Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Vatsiputriya

Da Esopedia, l'Enciclopedia dell'[[Ordine Martinista Antico e Tradizionale|O.M.A.T.]] per gli Iniziati.
(Reindirizzamento da Vatsīputrīya)
Pipal.jpg
Buddhismo
dei Nikāya
Canone buddhista
Āgama-Nikāya, Āhánbù
Vinaya, Sutta
Abhidharma


contenuti nei canoni:
pāli, cinese, tibetano

Concili buddhisti
Buddhismo dei Nikāya
Il Buddhadharma

 Mahāsāṃghika
     Lokottaravāda
     Caitika
     Gokulika
     Prajñaptivāda
     Bahuśrutīya
 Vatsīputrīya
     Sammitīya
         Avantaka
         Kurukulla
     Dharmôttarīya
     Bhadrayānīyāḥ
     Saṇṇagārika
 Sthaviravāda
     Sarvāstivāda
         Sautrāntika
         Mūlasarvâstivāda
     Vibhajyavāda
         Theravāda
         Dharmaguptaka
         Mahīśāsaka
         Kāśyapīya

La scuola buddhista Vatsīputrīya (conosciuta anche come Pudgalavāda o Saṃmitīya) è stata una delle più importanti scuole del Buddhismo dei Nikaya.

La scuola Vatsiputrya origina nel III secolo a.C. quando si separò dalla comunità Sthaviravada per motivi dottrinali.

La dottrina di questa scuola si fonda sulla dottrina del pudgala (persona) che, a detta dei Vatsiputrya (per questo denominati in modo spregiativo dalle altre scuole come Pudgalavada, "personalisti") è una caratteristica degli esseri senzienti (sanscrito sattva). Tale concezione si inserisce nell'ambito del dibattito abhidharmico diffuso in quel periodo nella comunità buddhista (sans. sangha) teso a precisare alcuni insegnamenti degli agama-nikaya, ovvero a spiegare il continuum di coscienza alla luce della dottrina dell'anatman insegnata dal Buddha Shakyamuni. I Vatsiputrya elaborarono quindi il pudgala che viene comprovato (e garantisce) dal ciclo delle rinascite (sans. samsara).

Il pudgala è quella funzione propria degli esseri senzienti che consente di vivere il continuum di coscienza e la sua rinascita in più vite. Esso è determinato dal karma. Per le altre scuole buddhiste tale dottrina violava, tuttavia, l'anatman buddhista e questa scuola venne quindi considerata eretica. Ciò non impedì la sua diffusione se i pellegrini cinesi Xuanzang e Yijing ebbero modo di notare, nel VII secolo d.C., che almeno un quarto dei monaci buddhisti indiani seguivano le dottrine pudgalavada.

Dal ceppo originale dei Vatsiputriya emergeranno altre scuole come la Dharmottariya, la Bhadrayaniya, la Sannagarika e infine la più importante, la Sammatiya la quale si suddivise ulteriormente in Avantaka e Kurukulla.

Sono giunti a noi, conservati nel Canone cinese, alcuni testi della scuola Vatsiputriya, tra questi:

  • Vinayadvavimsatividyasastra (cin. Liuershiermingliaolun);
  • Tridharmakasastra (cin. Sanfatulun);
  • Sammitiyanikayasastra (cin. Sanmidibulun).

In un brano dell'Abhidharmakosa (opera del sarvastivada Vasubandhu, IV secolo d.C.) l'autore cerca di procedere ad una confutazione della dottrina del pudgala. Esso è presentato come un dialogo tra un monaco vatsiputriya e Vasubandhu[1]

Note

  1. Il brano è riportato in T.V.R. Murti, La filosofia centrale del Buddhismo, Ubaldini Editore, Roma 1983, pp. 45-46).

Voci correlate

Buddhismo Portale Buddhismo: accedi alle voci di Esopedia che trattano di Buddhismo