Torah celeste

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Torah.

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Dieci comandamenti, Mosè e Pardes.

La concezione dell'esistenza della Torah celeste, anche detta Torah superna, ha origine, nella religione ebraica, nell'insegnamento rabbinico che data l'esistenza della Torah già 2000 anni prima della creazione[1]: è la Cabala mistica ebraica.

Principi fondanti

Appartenente soprattutto alla tradizione mistica ebraica della Qabbalah, questo principio esprime l'idea secondo la quale la Torah corrisponderebbe interamente alla Sapienza di Dio, che la impresse nell'opera della creazione, e della quale si servì per creare: ampio spazio è dedicato infatti al valore delle parole ebraiche della Torah come nomi di Dio e composte da lettere costituite da anime e corpi: anche la sapienza della Qabbalah presenta un metodo conoscitivo che apre ad una serie di livelli di verità, le cui connessioni e corrispondenze vengono simbolicamente descritte e viste dallo Zohar come la sovrapposizione e l'inclusione dei vari strati di una cipolla tra gli stessi; concetto che esprime il legame delle differenti cause derivanti dalla Causa Prima, Dio, dei fondamenti, delle forme e degli accidenti secondo l'ordine dei gradi e dei livelli (di questa figura si discute anche con riferimento alle Sefirot secondo la struttura "gerarchica" in cerchi) sorretti comunque nell'Unità divina che racchiude ogni altra unità.

La Torah, espressione della divina Sapienza, è vicina all'uomo anche perché comprensibile nel linguaggio dell'uomo che è l'essere del creato più prossimo alla completezza divina: la Torah è scritta affinché l'uomo possa comprenderla ed è allo stesso tempo suggello dell'aspetto più alto ed eccelso, quello divino; vi sono poi vari livelli nell'approccio allo studio ed all'osservanza della Torah: nel suo studio e nelle sue vie, la Torah si compone metaforicamente anche di un corpo, di vesti e di un'anima, quest'ultima parte più interna e segreta, livello entro il quale si può ancora procedere in un ulteriore approfondimento; questo principio è evidente nell'insegnamento rabbinico che afferma che la Torah non è soltanto una storia poiché rivela grandi verità e segreti celati e vicini allo studioso che ne accetti la rivelazione divina.

Nachmanide scrisse:

« La Torah discute la realtà materiale ma allude al mondo spirituale »

Secondo i rabbini del Talmud la pietra delle Tavole dei Dieci Comandamenti è di origine celeste, e gli stessi sono essenza e sintesi di tutte le Mizvot.

Il dono della Torah sul Monte Sinai

La tradizione ebraica afferma che, durante il primo dono della Torah al popolo d'Israele ai piedi del Sinai, tramite il capo dei profeti Mosè, essa mantenne il proprio valore spirituale e celeste fino a quando parte del popolo si rese colpevole con il peccato del vitello d'oro: ogni appartenente del popolo d'Israele, prima di quella trasgressione tornato allo stato di Adamo prima del peccato originale e libero dalle conseguenze di tale peccato, venne ornato con due corone celesti che 600.000 angeli erano stati preposti a disporre sulle teste di ciascuno di loro per aver detto: faremo ed ascolteremo; inoltre avrebbero tutti mantenuto la custodia della Torah celeste se quella parte non avesse commesso la trasgressione suddetta, custodia in seguito appartenente solo a pochi ebrei eletti in mezzo al popolo ebraico e diffusa totalmente solo con l'era messianica.

Viene raccontato infatti che Mosè ruppe le tavole su cui Dio incise i Dieci comandamenti perché si accorse che le lettere incise stavano volando via dalla pietra; le tavole si fecero quindi pesanti ed egli decise di romperle.

Fonti scritturali ed esegesi ebraica

Nella parte del trattato del Talmud Shabbat 88b si legge che, quando Dio stava per donare la Torah, alcuni angeli si lamentarono con Lui, perché secondo loro non era accettabile che un dono così prezioso, di origine celeste e proveniente da reami eccelsi divini, potesse essere offerto all'uomo, anche creatura fisica, ma dovesse restare nei Reami eccelsi e dato solo a loro; Mosè si incaricò di rispondere a quegli angeli, affermando anche che solo l'uomo è l'essere della creazione con difetti che possono essere corretti tramite la spiritualità, difetti come i peccati e l'istinto cattivo contrapposto all'istinto buono, indicato come più vicino alle vie della Torah ed all'accettazione del Regno celeste, e la cui scelta pone l'uomo in una condizione di maggior merito ed elevatezza rispetto agli angeli che, completamente sotto il volere divino, sono obbedienti a Dio in modo incondizionato e senza alcuna altra possibilità; la finalità in vista dell'era messianica è quindi quella di arrivare ad ottenere un livello di attaccamento alla volontà di Dio, una sapienza ed un livello spirituale pari a quello degli angeli e di Adamo ed Eva prima del primo peccato, e ciò secondo una libera scelta: anche Yehuda Aryeh Leib Alter ricorda che Adamo possedeva la sapienza dei segreti della Torah.

