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Taziano il Siro

Da Esopedia, l'Enciclopedia dell'[[Ordine Martinista Antico e Tradizionale|O.M.A.T.]] per gli Iniziati.
Taziano

Taziano, noto soprattutto come Taziano il Siro o Tatiano (lat. Tatianus Assyrius; Assiria, 120 circa – Assiria [?], 180 circa), è stato un teologo e filosofo siriano , o più precisamente assiro[1]. Fu allievo di San Giustino Martire, poi, deviando dall'ortodossia cattolica, divenne eresiarca della setta gnostica degli Encratiti.


Biografia

Della sua vita sono noti pochissimi particolari. Nacque in Assiria e fu educato da un filosofo o da un retore greco. Nella sua giovinezza viaggiò a lungo entrando in contatto con molte filosofie. Durante questi suoi viaggi, disgustato dall'avidità dei filosofi pagani, con i quali era entrato in contatto, concepì un profondo disprezzo per i loro insegnamenti. Intorno al 150, attratto dalla religione cristiana e dalla semplicità delle Sacre Scritture, si convertì unendosi alla comunità di Roma, dove divenne un seguace di San Giustino. Non ci sono prove a sostegno dell'ipotesi di una sua conversione grazie a quest'ultimo. Durante la vita di Giustino Taziano rimase ortodosso e si propose come uno dei più convinti sostenitori del Cristianesimo. Più tardi (172 circa) cadde nell'eresia e divenne uno gnostico della setta degli Encratiti e ritornò ad oriente. Le circostanze e la data della sua morte sono sconosciute.

Pensiero

Nonostante gli fosse stata impartita un'educazione di tipo greco, maturò, dopo la conversione, una violenza idiosincrasia nei confronti dell'ellenismo e del paganesimo. Sosteneva che i Greci non avessero inventato la filosofia. Dio, secondo Taziano, non è causa immanente della materia, ma la domina, ed è tramite la Creazione che noi conosciamo la sua esistenza e potenza. Dio avrebbe proferito il Verbo, senza separasi da Lui, e a sua volta il Verbo avrebbe prodotto la materia, operando come il demiurgo platonico. Ma il Dio di Taziano non trova la materia già fatta, come nel caso del demiurgo, e neanche la crea dal nulla, ma la proietta fuori di sé; la materia è dunque Sua stessa creatura. Taziano affermava che le prime proiezioni del Verbo sono gli angeli. Essendo essi "proiezioni", non sono perfetti, non posseggono cioè il Bene per essenza, ma lo realizzano per volontà. Con la ribellione del primo degli angeli, ovvero Satana, alla volontà di Dio, seguito da altri ancora, ne conseguì necessariamente che una parte del creato venne esclusa dal rapporto col Verbo, e anche gli uomini, che seguirono questi angeli ribelli (i demòni), diventarono mortali. Gli angeli decaduti insegnarono agli uomini la nozione di fatalità, con la quale l'uomo, secondo Tatiano, non avrebbe nulla a che fare, in quanto padrone di sé e dei suoi desideri.

Le opere

Taziano compose molte opere, ma ne sono sopravvissute solamente due. La prima, del periodo ortodosso, intitolata Πρὸς Ἕλληνας (meglio nota come Oratio ad Græcos o Oratio adversus Græcos), scritta dopo il 165, è un'apologia del Cristianesimo. Essa è divisa in due parti: nella prima parte (I-XXXI) espone la Fede cristiana dimostrando la sua superiorità sulla filosofia greca; nella seconda (XXII-XLII) dimostra l'antichità della religione cristiana. Il tono di questa apologia è amaro e denunciatorio. L'autore inveisce contro l'ellenismo in tutte le sue forme ed esprime il disprezzo più profondo per la filosofia e i modi greci, in sostanza è un atto di accusa contro tutta la civiltà classica.

L'altra opera sopravvissuta di Taziano è il Diatessaron, un tentativo di armonizzazione dei quattro Vangeli consistente in un continuum narrativo degli eventi principali della vita di Gesù. Di questa opera esistono solo alcuni frammenti in siriaco ma Sant'Efrem di Siria ne fa una ricostruzione abbastanza fedele in un suo commentario, il cui testo in siriaco è andato perduto, ma che esiste in una versione armena. Esistono anche due revisioni del "Diatesseron": una in latino conservata nel Codice Fuldensis dei Vangeli datato intorno al 545, l'altra in una versione araba rinvenuta in due manoscritti di un periodo successivo. Il Diatesseron o Evangelion da Mehallete ("Vangelo mescolato") fu praticamente l'unico testo evangelico usato in Siria durante il III e il IV secolo. Rabbula, vescovo di Edessa (411-435), ordinò che preti e diaconi controllassero che in ogni chiesa ci fosse almeno una copia dei Vangeli separati (Evangelion da Mepharreshe), e Teodoreto, vescovo di Cirro (423-457), fece togliere più di duecento copie del Diatesseron dalle chiese della sua diocesi.

Molte altre opere composte da Taziano sono scomparse. Nella sua apologia (XV) egli parla di un lavoro Sugli animali e (XVI) di uno Sulla natura di demoni. Un altro scritto per confutare le calunnie contro i Cristiani (XL) fu progettato ma forse mai scritto. Scrisse anche un Libro dei problemi (Eusebio di Cesarea, Historia ecclesiastica, V, 13), che trattava delle difficoltà nelle Sacre Scritture, e uno Sulla perfezione secondo i precetti del Nostro Salvatore (Clemente Alessandrino, Stromata, III, 12, 81).

Bibliografia

  • Étienne Gilson, La Philosophie au Moyen Âge. Des origines patristiques a la fin du XIV siècle, Payot, Paris 1952 (trad. it. La filosofia nel Medioevo. Dalle origini patristiche alla fine del XIV secolo, La Nuova Italia, Scandicci 1997).

Note

  1. Cfr. Oratio adversus Græcos, cap. XLII, in PG, vol. 6, col. 887: « Τατιὰνος ... γεννηθεὶς μὲν ἐν τῇ τὤν Ἀσσυρἱον γῇ (Taziano ... nato nella terra degli Assiri) ».

Voci correlate