Solstizio

Da Esopedia, l'Enciclopedia dell'[[Ordine Martinista Antico e Tradizionale|O.M.A.T.]] per gli Iniziati.
Date dei solstizi
(Tempo universale)
Anno Solstizio
d'estate
(Giugno)
Solstizio
d'inverno
(Dicembre)
2000 21 Giu 01:48 21 Dic 13:37
2001 21 Giu 07:38 21 Dic 19:21
2002 21 Giu 13:24 22 Dic 01:14
2003 21 Giu 19:10 22 Dic 07:04
2004 21 Giu 00:57 21 Dic 12:42
2005 21 Giu 06:46 21 Dic 18:35
2006 21 Giu 12:26 22 Dic 00:22
2007 21 Giu 18:06 22 Dic 06:08
2008 20 Giu 23:59 21 Dic 12:04
2009 21 Giu 05:45 21 Dic 17:47
2010 21 Giu 11:28 21 Dic 23:38
2011 21 Giu 17:16 22 Dic 05:30
2012 20 Giu 23:09 21 Dic 11:11
2013 21 Giu 05:04 21 Dic 17:11
2014 21 Giu 10:51 21 Dic 23:03
2015 21 Giu 16:38 22 Dic 04:48
2016 20 Giu 22:34 21 Dic 10:44
2017 21 Giu 04:24 21 Dic 16:28
2018 21 Giu 10:07 21 Dic 22:22
2019 21 Giu 15:54 22 Dic 04:19
2020 20 Giu 21:43 21 Dic 10:02
Illuminazione solare in occasione del solstizio d'estate boreale

Il solstizio in astronomia è definito come il momento in cui il Sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l'eclittica, il punto di declinazione massima o minima [1]. Il fenomeno è dovuto alla inclinazione dell'asse di rotazione terrestre rispetto l'eclittica; il valore di declinazione raggiunta coincide con l'angolo di inclinazione terrestre e varia con un periodo di 41 000 anni tra 22.1° e 24.5°.

Il Sole raggiunge il valore massimo di declinazione positiva nel mese di giugno in occasione del solstizio di estate boreale, mentre raggiunge il massimo valore di declinazione negativa in dicembre, in occasione del solstizio di inverno boreale, corrispondente all'estate nell'emisfero australe.

Da un esame di una tabella dei tempi dei solstizi si può verificare che il fenomeno ritarda di circa sei ore ogni anno (5 ore, 48 minuti e 46 secondi per la precisione), salvo subire un nuovo riposizionamento indietro ogni quattro anni, in conseguenza degli anni bisestili, introdotti proprio per evitare un progressivo disallineamento delle stagioni con il calendario. A causa di queste variazioni può capitare che il solstizio astronomico cada il 20 o il 21 giugno per l'estate nell'emisfero nord o il 21 o 22 dicembre per l'inverno nell'emisfero nord.

Fenomeni correlati

Dal punto di vista astronomico, il raggiungimento del solstizio causa una serie di fenomeni osservabili tra i quali:

Sole allo zenit ai tropici

Nella fascia di latitudini comprese tra il tropico del Cancro e il tropico del Capricorno, il Sole raggiunge lo zenit due volte l'anno. In altre parole, in ogni luogo compreso tra i tropici, per due giorni all'anno, il Sole è a perpendicolo al mezzogiorno locale (una meridiana non proietta ombra); all'equatore questo accade durante gli equinozi.

A differenza di quanto accade nella fascia tra i tropici, le località poste esattamente sul tropico sperimentano il fenomeno una sola volta e proprio in corrispondenza di uno dei due solstizi: il Sole è allo zenit a dicembre nelle località del tropico del Capricorno ed è allo zenit a giugno nei luoghi attraversati dal tropico del Cancro.

Massima o minima declinazione

Ogni giorno, il Sole compie un cammino apparente nel cielo che lo porta alla massima altezza rispetto all'orizzonte in un istante che prende il nome di mezzogiorno locale. Il giorno del solstizio di estate, al mezzogiorno locale, il Sole nei luoghi non compresi tra i tropici raggiunge la massima altezza possibile sull'orizzonte per quella latitudine.