Dio preferì l'opinione di Mosè a quella degli angeli poiché Egli creò il mondo per avere un luogo in Basso in cui abitare: secondo questo principio viene sottolineata l'importanza di elevare la "material-ità" al livello spirituale ed a grado di santità, cose possibili all'uomo e non agli angeli perché a contatto diretto con il piano fisico dell'esistenza, sublimato soprattutto attraverso lo studio, l'osservanza e l'applicazione della Torah.
Inoltre alle lamentele degli angeli a proposito della natura degli individui tesa a peccare Dio rispose dicendo che in realtà anch'essi peccarono quando furono accolti da Avraham mangiando latte a carne, cosa proibita dalle norme della Casherut (invero essi mangiarono prima la crema di latte e poi la carne del vitello, cosa permessa secondo un'Halakhah purché dopo il latte ci si sciacqui la bocca ma nel versetto si vuole intendere che il Mondo Inferiore, non solo spirituale ma anche materiale, ha prevalso su quello Superiore, i due simboleggiati da carne e latte), così essi accettarono che venisse donata.

Il Tempio di Gerusalemme rappresenta infatti la completezza del legame con Dio tanto per il popolo d'Israele quanto per il resto dell'umanità; la costruzione del terzo Tempio di Gerusalemme, oggetto delle profezie e delle visioni di molti profeti del popolo d'Israele, durante l'era messianica è conferma del completo Tiqqun 'Olam, la rettificazione del peccato con la scomparsa di ogni forma di peccato, di cattiveria e male con la predominanza del bene e della pace.

La Torah di origine divina ed espressa nel linguaggio dell'uomo

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Antropomorfismo nella Cabala e Partzufim.

Secondo i testi rabbinici compito dello studioso erudito della Torah deve mirare o esplicitarsi nello scoprire quella Torah celeste la cui rivelazione non venne mantenuta dal popolo durante l'evento del Sinai: la rivelazione della parte più nascosta della Torah viene definita Qabbalah o parte segreta cui solo pochi eletti del popolo d'Israele possono accedere. L'uomo che comprende la Torah si avvicina così alla comprensione di Dio che ha fatto di essa il riflesso della propria sapienza; lo studio della Torah diviene così uno degli aspetti più importanti dell'attaccamento a Dio e dell'insegnamento che conferma la tendenza dell'uomo ad imitare Dio, che l'Ebraismo afferma debba avvenire nella qualità della misericordia, della compassione e della bontà, anche della Giustizia, ma non certamente solo in quella del rigore divino che sarebbe per l'uomo cosa troppo gravosa. L'uomo che venga così incluso nella totalità del divino vive la rivelazione come fondamento della propria fede e della propria natura religiosa e spirituale: questo un ulteriore aspetto della Qabbalah che letteralmente significa ricezione, da cui tradizione, da maestro a discepolo o direttamente rivelata da Dio nella forma della Qabbalah profetica.

Questo principio viene accostato a quello della spiritualizzazione e dell'apporto di benedizione e santità al mondo che così viene elevato dal proprio stato semplice ad un livello più alto, proprio come dovrebbe avvenire nella relazione tra anima e corpo in un essere umano distinto dagli altri.

Sebbene l'uomo della Qabbalah che si appresti a scoprire i segreti della Torah si leghi così ai Mondi Superiori, egli non perderà il legame con il mondo propriamente detto ma anzi ne coglierà gli aspetti migliori sia nella gioia e nello stupore, ad esempio al contatto con la natura, sia nello studio, in questo caso fondato sul Ma'asseh Bereshit, lo studio dell'opera della Creazione che, assieme al Ma'asseh Merkavah, è il più profondo studio rivelato da Dio della sapienza nascosta.

Così anche la Torah mantiene i due aspetti, quello eccelso e quello materiale, integrandoli e vivificandoli l'uno con l'altro grazie alla fede ed all'attaccamento a Dio. Questo viene espresso con l'affermazione che vuole che la Torah sia di origine divina ed espressa nel linguaggio dell'uomo, i due aspetti integrati e legati indissolubilmente[2]: la lingua ebraica è infatti la lingua santa e racchiude l'aspetto spirituale e divino.

L'era messianica vedrà il ritorno completo di questa rivelazione e la diffusione più ampia della Qabbalah.

Note

  1. cfr Sefer haBahir
  2. Sefer haZohar, commento alla Parashah Behaalotecha, 3, 152a (cfr anche Angelo e Mondo Superiore e Mondo Inferiore): vedi anche il testo di Moshe Cordovero Or Ne'erav. La Luce Gradita, ed. Providence University Inc, stampato in USA, 2008

Voci correlate

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