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Shabbat

Da Esopedia, l'Enciclopedia dell'[[Ordine Martinista Antico e Tradizionale|O.M.A.T.]] per gli Iniziati.
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'omonimo trattato, vedi Shabbat (Talmud).

Nella religione ebraica lo Shabbat (detto anche Shabbath, Shabbos secondo la pronuncia Ashkenazita o Shabat; plur. Shabbetot o Shabbatot, in ebraico שבתות), in ebraico: שבת, è la festa del riposo, che è osservata ogni sabato (dal tramonto del venerdì).

Nell'Ebraismo

Shabbat è tra i Nomi di Dio nella Bibbia.

« ...osserverai e custodirai...[1] »
(Torah, Pentateuco)

Etimologia

La parola ebraica Shabbat proviene dal verbo ebraico lishbot (לשבות) che letteralmente significa smettere, inteso come smettere di compiere alcune azioni. Sebbene "Shabbat" o la sua versione anglicizzata "Sabbath" siano universalmente tradotti come "riposo" o "tempo del riposo", una traduzione più letterale sarebbe "lo smettere" con l'induzione a "smettere di lavorare".

Sheva, in ebraico, può anche significare il numero "7".

Questa considerazione contribuisce anche a chiarire la questione teologica sul perché, nel settimo giorno della creazione, così come riportato nel libro della Genesi, Dio abbia avuto bisogno di riposare: una volta compreso che Dio ha smesso di lavorare piuttosto che riposato, si rientra in un'ottica biblicamente più aderente alla figura di un Dio onnipotente che non ha necessità del riposo; per questo si deduce l'interpretazione del versetto riposò come aggiunta dell'anima al Mondo, appunto lo Shabbat; similmente si dice che durante lo Shabbat ogni Ebreo riceve un'anima santa aggiuntiva chiamata Ruach superno o ancora Neshamah yeterà. Ferma restando questa doverosa chiarificazione, questa voce seguirà la traduzione più comunemente accettata di Shabbat con "riposo".

Definizione

Il precetto di osservare lo Shabbat è ripetuto più volte nella Torah; la citazione più conosciuta è nei Dieci Comandamenti (Esodo 20;8-11 e Deuteronomio 5;12-15). Ancora viene ripetuto in Esodo 31:12-17 e 35;2-3, Levitico 19;3 e 19;30, 23;3. Viene riferito dai profeti Isaia (56;4-6). Esistono poi numerose altre citazioni sullo Shabbat nel Tanakh.

Poiché la halakhah (la legge ebraica) identifica l'inizio del giorno con il tramonto, lo Shabbat inizia con il tramonto del venerdì sera e termina con quello del sabato sera (per la precisione con l'apparizione della terza stella nel cielo, regola che l'Halakhah intende come diversi minuti dopo l'apparizione di un gruppo di tre stelle che non siano quelle principalmente visibili).

La certezza dell'individuazione del giorno dello Shabbat anche dopo millenni è viva grazie alla tradizione ed alla consuetudine fin dai primi giorni della Creazione con Adamo inoltre anche grazie alla doppia porzione di manna provvista da Dio per il popolo ebraico alla vigilia di ogni Shabbat nei 40 anni nel deserto dopo l'esodo dall'Egitto.

Dio decise di punire Adamo fin dallo stesso giorno in cui peccò, ma poi lo Shabbat lo protesse ed egli venne scacciato dal Gan Eden solo dopo lo Shabbat.

Status di festività

Sebbene lo Shabbat non sia considerata una festività da molte altre culture e religioni, l'ebraismo gli riconosce lo status di gioiosa festività: è scritto infatti che durante lo Shabbat vengono ritirati dal mondo tutti i rigori. Ogni Shabbat permea i tre giorni successivi mentre gli altri tre giorni della settimana sono collegati in questo allo Shabbat che seguirà.

La halakhah riconosce lo Shabbat come la festività più importante del calendario ebraico dopo Yom Kippur:

  • è la prima festività menzionata nella Bibbia e Dio è stato il primo ad osservarlo;
  • nella Liturgia lo Shabbat viene paragonato ad una sposa, una regina o un re, come riporta il Mishneh Torah;
  • la lettura della Torah durante il Sabato è divisa in sette chiamate, un numero maggiore di qualsiasi altra festività, anche dello Yom Kippur;
  • si dice che il Messia verrà se tutti gli ebrei avranno osservato per due volte di seguito lo shabbat (Talmud, trattato sullo Shabbat 118).
  • La pena biblica per la violazione dello Shabbat è più grave di quella che deriva dalla violazione di una qualsiasi altra festività.