Il Sole di mezzanotte

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: sole di mezzanotte.

Nelle località comprese tra i circoli polari e i poli, il Sole rimane tutto il giorno sopra l'orizzonte durante l'estate, quindi anche a mezzanotte. La durata di questo fenomeno dipende dalla latitudine: ai poli (90° di latitudine) il Sole non tramonta per metà dell'anno, a 80° per 71 giorni consecutivi, a 70° per 17 giorni. Il solstizio d'estate è l'unico giorno in cui il Sole non tramonta per le località poste sul circolo polare (66° 33' 38"), latitudine limite inferiore di visibilità del fenomeno.

Durata del dì e della notte

I giorni del solstizio sono quelli in cui si ha il massimo o il minimo di ore di luce. A causa di vari fenomeni valutati tramite l'equazione del tempo, quali l'eccentricità dell'orbita terrestre e altri, il solstizio non è il giorno in cui si ha l'alba o il tramonto più anticipati o ritardati e non coincide con i giorni nei quali la Terra è all'afelio o al perielio.

alba e tramonto a Roma (143 m s.l.m.)
in prossimità del solstizio del 2008
tempo civile locale [2]
[3]
data alba tramonto durata del dì
1 dic 2008 h 07 16 h 16 42 h 09 26
8 dic 2008 h 07 23 h 16 41 h 09 18 minimo orario per il tramonto
20 dic 2008 h 07 32 h 16 44 h 09 12 minima durata del dì
21 dic 2008 h 07 32 h 16 45 h 09 13 solstizio astronomico
alle h 12 04 (UTC)
3 gen 2009 h 07 36 h 16 54 h 09 18 massimo orario per l'alba
4 gen 2009 h 07 36 h 16 55 h 09 19 perielio alle h 15 (UTC)
15 gen 2009 h 07 33 h 17 06 h 09 33

Aspetti culturali

Il solstizio d'estate rappresentando l'inizio dell'estate è sempre stato nella storia occasione di feste, come i Litha nel Neopaganesimo. Anche il solstizio d'inverno ha rappresentato nei secoli occasione di festività di vario genere: i Saturnalia nell'antica Roma, Kwanzaa per alcuni afroamericani o lo stesso Natale, Yule nel Neopaganesimo.

La celebrazione dei Solstizi non nacque nelle Logge Massoniche; ha origini remote ed è legata al culto del Sole, talmente importante, nell’antichità, che a Roma, sotto l'imperatore Aureliano (270-275) fu elevato a religione ufficiale dell'impero, con riferimento a Mithra, divinità solare persiana, molto più lontana nel tempo (nel 1400 a.C. è fra gli dei di Stato dell'impero mesopotamico). Ma per dare un'idea di che cosa il Sole abbia significato per l'uomo, fin dalle epoche primitive, necessita uno sguardo più ampio e una riflessione globale sugli albori di una pratica cultuale condivisa e distribuita su tutta la terra, perché lì radica la Tradizione.

