame  tenutosi presso l'abbazia di Chiaravalle della Colomba in '''''Ordo Equester Templi''''' - ''Ordine dei Cavalieri Templari Cattolici d’Italia'' (con acronimo OET) e nel quale si confermò unilateralmente il proprio affiancamento al Papa.<ref name="OET">Templari - I poveri cavalieri di Cristo, Mauro Giorgio Ferretti, Centro Culturale "E. Manfredini", Piacenza, 2006</ref>
  
 
==L'Associazione Templari Cattolici d'Italia==
 
==L'Associazione Templari Cattolici d'Italia==
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L'associazione è costituita secondo i canoni 215/216 – Titulus I, ''de omnium christifidelium obligationibus et iuribus''; can. dal 321 al 326 – Titulus V, Caput III, ''de christifidelium consociationibus privatis'' del Codice di Diritto Canonico.
 
L'associazione è costituita secondo i canoni 215/216 – Titulus I, ''de omnium christifidelium obligationibus et iuribus''; can. dal 321 al 326 – Titulus V, Caput III, ''de christifidelium consociationibus privatis'' del Codice di Diritto Canonico.
  
Dal 2012 i Templari Cattolici d’Italia hanno iniziato ad ottenere un vasto consenso locale in numerose Diocesi italiane: l'Associazione, infatti, vanta da alcuni anni l'autorizzazione ad operare e il riconoscimento diocesano da parte di almeno sette vescovi di grandi città italiane, tra cui Verona, Napoli, Ascoli Piceno ed altre <ref name="OET4">{{cite book|title=Comunicato della Curia dell'Arcidiocesi di Napoli|first=Mario|last=Cinti|publisher=Editore: Nuova Stagione n.5|location=Napoli|year=2017}}</ref> .
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Dal 2012 i Templari Cattolici d’Italia hanno iniziato ad ottenere un vasto consenso locale in numerose Diocesi italiane: l'Associazione, infatti, vanta da alcuni anni l'autorizzazione ad operare e il riconoscimento diocesano da parte di almeno sette vescovi di grandi città italiane, tra cui Verona, Napoli, Ascoli Piceno ed altre <ref name="OET4">Comunicato della Curia dell'Arcidiocesi di Napoli, Mario Cinti, Nuova Stagione n.5, Napoli, 2017</ref> .
  
 
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Versione attuale delle 19:23, 17 mag 2020

Stemma Araldico dell'ordine neotemplare cattolico.

L'Ordine Sovrano dei Cavalieri del Tempio, ovvero "Ordine dei Cavalieri Templari Cattolici d'Italia", è un ordine cavalleresco cattolico che deriva dal neotemplarismo, non ufficialmente riconosciuto dalla Chiesa cattolica, attualmente continuato come Ordo Equester Templi. Ad esso è associata l'Associazione dei Cavalieri Templari Cattolici d'Italia con sede presso la chiesa di San Fermo Maggiore (Verona).

Storia

Dopo la ricostituzione dell'Ordine Templare da parte di Filippo d'Orléans nel 1705, alla grande adunanza indetta tra gli appartenenti alle famiglie i cui antenati avevano militato nell'ordine, parteciparono anche tre cavalieri italiani dell'area di Parma e Piacenza.[1] Fra il 1737 e il 1748 il conte parmigiano Francesco Ventura, venne incaricato da Louis-François di Borbone-Conti, divenuto nel 1741 Gran Maestro dell'"Ordine dei Templari Francesi" , di costituire una commanderia dell'Ordine[1].

L'incarico venne in seguito confermato al figlio del conte, Giovanbattista Ventura, dal nuovo Gran Maestro, il duca Luigi Timoleone de Cossè de Brissàc.[1]

Dopo la morte di questi, tuttavia, la successione alla carica magistrale fu oggetto di controversie, anche a causa dello scoppio della Rivoluzione francese. Il 1 marzo del 1815 il conte Giovanbattista Ventura convocò il Capitolo Generale d'Italia, dal quale venne riconosciuto come "summus rector", e proclamò l'indipendenza del Gran priorato italiano, con il nome di "Ordine Sovrano dei Cavalieri del Tempio Italiano, Supernus Ordo Equester Templi".[2] Dopo la morte del conte Ventura, nel 1816 gli successero nella carica di "reggente"[2]

  • Alvise Venier, patrizio veneto e Cavaliere di San Marco (1816-1827);
  • Orazio Anselmi (1827-1860);
  • il marchese Alessandro Vettori, patrizio romano (1860-1880).


