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Aezio (filosofo)

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Aezio (in greco antico: Ἀέτιος, Aétios; floruit I-II secolo; ... – ...) fu un filosofo e dossografo greco antico.


Biografia

Poco si sa di Aezio, autore di una Raccolta di dottrine (Placita Philosophorum) che fu tradotta in arabo nel X secolo ed è pervenuta in frammenti, conservati in particolare dal teologo del V secolo Teodoreto, che secondo la ricostruzione del filologo tedesco Hermann Diels avrebbe avuto sotto mano l'intera opera di Aezio. Diversamente, ciò che è stato tramandato di quest'ultimo dai Placita Philosophorum, conservati nel corpus degli scritti di Plutarco, ma certamente non suoi, e dalle Eclogae Physicae dell'antiquario e filologo della tarda classicità Stobeo sono citazioni fortemente abbreviate.

A parere di Diels, Aezio si sarebbe rifatto a un precedente e per noi anonimo compendio di dottrine, i cosiddetti Vetusta Placita, il che è apparso tuttavia ad alcuni moderni filologi come una invenzione senza prove a sostegno.

In realtà un docente di filologia classica presso l'Università di Torino, il prof. Michelangelo Giusta (Mondovì, 1921 - 2005) ha ampiamente provato con le sue ricerche condotte sugli autori greci e latini (I dossografi di etica, 2 voll. Torino, Giappichelli, 1964) che anche nell'ambito dell'etica - oltre che in quello della fisica, come già aveva dimostrato il citato Diels - gli autori antichi greci e latini, compresi quelli cristiani (anche i più noti), utilizzarono per davvero nelle loro opere i Vetusta placita: essi furono per davvero una sorta di compendio anonimo (alla Bignami) che riportava frasi o brani su determinati argomenti dei diversi predecessori, divisi per autore. Infatti è sempre stato difficile spiegare come Cicerone, Seneca, Filodemo di Gadara, Plinio il vecchio, Agostino e altri potessero aver consultato tutti gli autori e tutte le opere di cui riferivano citazioni nelle proprie, vista la difficoltà di circolazione del materiale papiraceo.

Ha rafforzato le conclusioni di Giusta una tesi di laurea discussa con lui (1972) da Fulvio Basteris sul Perì aorghesias ("Del non arrabbiarsi") dello storico e filosofo greco Plutarco (Cheronea, ca 46 - 127), con la quale ha comparato sull'argomento in questione passaggi di vari autori in loro testi pervenutici mediante papiri, rilevandone ad esempio - oltre alla congruità enunciativa dei testi stessi presi in esame - un sorprendente ed analogo numero di caratteri utilizzati, segno che gli autori leggevano da un compendio copiato su papiri provenienti da un medesimo archetipo (si veda a proposito di papiri greci la voce di Wikipedia sui 180 di Ercolano, ritrovati durante gli scavi effettuati nel XVIII secolo nell'omonima Villa, ancor oggi semisepolta).

Bibliografia

  • M. Dal Pra, Storia della storiografia greca, Milano, 1950
  • H. Diels, Doxografi Graeci, Padova, 1961
  • M. Giusta, I dossografi di etica, 2 voll., Torino, 1964.