Il Culto del Sole

Quando non identificato con Dio, gli è andato, però, molto vicino. Il suo valore simbolico, la sua emanazione vitale, manifesta, con luce e calore, fanno dire a Platone che a Lui si devono, il Bene, l'Intuizione, la Conoscenza. Immagine di una provvidenza superiore, pensato come figlio del Titano Iperiòne e di Tea (o, secondo altri, di Eurifaèssa "Quella che risplende"), non sempre fu divinità al maschile; interessante, perché richiama il retaggio della Dea Madre; se per gli Egizi fu Ra ed Horus (ma non solo, con Amenophis IV – Akhenaton, fu Aton); se per i Persiani fu Ormuzd e Mitra; se per i Grecoromani fu Elios e Apollo; fu anche al femminile Amaterasu, per i Giapponesi e per i Germani, Sunna. Ovunque adorato, fu, ancora, Bèlo, nel mito Caldeo; Mòloch in quello Cananeo; Belfagor, in quello Moabitico; Tàmmo per gli Idumei; Adad o Adone per i Fenici; Atide per i Frigi; Assabìno per gli Etiopi; Ammone per i Libii; Odino per gli Scandinavi. A Lui furono consacrate le città di Eliopoli, in Egitto e di Balbek, in Siria. Noti i templi dedicatigli a Palmira e Babilonia; meno noto uno fra i sette Pirèi della Persia a lui consacrato. A Lui fanno riferimento molti attributi di luoghi e persone elevati a simbolo (tipo il Sol Levante per i Giapponesi ed il Re Sole, Luigi XIV, per i Francesi). Tutti ricordano il significato attribuito alle eclissi nell'antichità; lo sgomento, la paura ed i riti propiziatori per il ripristino della normalità, comprensiva anche dei suoi soprusi e delle sue infamie, entrambi con la connotazione della sicurezza. Le speculazioni del pensiero legate al Suo sorgere ed al Suo tramontare, sono innumerevoli. La ritualità dei solstizi nasce come intervento propiziatorio e rafforzativo umano a garantire l'alternarsi del giorno con la notte ed il ciclo delle stagioni. Da qui i fuochi, distribuiti presso tutti i popoli e aventi tutti il medesimo scopo. Né si possono dimenticare i sacrifici umani della Florida, della Virginia, del Perù, in particolare, aventi lo scopo della sua ricomparsa quotidiana. Per gli Egizi il Sole era il Centro attorno a cui i pianeti ruotavano e verso cui i Faraoni si dirigevano, al momento del trapasso. Era una concezione di ordine cosmico che si tentava di trasferire sulla terra secondo una proiezione ortogonale delle principali costellazioni; che scandiva i ritmi e si apriva agli uomini svelando e rivelando i "perché" secondo formule magiche. Si è concordi nel ritenere che la Magia sia stata il primo mezzo di comunicazione fra l'umano e il divino. Anche sotto il profilo esoterico il Sole, in quanto energia vitale positiva (maschile) penetra e feconda la Terra, energia negativa (femminile). Il frutto di questa unione, la sua sintesi, sarà lo Spirito, di cui la Genesi: "…e la terra era informe e vuota, e le tenebre erano sopra la faccia dell'abisso; e lo Spirito di Dio si muoveva nelle acque" (Genesi, 1 – 2) In Grecia, come per gli Egizi, questa idea nota come "elioteismo", venne ripresa e fatta propria dalla scuola Stoica fondata ad Atene da Zenone di Cizio, nel III sec. a.C. Il ruolo energetico negativo della Terra è svolto spesso dalla Luna, associata al Sole; per i Druidi il culto fu lunare. C'è una costante che accompagna, secondo un ordine atemporale, la ricerca del "Centro" cosmico da parte delle elités; così i Caldei, i Persiani, gli Egizi, i Greci, i Romani, gli Gnostici, i Templari, i Rosacruciani, gli Illuminati, i Massoni, altro non sono che gli anelli di una ideale Catena Iniziatica che supera gli spazi fisici e riconduce, ininterrotta, la stessa intuizione verso il Cardine unico da cui ogni vibrazione energetica muove ed a cui ritorna. Entro la ristretta gabbia del nostro tempo, possiamo dire che si porta bene i suoi anni, il Sole. Magari invecchierà, ma non è per ora. L'equazione: Luce, Calore, uguale Vita, è passata, immutata, attraverso le tre fasi fondamentali del percorso esistenziale dell'uomo: la magica, la religiosa, la scientifica, restando se stesso anche nella quarta: il postmoderno, che non si sa bene che cosa sia rispetto alla modernità, ma deve pur essere qualcosa.