Il 13 marzo del 1867 il capitolo generale dei cavalieri italiani, tenutosi a Venezia ribadì la legittimità della successione di Ventura dalla linea che si richiama agli statuti di Versailles del 1705 e l'indipendenza da qualsiasi altra formazione neotemplare[1]. Gli statuti subiscono leggere modifiche per adattarsi alle mutate condizioni politiche del tempo, mantenendo i principi originari.


Il gran priorato d'Italia, "Ordine Sovrano dei Cavalieri del Tempio" (acronimo "SOET") è diviso in quattro priorati e dodici commanderie, a cui erano preposti sedici cavalieri che ne assumevano il predicato e le armi gentilizie, secondo l'uso templare.


Dopo il 1880 si successero nella reggenza ancora:[1]

  • Angelo Duodo, nobile del Sacro Romano Impero (1880-1905);
  • il marchese Luigi Borselli (1905-1925);
  • il marchese Alessandro Vettori (1925-1945), nipote omonimo del predecessore.

Nel corso della reggenza di quest'ultimo, nel 1934 le donne furono ammesse nell'ordine, nei gradi di grazia e di giustizia.

Prima di morire – ma sulla vicenda esistono versioni diverse, e non poche controversie – avrebbe affidato il destino dell'Ordine a cinque cavalieri, uno solo dei quali – Gastone Ventura (1906-1981), su cui si troveranno maggiori informazioni nella sezione dedicata al Martinismo – sopravvive alla guerra, ma attende fino al 1964 per “risvegliare” l'Ordine[3]. I Templari Cattolici d'Italia riconoscono come ultimo Reggente cattolico Alessandro Vettori, disconoscendo le posizioni di Gastone Ventura e riconoscendo invece la continuità della linea cattolica tramandata da un altro Cavaliere. L'ordine è quindi rimasto riservato fino al 2000 quando Mauro Giorgio Ferretti (cavaliere di gran croce ed attuale Magister dell'Ordine) l'ha fatto tornare alla luce. Il nome venne modificato nel 2006 durante il gran convento dei cavalieri e delle dame tenutosi presso l'abbazia di Chiaravalle della Colomba in Ordo Equester Templi - Ordine dei Cavalieri Templari Cattolici d’Italia (con acronimo OET) e nel quale si confermò unilateralmente il proprio affiancamento al Papa.[1]

L'Associazione Templari Cattolici d'Italia

Cavalieri in processione durante un ritiro spirituale.

In obbedienza al Papa, al fine di regolarizzare la posizione dell'Ordine, sempre nella sopra citata occasione del 2006 venne anche costituita l'Associazione privata di fedeli Templari Cattolici d'Italia, che resta in attesa dell'auspicato futuro riconoscimento come Ordine Cavalleresco Cattolico. L'associazione è costituita secondo i canoni 215/216 – Titulus I, de omnium christifidelium obligationibus et iuribus; can. dal 321 al 326 – Titulus V, Caput III, de christifidelium consociationibus privatis del Codice di Diritto Canonico.

Dal 2012 i Templari Cattolici d’Italia hanno iniziato ad ottenere un vasto consenso locale in numerose Diocesi italiane: l'Associazione, infatti, vanta da alcuni anni l'autorizzazione ad operare e il riconoscimento diocesano da parte di almeno sette vescovi di grandi città italiane, tra cui Verona, Napoli, Ascoli Piceno ed altre [4] .

Scopi e obblighi

Cavalieri in processione durante un ritiro spirituale.