Aver adempiuto all'osservanza dello Shabbat è come aver adempiuto a tutta la Torah.

Scopo

Nel Tanakh (Bibbia Ebraica) e nel Siddur (il libro di preghiere ebraiche) si descrive lo Shabbat come avente due scopi:

  • il ricordo della redenzione del popolo ebraico dalla schiavitù in Egitto;
  • il ricordo della creazione dell' universo da parte di Dio: nel settimo giorno Dio terminò il proprio lavoro.

Azioni obbligatorie

Secondo la religione ebraica agli ebrei è comandato da Dio di ricordare ed osservare lo Shabbat. Queste due azioni sono rappresentate dall'accensione di due candele all'inizio dello Shabbat.

Sebbene molte delle regole dello Shabbat siano restrittive, il quarto dei Dieci comandamenti nell' Esodo ispira l'aspetto positivo dello shabat:

  • recitare il Kiddush su una coppa di vino la sera e la mattina, sottolineando la santità del giorno;
  • recitare la Havdalah alla conclusione dello Shabbat (su una coppa di vino, spezie profumate ed una candela)
  • consumare tre pasti completi ed il quarto dopo l'uscita dello Shabbat che includano la Challah, il classico pane del sabato (e carne, secondo la gran parte delle tradizioni nei primi due pasti), con l'eccezione del terzo in cui si considera buon uso consumare un frutto;
  • studiare la Torah.

Azioni vietate

La Halakhah proibisce al popolo ebraico lo svolgimento di qualsiasi forma di "melachah" (lavoro plurale: melachot) durante lo Shabbat. Le Melachot non si riferiscono solo a quanto viene normalmente o usualmente considerato lavoro, né coincide con la definizione di lavoro che in parte dà la fisica. Si riferisce soprattutto a 39 attività, e loro derivate, che il Talmud vieta di svolgere durante lo Shabbat agli Ebrei, la maggior parte delle quali anche in Yom Tov.

Numerosi studiosi di Torah hanno osservato che queste attività hanno in comune l'aspetto creativo o l'esercizio del controllo reciproco o dell'ambiente.

Queste attività sono state collegate a quelle necessarie per la costruzione ed il regolare svolgimento dell'attività del Tempio di Gerusalemme. Si tratta quindi delle attività necessarie per la preparazione del Pane, degli abiti dei sacerdoti, per la preparazione dei sacrifici, per la scrittura e correzione dei rotoli della Torah, per la costruzione e manutenzione del tempio stesso. Il divieto del lavoro durante lo shabbat viene infatti enunciato nella Torah poco dopo le istruzioni per la realizzazione dell'Arca santa.

Le 39 attività sono (Mishna Shabbat 7:2):

  1. Arare;
  2. Seminare;
  3. Mietere;
  4. Formare covoni;
  5. Trebbiare;
  6. Ventilare;
  7. Selezionare;
  8. Setacciare;
  9. Macinare;
  10. Impastare;
  11. Cuocere;
  12. Tosare;
  13. Lavare;
  14. Cardare;
  15. Tingere;
  16. Filare;
  17. Tendere;
  18. Costruire un setaccio;
  19. Tessere;
  20. Dividere due fili;
  21. Legare;
  22. Slegare;
  23. Cucire;
  24. Strappare;
  25. Cacciare;
  26. Macellare;
  27. Scuoiare;
  28. Salare la carne;
  29. Disegnare;
  30. Lisciare;
  31. Tagliare;
  32. Scrivere;
  33. Cancellare;
  34. Costruire;
  35. Demolire;
  36. Spegnere un fuoco;
  37. Accendere un fuoco;
  38. Dare l'ultima mano per terminare un lavoro;
  39. Trasportare al di fuori della propria abitazione;

Queste sono le principali categorie da cui derivano ancora altre proibizioni infatti le 39 melachot non sono tanto attività quanto categorie di attività. Ad esempio, se setacciare solitamente si riferisce alla separazione del grano dalle foglie, nell'accezione talmudica si riferisce alla separazione di qualsiasi sostanza mischiata che rende immangiabile un qualsiasi cibo. In questo senso filtrare dell'acqua per renderla potabile ricade nell'attività del setacciare; così risulta proibita anche l'estrazione dell'endoscheletro, della coda e delle pinne dei pesci ma non delle sue spine "isolate" nella carne.