Mithra

Portato in Occidente dalle legioni romane, il culto di Mithra merita una attenzione particolare, per la lunghissima durata della sua religione, per i suoi significati esoterici ed essoterici, per l'influsso (oltreché per la rivalità) che ebbe in seguito col nascente Cristianesimo, debitore al Mithraismo di straordinarie similitudini. Qualche storico si è sbilanciato ad affermare che se il Cristianesimo non fosse prevalso, l'Europa sarebbe stata Mithraica. In questo continente si diffuse e soppiantò altre religioni mediorientali, come i culti di Osiride, di Attis (divinità frigia), di Adone, mantenendo, tuttavia, con questi un comune denominatore di origine al femminile: la fertilità generatrice della Terra, quindi il culto della Dea Madre, Astarte o Cibele. In quanto divinità solare, Mithra è garante dell'ordine cosmico e dell'alternarsi delle stagioni, ma anche, sul piano morale, è il difensore dell'uomo, dei patti e dei giuramenti, delle leggi e del loro rispetto, della fedeltà e della verità (e basterebbe questo per intuire l'importanza che ebbe). Inoltre, i suoi tratti guerrieri, evidenti nella sua rappresentazione, armato di mazza e su un carro trainato da cavalli bianchi, ne fecero il dio prediletto dei combattenti. L'imperatore Commodo (180-192) si fece iniziare ai suoi misteri e Giuliano l'Apostata fu l'ultimo baluardo di questa religione così temuta dai Cristiani. Anche nel Mithraismo abbiamo un battesimo, un cibo sacro (pane, acqua e vino) consumato e condiviso in memoria dell'ultimo pasto del maestro che, subito dopo, ascese al cielo col carro del Sole. La sua religione richiedeva che i fedeli combattessero il male, con particolare riferimento alla menzogna ed alla impurità dei sensi. Era garantita all'uomo la resurrezione e la beatitudine, alla fine dei tempi, tramite una bevanda dell'immortalità (tutte cose che hanno avuto un certo mercato fra la buona gente). Non solo; il Cristianesimo nascente fece coincidere la data della natività di Gesù (che secondo alcuni studiosi sarebbe nato in estate, verso la fine di giugno) con la Festa del Sol Invictus, il 25 dicembre. Ciò non deve stupire, perché il Cristianesimo, con la sua forza dirompente, comparve ad un certo punto della storia dell’uomo, ma prima, molto prima, c’era l’uomo, già col suo sentimento religioso, con la sua morale, la sua scienza, la sua grandezza e la sua miseria.

Giano

Anche per questa divinità, espressamente romana delle origini, si intravede un mito solare al maschile, riferito a Diana. Inizialmente spirito protettore della porta (Janua), da cui possono penetrare mali e sfortuna, fu elevato a dio domestico, e, come Vesta, inserito nella religione di Stato. Per estensione, gli fu attribuita la funzione di apertura delle porte del cielo al mattino, e della loro chiusura alla sera. Fu rappresentato con due facce (bifronte) a simbolo speculare dell'entrata e dell'uscita (ma anche, in senso divinatorio, passato e futuro) e, in quanto protettore di Roma, l'anno cominciava con lui (Januarius). Alle Calende di gennaio ricorreva la sua festa. Interessante notare che in tale circostanza , mentre si ornavano le porte delle case con rami d'alloro, ci si scambiava doni ed auguri. Dio del principio, a lui si attribuiva la nascita della religione, così come il conio delle monete metalliche (nel dritto delle monete romane compariva l'effige di Giano e nel rovescio una nave). Al mitico Numa Pompilio si fa risalire la costruzione del Templum Jani nel Foro, simbolo della pace e della guerra; in quest'ultimo caso restava aperta una porta del tempio che veniva richiusa con un rito solenne, raggiunta la pace. Nulla aveva inizio a Roma, senza l'invocazione a Giano, dio delle "Porte" astrali, dei Solstizi d'inverno e d'estate, celebrati presso tutti i popoli. Per i Greci "Porta della Luce" quello invernale e "Porta dei Padri" (o degli uomini, quello estivo). Porte, quindi passaggi, cambiamenti, variazioni della Luce, anche sul piano esistenziale umano che, indipendentemente dal livello di civiltà, e dall'appartenenza religiosa, era intessuto di sacralità.