L'ordine si propone di:

  • risvegliare i valori cavallereschi e tradizionali dei Templari attraverso la preghiera comune, la meditazione, la difesa della fede cattolica e gli studi storici;
  • mantenere con decoro le chiese abbandonate, possibilmente aprendole almeno periodicamente ai fedeli e impedendo che siano usate per scopi malefici[5];
  • lottare contro l'esoterismo e il satanismo, considerati dilaganti;
  • organizzare ogni anno almeno 52 fra incontri, testimonianze, processioni, convegni, ritiri spirituali e occasioni di preghiera anche notturna.

Gli appartenenti all'ordine, chiamati "cavalieri" e "dame" giurano di rispettare i seguenti doveri:

  • appartenenza alla fede cristiana cattolica apostolica romana;
  • impegno a difendere gli altri confratelli, i più deboli, la patria la Chiesa e il proprio onore;
  • rispetto per la fratellanza e la tolleranza;
  • non fare nulla che possa offendere la morale o l'onore dell'ordine a cui appartengono;
  • difesa dell'ordine e dei propri confratelli;
  • rispetto delle ricorrenze dell'ordine con la partecipazione delle adunanze, recitare un Pater e un Ave Maria ogni giorno e comunicarsi almeno tre volte l'anno;
  • rispetto delle gerarchie dell'ordine, dei suoi statuti e delle leggi dello Stato;
  • partecipazione alla vita sociale e pratica della carità cristiana;
  • applicare il motto del cavaliere "L'anima a Dio, la vita al re (Cristo), il cuore alla dama e l'onore a me".

Oltre i gradi tradizionali - Novizio, Scudiero (Armiger), Cavaliere di Grazia (Miles Gratiae), Cavalieri di Giustizia (Eques Iustitiae) – l’Ordine prevede la figura del Cappellano (Minister Templi), Sacerdote Cattolico che svolge funzioni pastorali (predicazione della Parola, somministrazione dei Sacramenti, Celebrazione del Rito Eucaristico). Sono ammesse anche Dame di Grazia e di Giustizia, capaci di supportare i Cavalieri nella preghiera, nell’azione e nella testimonianza della via cavalleresca che porta a Cristo. Possono essere ammessi all’Ordine tutti gli appartenenti alla Religione Cristiana Cattolica Apostolica Romana con età non inferiore ai 18 anni. Tutte le investiture, i passaggi di grado e gli incarichi sono da intendersi a titolo assolutamente gratuito[3].

Il motto dell'ordine è: Non nobis Domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam

Distribuzione territoriale

L'ordine è presente sul territorio italiano con circa 2.000 laici e 120 chierici a presidio di "commanderie" (sedi stabili soggette ai priorati) e "lance" (sedi più piccole soggette alle commanderie), sempre ubicate in chiese, abbazie o Santuari[3]. Esistono oltre 200 sedi e dal 2017 sono attive anche sedi estere come Francia, Regno Unito, Spagna, Germania, Austria, Polonia, Stati Uniti, Canada, Hong Kong.

Note

  1. 1,0 1,1 1,2 1,3 1,4 1,5 Templari - I poveri cavalieri di Cristo, Mauro Giorgio Ferretti, Centro Culturale "E. Manfredini", Piacenza, 2006
  2. 2,0 2,1 Templarismo - Fede e Vanità, Fabio Giovanni Giannini, Editrice New Style, 1998
  3. 3,0 3,1 3,2 Sezione sul neotemplarismo nel sito del Cesnur
  4. Comunicato della Curia dell'Arcidiocesi di Napoli, Mario Cinti, Nuova Stagione n.5, Napoli, 2017
  5. Recupero della chiesa delle Mose a Piacenza

Bibliografia

  • Mauro Giorgio Ferretti: Templari Oggi - Aiep, 2004
  • Mauro Giorgio Ferretti: Sulle orme dei Templari Vol.1 Italia del Nord - Aiep, 2003
  • Mauro Giorgio Ferretti: Sulle orme dei Templari Vol.2 Italia del Centro - Aiep, 2003
  • Fulvio Bramato : Storia dell'Ordine dei Tempalri in Italia. I. Le Fondazioni - Atanor, Roma, 1993
  • Gastone Ventura : Templari e Templarismo - Atanor, Roma 1980
  • Carlo Gualtieri: Templari in cammino - Italo Mari, Ed. Roma, 1995

Voci correlate

Collegamenti esterni