Ad ogni modo, quando una vita umana è in pericolo, all'ebreo non è solo consentito ma piuttosto prescritto di violare qualsiasi regola dello shabbat per tentare di salvare la vita a rischio in quel momento.

Alcuni Chakhamim hanno proibito il truccarsi a/per Shabbat, altri lo permettono con alcune "attenzioni": v'è comunque disputa su questo.

Vietato anche strappare; generalmente, ma non in tutti i casi, per alimentarsi con cibi e bevande, preparati prima del tramonto prima dello Shabbat (quindi prima del tramonto del venerdì), vi sono più permessi: ovviamente, come a Shabbat è proibito scrivere e cancellare anche delle lettere, a Shabbat e di Yom Tov è anche proibito strappare laddove vi siano lettere, per esempio anche su carta e prodotti alimentari, come per esempio tavolette di cioccolato su cui vi siano appunto lettere, anche se non ebraiche.

Alcuni prestano attenzione a non rompere gusci di noci per evitare il rischio di farlo "inutilmente" qualora all'interno la polpa sia "non commestibile" quando "troppo secca o troppo marcia".

In maggioranza si considera permesso indossare al polso orologi a batteria e persino automatici, pur se generalmente considerati Muqzeh, prestando quindi attenzione ed avendo vigilanza nei movimenti; altri considerano proibiti gli orologi del secondo tipo. Proibito comunque spostare l'ora, data e/o altro, anche riattivando quindi il meccanismo, in quest'ultimo caso per entrambi i tipi qui elencati.

Vi sono divergenze se sia permesso "separare" da calamite.

Osservanza

Lo Shabbat è un giorno di celebrazione così come di preghiera. Tre pasti sono consumati durante lo Shabbat: il venerdì sera, sabato a pranzo e nel pomeriggio di sabato prima della conclusione dello Shabbat. Tutti gli ebrei sono incoraggiati a presenziare alle funzioni presso la Sinagoga durante lo Shabbat anche se non lo fanno abitualmente durante la settimana.

Ad eccezione dello Yom Kippur in quanto il solo giorno più santo dello Shabbat, tutti i digiuni vengono posticipati di un giorno se coincidono con lo Shabbat.

Attività permesse

Durante lo Shabbat le seguenti attività sono permesse ed incoraggiate:

  • far visita a parenti ed amici (purché raggiungibili a piedi considerati i problemi di trasporto)
  • passare lo shabbat con un proprio familiare
  • assistere alla funzione in Sinagoga
  • ospitare parenti ed amici a dormire per lo Shabbat (hachnasat orchim, ospitalità) o quanto meno per uno dei pasti
  • cantare brani popolari e salmi
  • leggere, studiare e discutere di Torah, i commentari, il Talmud, la Halakhah e i Midrashim
  • secondo la Kabbalah (misticismo ebraico), relazioni intime tra marito e moglie nella sera o nelle ore notturne ma non nelle ore diurne (Sefer haZohar: questa regola vige per tutti i giorni in cui le relazioni coniugali sono permesse, anche per evitare "superbia" (cfr Etica ebraica), inoltre queste non possono essere "vissute" in Yom Kippur, in Shavuot ed in Tisha b'Av: (cfr Digiuni ebraici)).

Le seguenti attività sono in accordo con la halakhah ma non sono obbligatorie:

  • fare giochi da tavolo
  • leggere letteratura ebraica (possibilmente non giornali o riviste)
  • fare passeggiate
  • passare del tempo con gli animali.

