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Sefer Yetzirah

Da Esopedia, l'Enciclopedia dell'[[Ordine Martinista Antico e Tradizionale|O.M.A.T.]] per gli Iniziati.

Sefer Yetzirah (ebraico: ספר יצירה, "Libro della formazione") è il titolo del più importante testo di riferimento dell'esoterismo ebraico.

Il Sefer Yetzirah è dedicato alle speculazioni riguardo alla creazione del mondo da parte di Dio. L'attribuzione al patriarca biblico Abramo testimonia l'alta stima di cui tale opera godette per secoli. Questa opera era seconda solo al Talmud nell'ambito della formazione culturale ebraica ed è uno dei testi più antichi e misteriosi della tradizione cabalistica. Pur essendo formalmente un manuale di meditazione è stato considerato anche come ricettario per la creazione di un Golem e qualcuno persino sostiene che a questo libro facciano riferimento i passi biblici e talmudici relativi alla trasmutazione mistica delle lettere a scopo creativo.

Manoscritti

Del Sefer Yetzirah esistono diverse versioni, le cui principali sono:

  • 1) la versione corta, di circa 1300 parole[1];
  • 2) la versione lunga, di circa 2500 parole[2];
  • 3) la versione di Saadia, assai più breve ma divisa in 8 capitoli[3];
  • 4) la versione di Gra, ovvero Eliahu ben Shlomo, Gaon di Vilna (1720-1797)[4], di circa 1800 parole[5].

Le differenze concettuali tra le versioni sono tuttavie minime. Per quanto le varie versioni siano divise in 5, 6 o 8 parti, concettualmente il libro si occupa di 4 argomenti:

  • le Sephirot;
  • le lettere dell'alfabeto (e il loro uso in ambito meditativo);
  • le tre divisioni principali delle lettere ebraiche in madri, doppie e semplici (e la relativa ripartizione astrologica);
  • le idee più misteriose (e secondo alcuni successive) delle figure del Drago, della Terra e dell'Uomo quali testimoni di Dio nella Opera della creazione.

Nel XIII secolo, Abraham Abulafia è attestato come il primo che conosca entrambe le versioni corta e lunga. Nel X secolo Shabbetai Donnolo, autore del commentario Sapher Hackmonì, analizza la versione lunga.

Saadia Gaon riorganizzò la versione lunga per i suoi commentari sull'opera Sefer Yetzirah, oggi detti versione di Saadia. Fu lui il primo, almeno nelle versioni a stampa, che ne attribuì la paternità ad Abramo. Altri dicono che Abramo non fosse solo, ma con Sem, figlio di Noè, o con Melchisedec (che d'altra parte la tradizione tende a identificare con Sem).

Nel XVI secolo, l'Ari (ovvero il rabbino Isaac Luria) riorganizzò il testo per armonizzarlo con lo Zohar, e nel XVIII secolo, il Gra (ovvero il Gaon di Vilna) lo riorganizzò nuovamente: questa versione è detta versione di Gra.

La datazione comunque rimane incerta.

Opinione storico-fenomenologica

David Castelli e Gershom Scholem lo fanno risalire al I secolo, Louis Ginzberg al III secolo, Hermann L. Strack al VII secolo e Heinrich Graetz addirittura al IX secolo. La più antica versione a stampa è quella di Mantova[6] del 1562. La prima versione in lingua italiana è del 1923, nella traduzione di Savino Savini[7].

Commentari esegetici ebraici rabbinici

A parte quello interno al testo come scritto nuovamente da Saadia Gaon (931), il più antico commentario noto è il Sefer Hackmonì di Shabbetai Donnolo di Oria risalente al 946. Da allora, sono state contati oltre 80 commentari[8].