Dubitare è dell'uomo

Bisognerebbe andarci più cauti nell'identificare il senso del sacro che accompagna l'uomo sin dalla notte dei tempi, con le religioni, qualunque esse siano, perché ad una riflessione serena, potrebbero apparire come risposte organizzate, garanti di ciò che assolutamente si ignora, ma, al meglio, si presume poter essere, e soprattutto garanti di uno status privilegiato e indiscutibile dei vertici. Il mistero ci avvolge, lo riconosceva anche Einstein, ma quel divino che è in noi, più o meno avvertito; quel senso di privazione per qualcosa che è nostro, ma non qui; quell'armonia che spande dall'idea di un Ordine Universale da cui partiamo ed a cui torniamo, possono essere il nostro filo diretto e non richiedere alcun intermediario. È meno consolatorio della scorciatoia per l'al di là col biglietto "tutto compreso" che ti garantiscono le religioni, ma forse meno infantile e più maturo. Peraltro la paura fa presa e crea la speranza (che è sempre figlia della paura). L'impalcatura cristiano-cattolica ne è la massima espressione, con la paura dell'inferno e la speranza del paradiso, fertilizzata attraverso l'uso storico del confessionale. Nessun impero economico che si conosca ha mai realizzato tanto, spendendo così poco. Ma oggi, che di giorno in giorno, nuove scoperte ci obbligano a rivedere la Storia, a volte sconcertanti come le probabili piramidi in Serbia, vicino a Sarajevo, dieci volte più grandi di quella di Cheope a Giza; oggi non possiamo accettare che sia bastato l'incendio della Biblioteca di Alessandria ad opera di primi cristiani un po' troppo zelanti, e i roghi di migliaia di testi, per farci dimenticare l'antica cultura, la morale della saggezza, la poesia e la musica; e la filosofia (!) trasmesseci dai Padri. Il rito pagano bisognerebbe pensarlo sentito ed eseguito nella sua solennità e nel suo significato simbolico, reso grande non da ciò che era, ma dalla grandezza del bisogno di sacralità dell’Uomo. I culti della Natura avevano una loro funzione ed una loro bellezza, in una società matura, che rifletteva sul mistero delle proprie origini. La scienza d’oggi ci dice, con Einstein, che: “Solo chi ha il senso dell’insondabile Mistero che lo circonda, può essere uno scienziato”…Non siamo molto lontani da allora, circa le nostre origini. E non deve sconcertare il significato simbolico e la coincidenza voluta di certe date, perché si cercava di collegare il nuovo accadimento con ciò che gli era precedente, con le antiche Profezie, con l’antica, eterna, domanda di Giustizia per tutta l’Umanità. Così nacque un Dio da una vergine, nel solstizio d’inverno, morì e discese agli inferi, come negli antichi Miti, come accadde ad Orfeo…per resuscitare nell’equinozio di primavera. Ebbe 12 apostoli, dodici, come i segni dello zodiaco e come i mesi dell’anno. Il suo Trionfo sul Male, rappresentato dal Serpente (che gli antichi Egizi chiamavano Tifone e identificava il dio Seth) coincise col periodo in cui il Sole è nell’alto dei cieli.

