Principio individuationis

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Il principio di individuazione è ciò che permette all'uomo di comprendersi come tale, come "individuo": è ciò che comunemente s'intende per "Io", appunto.

Il principium individuationis nel pensiero di Schopenhauer

Per Arthur Schopenhauer il concetto di principium individuationis è strettamente connesso a quello di principio di ragione. Per Schopenhauer la Volontà di vivere (Wille) che finisce per auto-limitarsi nella concatenazione di spazio, tempo e causalità, è da principio infinita e libera. Fattasi oggetto, la Volontà perde la propria infinità ed è a quel punto che sorgono gli individui, apparentemente differenziati e irrimediabilmente separati l'uno dall'altro. Il principium individuationis è per Schopenhauer "la forma del fenomeno", cioè come esso appare in esteriorità. Il principium indiviuationis può allora essere definito come l'illusione del numero e della differenziazione, aspetto del Velo di Maya. E questa differenziazione, pur se solo illusoria, porta i fenomeni a scontrarsi l'uno con l'altro, poiché non comprendono di essere, in fondo, la medesima volontà oggettivata.

Il principium individuationis nel pensiero di Nietzsche

Quando Nietzsche, nella Nascita della tragedia del 1872 scrive che lo spirito dionisiaco annulla il principio di individuazione, annulla cioè le categorie civili, statali, morali, intende allora riferire come nell'ebbrezza del Satiro, che è la verità, l'uomo colga l'orrore, l'atrocità, della propria esistenza. Il principio di individuazione, riflesso dell'istinto apollineo, tuttavia è necessario - al fine che l'uomo non si autodistrugga nel proprio lacerante grido (Iakchos) di dolore.

Ma, perché è l'ebbrezza ad esser considerata come verità, e non invece la ragione, il principio di individuazione? Nietzsche è chiaro: "la musica precede l'idea", così Dioniso precede Apollo. Qui, compaiono già le linee che portano a comprendere il complesso discorso nietzschiano: la musica, infatti, precede l'idea a causa della propria immediatezza. Ciò ch'è immediato è senz'altro vero, perché è conosciuto senza i filtri della ragione; in tal senso, Nietzsche parla di conoscenza tragica contrapponendola alla conoscenza ideale, che con la logica ha creato la menzogna. Quindi, il principio di individuazione, in quanto apollineo, non può costituirsi come verità poiché non coincide con la realtà, ma con una "immagine di sogno simbolica".

Nel 1886 da Sils-Maria in Engadina dove ormai in pensione il professore universitario di filologia classica si era ritirato a vivere, ripresenterà questo suo testo dedicato a Richard Wagner e nato durante la guerra franco-tedesca ritenuta la prima guerra della nuova fase storica imperialistica che si apriva proprio allora.

In questa prefazione precisa ancora il suo obiettivo alla luce degli ulteriori sviluppi della sua visione filosofica che l'aveva condotto infine a rompere proprio quella forte amicizia, a lungo coltivata, che lo legava al musicista Richard Wagner e a sua moglie Cosima Wagner, che Nietzsche aveva soprannominato Arianna. In questa nuova edizione vi è infatti acclusa una sua nuova prefazione dal titolo emblematico "Tentativo di un'autocritica".

Bibliografia

Voci correlate

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