Nuclei tematici

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Alfabeto ebraico, Calendario ebraico, Ebraismo, Elementi (filosofia), Esegesi ebraica, Ghimatriah, Pardes e Qabbalah.
  • le lettere ebraiche come i 32 sentieri mistici della conoscenza, o anche stati diversi di coscienza
  • le tre divisioni (testo, sepher: ספר; numero, sephar: ספר; e comunicazione, sippur: סיפור) come qualità, quantità e maniera d'uso delle lettere, ovvero "universo" (spazio), "anno" (tempo) e "anima" (spirito)
  • le dieci Sephirot: Keter, Khokhmah, Binah, Hessed, Gevurrah, Tif'eret, Netzakh, Hod, Yesod e Malkut
  • Nel Sefer Yetzirah di solito s'indicano le dieci sephirot secondo lo schema dello Zohar, in effetti esse sono elencate in altro modo e cioè: Uno lo Spirito del Dio vivente, due il Soffio dallo Spirito, tre l'Acqua dal Soffio, quattro il Fuoco dall'Acqua, Altezza e Profondità, Oriente ed Occidente, Settentrione e Mezzogiorno.
  • le 22 lettere come 3 madri (alef, mem, shin), 7 doppie (bet, ghimel, dalet, kaf, peh, resh, tav), e 12 semplici (le altre)
  • le 10 dita delle mani come due serie di 5 dita opposte
  • il futuro è immaginabile per profezia;
  • la fine è inclusa nel principio; più un cerchio è largo più la sua curva s'avvicina all'infinito, il quale coincide con un punto
  • soffio א, acqua מ, fuoco ש: conincidenze con yud י, heh ה e vav ו
  • le 22 lettere come un muro di cinta con 231 cancelli
  • sono 7 i pianeti unitamente alle forze che, come gli angeli, sono correlate alle forme della spiritualità: si accenna alle relative porte:
    • Saturno, pace, venerdì, narice sinistra, resh ר
    • Giove, grazia, sabato, bocca, tav ת
    • Marte, benessere, lunedì, orecchio destro, gimel ג
    • Sole, seme, martedì, narice destra, dalet ד
    • Venere, vita, mercoledì, occhio sinistro, kaf כ
    • Mercurio, dominanza, giovedì, orecchio sinistro, peh פ
    • Luna, sapienza, domenica, occhio destro, bet ב
  • sono 12 i mesi, le qualità, le tribù, gli elementi dello Zodiaco, le case, le direzioni dell'esilio e i confini dell'universo
Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Drago (Qabbalah).

"Bile rossa" e "Bile nera"

Voci correlate

Anche:

Pure:

Note

  1. Risalente al XIII secolo almeno per il Ms. 736 ff. 40a-43b del British Museum. Sembrano più recenti, per esempio, le trascrizioni del Ms. 441 ff. 118a-122b del Vaticano, o il Ms. 2455 ff. 3a-8b di Oxford, risalenti al XVI secolo.
  2. Risalente, nella trascrizione del Ms. 299 ff. 66a-71b del Vaticano al X secolo, se non a prima.
  3. Risalente al XV secolo secondo la datazione del Ms. 770 ff. 41a-45a di Parigi.
  4. Informazioni dal sito della Maqom, School for Adult Talmud Study.
  5. Risalente al XVI secolo e pubblicata nel 1806 a Grodna.
  6. Essa include la versione corta con 5 commentari e in appendice la versione lunga.
  7. Il sepher jetsirah: libro della formazione, trad. introduzione e note di Savino Savini, Lanciano: Carabba, 1923 (collana "Cultura dell'anima" n. 91), 125 pp. (esiste una ristampa a Foggia: Bastogi, 1994 ISBN 8886452055). Altre versioni italiane sono:
    • Sepher Jesirah: il libro della formazione, traduzione dal testo originale di Umberto Maria Gandini, Genova: Amenothes, 1974
    • Sefer Yetzirà: libro della formazione, traduzione letteraria dal testo originale e introduzione di Eliahu Shadmi, presentazione del rabbino Abramo Alberto Piattelli, Roma: Atanor, 1981 ISBN 8871691644
    • Libro della formazione, secondo il manoscritto di Shabbatai Donnolo, con il commentario Sefer Chakhmoni (Libro sapiente), trad. di Piergabriele Mancuso, a cura di David Sciunnach, Milano: Lulav, 2001 ISBN 8887848181
    • Sepher yetzirah: il libro cabbalistico della formazione, a cura di Georges Lahy, Roma: Venexia, 2006 ISBN 8887944466
  8. Sefer Yetzirah. The Book of Creation, a cura di Aryeh Kaplan, Boston: Weiser Books, 1997, p. XXXVI. L'elenco dei commentari è alle pp. 325-334. È probabile però che siano ancora di più.