Le Logge di S. Giovanni

Le Logge di San Giovanni di Scozia sono care alla ritualità Massonica e armonizzano le festività religiose con le più antiche ritualità pagane dei Solstizi. La Massoneria studia i misteri della Natura e della Scienza e pone la Misura e “Il senso della Misura” nella sua massima accezione, alla base della propria natura Geometrica (squadra, riga e compasso); anzi, il Massone è (o dovrebbe essere) "l'Uomo che ha il senso della Misura". Così i due Giovanni inglobano la filosofia iniziatica collegata al dio romano Giano, una faccia del quale era rivolta al passato e l’altra al futuro, e perpetuano il Messaggio di salvezza, rivolto a ciascuno: “Raddrizzate le vie del Signore…” e: “In principio era il Verbo”. La novità del Cristianesimo ha un suo valore perché unisce e spiega il “prima” e il “dopo”. In tal senso ai due Giovanni si collega il “mistero delle chiavi” col suo antico culto di iniziazione e in tal modo essi rappresentano i limiti, primo ed ultimo, passato e futuro. Il Solstizio d'estate, con l'ingresso del Sole nel segno del cancro, proietta, esotericamente, la luce Lunare sulla colonna Boaz: è la porta zodiacale degli Inferi; Janua Inferni, VITRIOL Alchemico. Il Cancro favorisce la discesa; al contrario, il Solstizio d'inverno, con l'ingresso nel segno del Capricorno, stimola la risalita: è la Porta dei Cieli, Janua Coeli. Forze orizzontali e verticali che si intersecano e interagiscono, come in certi luoghi considerati "magici" sulla terra. Sotto il profilo esoterico, a Giovanni Battista può riferirsi l’Orizzontale, cioè la Livella (Isaia: “si colmi ogni valle, si abbassi ogni collina…” dimensione lunare, femminile, conservatrice di ogni cosa. A Giovanni Evangelista invece può attribuirsi la Verticale, il Filo a Piombo. Il suo simbolo è l’Aquila, sta in alto, non cammina, scende e, come Apollo, è portatore di Luce…Il suo profilo di Giano è rivolto verso l'Aurora, a significare la forza della Parola: il Logos; che non rende nella sua pienezza, tradotto con "parola": è la Parola Gesto; è il Verbo che crea; è il dire e il fare insieme; molto diverso dall'inutile discarica di parole anemiche che si è soliti scambiarsi, dentro e fuori. Anche l’idea della “riflessione” a lui attribuita, è un’immagine lunare, materna (la luce riflessa) ma non terrena, “cosmica”. Tocca quella parte di noi che non possiamo appieno definire “nostra”, che è il nostro “divino”. Che ce ne accorgiamo o meno, siamo fatti anche di “spazio”. La nostra corporeità occupa uno spazio. Il senso dello spazio porta all’illimitato…, devi aggiungerci qualcosa per definirlo, per circoscriverlo: “un piccolo spazio…”ma lo Spazio in sé, come concetto, non ha limiti, come lo Spirito.


Il solstizio nell'esoterismo

Il Solstizio è un evento che fornisce un gran numero di interessanti spunti di riflessione per chi si interessa di scienze esoteriche, che vanno molto al di là dei suoi aspetti tecnico-scientifici che ci insegna l'astronomia moderna. Uno dei sette princìpi ermetici del Kybalion, testo cardine della scienza esoterica di origine occidentale, afferma che ogni cosa nell'Universo si manifesta attraverso un ritmo, attraverso un'oscillazione tra due opposte polarità tra loro complementari. L'esistenza in ogni cosa di questo ritmo oscillatorio bi-polare la si può facilmente verificare osservando i cicli della natura e delle attività umane, e più in generale in come si manifesta ogni forma di vita. Tutto è un continuo alternarsi di luce e ombra, caldo e freddo, secco e umido, crescita e caduta, veglia e sonno, attrazione e repulsione, creste d'onda e cavi d'onda, e si potrebbe andare avanti all'infinito.