Shabbat speciali

Nel corso dell'anno del calendario ebraico, da uno dei capodanno ebraici, Rosh haShanah, si contano differenti Shabbat speciali:

  • Shabbat Shuvah
  • Shabbat Shirah
  • Shabbat Shekalim[2]
  • Shabbat Zakhor
  • Shabbat Parah
  • Shabbat haGadol
  • Shabbat Chazon[3]
  • Shabbat Nachamù

"Entrata" ed "uscita" di Shabbat

Secondo alcuni testi rabbinici Halakhici si può iniziare ad osservare lo Shabbat quando si nota il "tempo corretto" dal punto più alto della città e/o del "paesino" in cui si vive ma questa precisazione non viene accettata dai molti che osservano dal proprio punto il tramonto prima del crepuscolo sino all'orizzonte per l'""entrata" e, per l'"uscita", ad ovest, est (come per il chiarore dell'alba prima che spunti il sole) e a pochi minuti dopo lo spuntare di un gruppo di tre stelle - non di pianeti - non abitualmente sovente visibili.

Sembra poi vi siano diversi Minhaghim sul tempo per le Tefillot e/o delle loro parti proprie, ciò secondo l'insegnamento differente di Maestri ebrei vari.

Malveh Malkàh (מלווה מלכה): il quarto pasto

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Lecha Dodi e Luz.

Ormai "uscito" lo Shabbat, sino al tempo prima dell'alba della domenica[4] è Mitzvah compiere un ulteriore pasto a base di pane[5] (cfr Era messianica e Shekhinah).

Lo shabbat nel cristianesimo

I cristiani, dopo la predicazione di Paolo, hanno cominciato a celebrare il giorno di domenica, giorno della risurrezione di Cristo, abbandonando così gradualmente il sabato.

Poiché il sabato veniva certamente praticato da Gesù e dagli apostoli, i cristiani non disdegnarono di partecipare alle celebrazioni del sabato, specie se celebrato a livello di famiglia. Così il giovane sacerdote Eugenio Pacelli, futuro Pio XII, partecipava alla celebrazione del sabato presso la famiglia di un giovane ebreo suo amico (Michael Esemann, Contro la Chiesa. Miti, leggende nere. San Paolo, 2009).

Oggi la Comunità delle Beatitudini, comunità cattolica di spiritualità ebraica, celebra ogni sabato sera il rito dello shabbat ebraico in posizione minoritaria rispetto alla messa domenicale.

Lo Shabbat nelle altre religioni

Lo Shabbat diede origine ai diversi giorni di preghiera e di astensione dal lavoro delle altre religioni monoteiste che dalla religione ebraica derivarono.
Il giorno del riposo secondo la maggioranza della religione Cristiana è la domenica. Tuttavia i Battisti del Settimo Giorno, la Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno, gli Avventisti del Settimo Giorno del Movimento di Riforma, i Davidiani, la House of Yahweh, il Giudaismo messianico e la Vera Chiesa di Gesù osservano il riposo dalla sera del venerdì a quella del sabato, così come raccomandato dalla Bibbia.
L'Islam ha un giorno di preghiera pubblica il venerdì. Diverse fonti non islamiche testimoniano, tuttavia, che i musulmani mantennero una tipologia di riposo simile al Shabat per circa due secoli dopo la predicazione di Maometto. Tra questi menzioniamo il Tongdian di Du Huan, testo cinese in più volumi databile al IX secolo d.C.

Note

  1. cfr Dieci comandamenti, Etica ebraica, Mitzvah e Mitzvot, Qedushah e Shekhinah
  2. Mishpatim (parashah)#Shabbat Shekalim
  3. Devarim (parashah)
  4. ...con questo intendendo lo scadere per l'opportunità di questa Mitzvah di pasto, dopo cui bisogna quindi compiere la Birkhat haMazon
  5. Matzot in Pesach

Bibliografia

  • The Encyclopaedia Judaica, voce "Shabat", Keter Publishing House Ltd
  • Heschel Abraham J., "Il sabato: il suo significato per l'uomo moderno", Garzanti Libri, ISBN 88-11-67506-5
  • Kopciowski Clara ed Elia, "Le pietre del tempo: il popolo ebraico e le sue feste", Ancora, ISBN 88-7610-892-0

Rabbi Grunfeld Isidor - Lo Shabat -Editrice La Giuntina ISBN 88-8057-101-X, http://www.giuntina.it/volumi.asp?VolumeId=10

  • Kitzur Shulchan Aruch - Moisé Levy editore - [1]

Sul senso del riposo in una prospettiva filosofica e cristiana in dialogo con l'Ebraismo e con la lezione di Heschel:

  • Jean Soldini, Il riposo dell'amato. Una metafisica per l'uomo nell'epoca del mercato come fine unico, Jaca Book

Voci correlate

Collegamenti

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