Meditare su questo ritmo di alternanza tra polarità opposte è sempre un ottimo esercizio per mettersi in sintonia e in armonia con i ritmi dell'Universo, e l'evento del Solstizio è quanto mai adatto a questo scopo essendo uno dei punti culminanti di uno di questi cicli cosmici. Durante il Solstizio infatti il Sole raggiunge la massima o minima altezza sull'orizzonte, determinando il massimo e minimo numero di ore di luce o tenebre nei due emisferi terrestri. Durante gli Equinozi, le due forze contrapposte sono invece in perfetto equilibrio tra loro e la durata di giorno e notte è esattamente uguale. Riconoscere in ogni cosa l'esistenza di questi ritmi può contribuire ad avere un atteggiamento più equilibrato e rilassato nei confronti della vita e dei suoi eventi, e inoltre saper identificare le fasi ritmiche in ogni attività umana e in ogni situazione della vita può essere di grande utilità pratica. Nel mondo antico si usava celebrare ed attribuire grande importanza a queste fasi cicliche solstiziali ed equinoziali, in quanto si vedeva nell'alternarsi dei cicli astronomici il manifestarsi dell'attività di entità divine. Oggi la scienza moderna tende a considerare queste celebrazioni come superstiziose, ma secondo i migliori esoteristi di oggi queste convinzioni antiche erano invece pienamente giustificate. Secondo questi maestri, infatti, l'umanità antica aveva una struttura animica molto diversa da quella attuale.

L'uomo antico era molto meno razionale di quello moderno, ma in compenso era dotato di una sorta di chiaroveggenza istintiva, che gli permetteva di percepire direttamente le entità spirituali e riconoscerne l'attività nel mondo della natura. Per questo le tradizioni antiche identificavano gli dèi negli astri e in tutte le manifestazioni naturali, non si trattava affatto di superstizioni ma di percezioni dirette. Secondo il filosofo-occultista Rudolf Steiner, dove c'è un astro c'è un concentramento di attività spirituale, e l'astro fisico che noi percepiamo non è altro che un fatto esteriore dietro al quale si cela una possente attività spirituale operata da entità invisibili ai sensi ordinari, e tutti i cicli cosmici e naturali avvengono per opera di queste entità. Con il passare dei secoli, l'umanità ha gradualmente perso la chiaroveggenza istintiva acquistando la razionalità, e in questo modo si è sviluppata la cultura scientifica attuale ma è andata perduta la capacità di percepire le entità spirituali. Secondo i maestri esoterici, si tratta di un percorso che l'umanità doveva seguire per inserirsi più profondamente nel mondo della materia fisica e lì sviluppare certe componenti animiche che soltanto nel mondo fisico possono essere sviluppate, poi in futuro la chiaroveggenza verrà recuperata ma in forma più evoluta, non sarà più un fatto istintivo ma una facoltà utilizzabile a comando.

Nel mondo antico, il Sole, con tutti i suoi cicli culminanti nei Solstizi e negli Equinozi, era considerato come la più grande delle espressioni dell'attività divina. Anche questo, sempre secondo Steiner, era del tutto giustificato in quanto dietro la forma esteriore del Sole fisico opera l'entità spirituale più evoluta del sistema solare, quell'entità che tante grandi tradizioni antiche, a cominciare da quella egizia, identificavano come una grande guida dell'umanità. Si tratta della stessa entità che il mondo cristiano ha riconosciuto nel Cristo, ma che era stata già riconosciuta sotto altri nomi da molte tradizioni pre-cristiane. Ecco allora che la nascita del Cristo viene celebrata oggi intorno ai giorni del Solstizio invernale, così come nell'antichità si celebrava nello stesso periodo la rinascita del Sole, che da quel momento riprende la sua fase ciclica ascendente. Al di là delle varie forme con cui viene celebrato dalle tradizioni spirituali antiche e moderne, il Solstizio rappresenta comunque la celebrazione e il rinnovamento del profondo legame tra l'umanità e la sua grande Guida che l'accompagna nel suo percorso evolutivo.

Note

  1. (EN) The Seasons and Axis Tilt, Enchanted Learning. URL consultato il 25-06-2008.
  2. Marco Menichelli, Il Sole sorge, culmina e tramonta a Roma (Italy), Le pagine dell'astrofilo, Data pubblicazione 7-04-2008. URL consultato il 25-06-2008.
  3. (EN) Earth's Seasons, in Data services, U.S. Naval Observatory, Data pubblicazione 31-01-2008. URL consultato il 04-12-2008.

Voci correlate